Aldeno, quei gioielli “benedettini” ai piedi del Bondone

Papà polacco, mamma trentina, Benedetta Dolecki, giovane imprenditrice trentina, ha realizzato il sogno della vita.
Quattro vini per quattro etichette da lei stessa disegnate: un Sauvignon Blanc, un Gewürztraminer, una Schiava e un Merlot, in attesa di due spumanti metodo classico: Chardonnay e Pinot Nero.
Sorriso smagliante, volto solare, simpatia contagiosa. E’ il ritratto di Benedetta Dolecki, una giovane imprenditrice con la passione per la grafica, la fotografia e il vino.
Nata sotto il segno dell’Ariete, il primo dei 12 zodiacali governato dal pianeta Marte, è dotata di un’energia inarrestabile e da un forte spirito di iniziativa.
Papà polacco, professore universitario, mamma trentina, Raffella Nave, lei pure professoressa, il nonno Luigi Bonfiglio, maestro ad Aldeno dove ha insegnato per molti anni.
Una laurea in Lingue straniere, uno spirito pionieristico, la passione per il food & wine

Indipendente, determinata, coraggiosa, laurea in lingue straniere, master in food & wine al Gambero Rosso, una stage alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, una passione ancestrale per il vino ed un entusiasmo che ha contagiato anche gli amici (Igor Delaiti in primis, il suo mentore, e l’enologo Loris Cazzanelli, prodigo di preziosi consigli) Benedetta affronta la vita con quello spirito pionieristico e creativo che contraddistingue quanti vogliono realizzare un sogno e tradurlo in realtà. E ci sta riuscendo.
Oltre a curare i vigneti di Aldeno e Gabbiolo coltiva erbe aromatiche in quel di Cimone: timo, salvia, lavanda, calendula e monarda, una pianta erbacea che ricorda il bergamotto utilizzata per aromatizzare i cibi (ecco l’altra passione di Benedetta: la cucina con relativi abbinamenti enoici).
Per il vigneto e per tutte le colture ha adottato la filosofia del metodo biologico

Schietta e genuina come i suoi vini, l’abbiamo incontrata alla Darsena di Ferrara in occasione dell’evento “Calici d’estate”, dove nei giorni scorsi in occasione della Festa del Vino e dello Street Food ha presentato i suoi gioielli. Quattro etichette, bellissime, che lei stessa ha disegnato e che identificano le quattro tipologie di vini che propone sul mercato: Selvaggia (un Sauvignon Blanc), Ert (un Gewürztraminer), Sull’Albero (una Schiava) e Rampante (un Merlot). Altro sogno nel cassetto in fase di progettazione: due spumanti metodo classico Trentodoc da uve Chardonnay e Pinot Nero.
Benedetta ha sposato per il vigneto e per tutte le colture la filosofia del metodo biologico e della sostenibilità ambientale. Una cura maniacale con l’intento di raggiungre un equilibrio perfetto tra terre coltivate e la natura che ci circonda. “So che è difficile – confessa – ma io cerco di dare il mio piccolo contributo.”
Selvaggia – Sauvignon Blanc Indicazione Geografica Vigneti delle Dolomiti
INSERISCI LA FOTO DELL’ETICHETTA SELVAGGIA
Il nome Selvaggia – confessa Benedetta – si riferisce alla mia natura ribelle di bastian contraria e si inserisce in un contesto più ampio, legato al Barone Rampante di Italo Calvino, al quale si ispirano le tre etichette del vigneto “Rustega”,
vigneto all’estremità del conoide di Aldeno alle pendici del Monte Bondone. Etichette collegate tra loro dal motivo del ramo in rilievo che le attraversa e dall’immagine di un animale.
In questo caso il lupo, simbolo di forza, coraggio, lealtà e libertà, ma anche di legame ancestrale con la natura selvaggia.
Vino dal colore giallo paglierino tenue, al naso presenta delicati sentori di frutta a polpa bianca come la pera, accompagnati da una bella mineralità.
Al palato è fresco e sapido con un leggero e piacevole finale ammandorlato.
Ert – Gewürztraminer del Trentino Denominazione d’Origine Controllata

Ért (ripido nel dialetto trentino) deve il suo nome al vigneto in cui hanno dimora le vigne di Gewürztraminer, a Gabbiolo, sulla collina a Est sopra Trento, tra Villazzano e Povo. Tutte le lavorazioni in vigna vengono eseguite a mano, compresi i trattamenti fitosanitari.
L’idea dell’etichetta – racconta Benedetta – è nata un mattino all’alba mentre salivo il sentiero per arrivare al vigneto e fare i trattamenti. Fