La parola ai produttori

Vini estremi, exploit delle isole Canarie

Vini estremi, exploit delle isole Canarie La Spagna ha trionfato con 50 Gran Medaglie d'oro al «Mondial des Vins Extrêmes»,

Vini estremi, exploit delle isole Canarie

La Spagna ha trionfato con 50 Gran Medaglie d’oro al «Mondial des Vins Extrêmes», il concorso internazionale riservato alla viticoltura eroica che ha avuto come palcoscenico la località di Châtillon, in Valle d’Aosta. L’Italia ha conquistato 17 Gran Medaglie d’oro: premiate le etichette del Trentino, della Valle d’Aosta, del Piemonte, della Liguria, della Lombardia, della Toscana, della Calabria, della Sicilia e della Sardegna.

Pietro Pancheri, titolare dell’azienda agricola Laste Rosse, un esempio di viticoltura eroica in Val di Non

Li hanno ribattezzati vini «estremi» o «eroici».

Sono quei vini figli della fatica, del sudore, della laboriosità dell’uomo prodotti in zone geograficamente impervie, talvolta impossibili e coltivati in minuscoli fazzoletti di terra strappati alla montagna, alle rocce, al mare.

Dal Trentino Alto Adige alla Sardegna, dalla Valle d’Aosta all’isola di Pantelleria, dalla Valtellina alla Costiera Amalfitana, dalle Cinque Terre alle pendici dell’Etna, l’antica Enotria vanta una miriade di vitigni che sono sopravvissuti alle guerre, alle pestilenze, al flagello della fillossera.

Vitigni che, grazie alla tenacia e alla passione di alcuni piccoli grandi vignaiuoli, sono stati salvati dal rischio dell’abbandono.

Quei vigneti “eroici” coltivati a due passi dal cielo o a picco sul mare

Una suggestiva immagine dei vigneti terrazzati della Val di Cembra

Dalle Alpi al profondo Sud sono molti i vigneti coltivati in zone impervie, a due passi dal cielo o a picco sul mare che, grazie alle sapienti mani di una pattuglia di «vigneron» amanti del proprio territorio, sono in grado di regalare ai cultori di Bacco dei vini straordinari.

Vigneti che richiedono tanto lavoro e tanti sacrifici, perché se per un ettaro di vigneto in pianura sono sufficienti più o meno 100 ore all’anno di manodopera, in montagna o nei terreni a picco sul mare, in vertiginosa pendenza, di ore annue ne servono dalle 600 alle 1.200.

Il che incide logicamente sui costi di gestione, costi ripagati solo dalla bellezza e dal fascino che accomunano questi spettacolari vigneti.

A Châtillon (Valle d’Aosta) l’edizione 2026 del «Mondial des Vins Extrêmes»

Una delle commssioni d’assaggio guidata da Walter Webber, responsabile del Cervim per il Trentino Alto Adige

Proprio da questi vigneti nascono i vini «eroici» che anche quest’anno sono stati i protagonisti dell’edizione numero 34 del «Mondial des Vins Extrêmes», l’unico concorso internazionale riservato alla viticoltura estrema, organizzato dal Cervim, il Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione della Viticoltura di Montagna.

Ma veniamo ai numeri dell’edizione 2026 del concorso che ha avuto come palcoscenico la località di Châtillon, in Valle d’Aosta. Quest’anno le commissioni d’assaggio hanno giudicato 1.175 etichette in rappresentanza di 432 aziende provenienti da 22 Paesi del mondo.

Ne citiamo alcuni: Argentina, Cile, Brasile, Stati Uniti, Giappone, Libano, Georgia, Macedonia, Grecia, Ucraina, Slovenia, Svizzera, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Andorra, Capo Verde oltre a tutte le regioni italiane.

 

L’exploit dello Chardonnay Riserva Selezione Echo 2024 della cantina Corvée

La cantina Corvée è è una cooperativa di otto giovani amici e soci della Val di Cembra

L’edizione 2026 del Concorso ha assegnato 17 Gran Medaglie d’oro all’Italia e il Trentino si è confermato superstar con l’exploit della cantina della Val di Cembra Corvée che ha conquistato la Gran Medaglia d’oro con lo Chardonnay Riserva Selezione Echo 2024.

La Cantina Corvée (termine francese utilizzato in epoca feudale per indicare un tipo di prestazione gratuita) è una cooperativa di otto giovani amici e soci che coltivano 15 ettari di vigneti dislocati nei comuni di Cembra, Lisignago e Faver ad un’altezza sul livello del mare compresa tra i 450 e i 740 metri e producono le principali varietà autoctone trentine.

 

Le 17 etichette Made in Italy premiate con la Gran Medaglia d’oro

Diciassette le etichette Made in Italy premiate con la Gran Medaglia d’oro al 34°Concorso «Mondial des Vins Extrêmes» di Châtillon.

Trentino – Chardonnay Trentino Superiore Riserva Selezione Echo 2024 della Cantina Corvée.

Calabria – Zibibbo Costa Viola Igt L’eroico 2025 della Cooperativa Terre della Costa Viola.

Valle d’Aosta – Valle d’Aosta Dop Petite Arvine 2025 di Les Cretes Società Agricola.

Sardegna – Carignano del Sulcis Doc Riserva Is Arenas 2023 delle Cantine Sardus Pater.

Liguria – Due i vini premiati: il Riviera Ligure di Ponente Doc Pigato “Braie” 2024 della Società agricola Durin Sas e il Colli di Luni Doc Vermentino Vigna Sarticola 2025 dell’ Azienda agricola Federici.

Toscana – Tre i vini premiati: il Candia dei Colli Apuani Doc Vermentino Reale 2019 della Tenuta Lodolina, il Candia dei Colli Apuani Doc Vermentino Ora 2025 dell’Azienda agricola Le Canne di Pucci Luigi e il Colli di Luni Doc Mezzaluna 2025 dell’Azienda agricola Boriassi.

Sicilia – Sei i premiati: l’Etna Bianco Doc Sommer 2022 della tenuta La Rosa Isabella, il Passito di Pantelleria Doc Nes 2024 e il Bianco di Pantelleria Doc Isesi 2024 di Carlo Pellegrino, il Passito di Pantelleria Doc Sentivento 2014 di Prosit, il Passito di Pantelleria Doc A Signurina 2022 dell’Azienda agricola I Giardini di Tanit e l’Igt Terre Siciliane Catarratto “Masso” 2025 di Feudo Montoni di Fabio Sireci.

Piemonte – Il Pinerolese Bian Ver Doc Servaj 2025 della Società agricola Cardon.

Lombardia – L’Igt della Bergamasca Rosso Picialì 2020 di Petraia Mussinelli.

La Spagna superstar (50 Gran Medaglie d’oro) con i vini delle Canarie

Il presidente del Cervim (Centro di Ricerca e Salvaguardia della Viticoltura di Montagna) Nicola Abbrescia

La Spagna si è confermata superstar con i vini del Priorat, della Galizia e in particolari con le etichette delle Canarie, l’arcipelago al largo della costa nord-occidentale dell’Africa che ha fatto man bassa di riconoscimenti. Cinquanta le Gran Medaglie d’oro conquistate dalla Spagna che è stata premiata anche con  l’Oscar del vino che ha ottenuto il miglior punteggio assoluto, riconoscimento assegnato al Valle de Güímar Pico Cho Marcial Afrutado 2025 di Sat Viticultores Comarca de Güímar, di Arafo, Tenerife. 

In totale sono state assegnate 84 Gran Medaglie d’Oro e 295 Medaglie d’Oro.

La competizione del Cervim è l’unico concorso enologico al mondo dedicato alla viticoltura di montagna, ai vigneti in forte pendenza a ridosso del mare e a quelli delle piccole isole.

I campioni in gara sono stati valutati alla cieca secondo i criteri dell’Oiv (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin) da 11 commissioni, per un totale di 55 giurati tra tecnici, giornalisti ed esperti degustatori italiani e internazionali.

I premi più prestigiosi sono stati assegnati alle cantine che valorizzano quei vigneti “eroici” coltivati in montagna e nelle zone impervie, la cui manodopera richiede tra le 600 e le 1.200 ore annue. Vigneti “estremi”, perché da Nord a Sud Italia (e nel resto del mondo) sono tutti accomunati da un’altitudine superiore ai 500 metri con pendenze che superano il 30%. 

Oltre alle medaglie d’oro assegnati 20 Premi Speciali: cinque all’Italia

Un’immagine spettacolare dei vigneti eroici del Priorat nel cuore della provincia catalana di Tarragona (Spagna)

Oltre alle medaglie d’oro il Concorso ha assegnato anche 20 Premi Speciali, cinque all’Italia. Il “Gran Premio Cervim” 2026, destinato al vino con il miglior punteggio assoluto, è andato allo spagnolo Valle de Güímar Pico Cho Marcial Afrutado 2025 di Sat Viticultores Comarca de Güímar, di Arafo, Tenerife. 

Il “Premio Speciale Cervim” è stato attribuito invece a sette realtà: Cooperativa Vinicola Aurora Ltda in Brasile, Scv L’Étoile in Francia, Weingut Reis-Feine Weine in Germania, Carlo Pellegrino in Italia, Mateus & Sequeira Vinhos dal Portogallo, Sat Viticultores Comarca de Güímar dalla Spagna e Domaine Blondel in Svizzera. 

Si sono aggiudicati il “Premio Eccellenza Cervim”, il Campos de Cima da Serra Zanotto Troppo Maturo 2020 di Vinicola Campestre Ltda (Brasile), il Cuvée Barrique Rotwein Trocken 2018 di Weingut Reis-Feine Weine (Germania), il Pantelleria Doc Passito Sentivento 2014 di Prosit (Italia), l’Islas Canarias Do Quiquere Blanco Seco 2025 di Bodega Gallo & Quiquere Wines (Spagna) e il Ticino Doc Merlot Carato Riserva 2022 di Angelo Delea (Svizzera). 

A Cosimo Capasso il premio Cervim come miglior viticoltore under 35

Cosimo Capasso premiato come miglior viticoltore under 35

Altro riconoscimento, il “Premio Cervim Futuro” 2026, se lo è aggiudicato il vignaiolo della Campania Cosimo Capasso dell’azienda Cosimo Capasso Vini di Montagna, località Tocco Caudio (Benevento) eletto miglior viticoltore under 35, mentre il “Premio Cervim Piccole Isole” è stato assegnato al Pantelleria Doc Passito Sentivento 2014 di Prosit  e il “Premio Donna Cervim” è stato assegnato a Isabella La Rosa dell’Azienda Agricola Isabella La Rosa, in Sicilia e all’enologa Ioanna Vamvakouri di Mikra Thira, a Santorini (Grecia).

Alle Isole Canarie, infine, il “Premio Mondial des Vins Extrêmes” 2026 come zona viticola con il maggior numero di vini presentati e premiati.

“I numeri di questa edizione raccontano la capacità della viticoltura eroica di mettere in dialogo territori differenti tra loro – ha dichiarato Nicola Abbrescia, presidente del Cervim – i vini in concorso restituiscono una fotografia sempre più articolata del patrimonio viticolo eroico. Dietro ogni campione ci sono condizioni di coltivazione complesse ma anche competenze specifiche e identità territoriali: è proprio da questo confronto internazionale che vogliamo continuare a far crescere il Mondial des Vins Extrêmes nei prossimi anni.”

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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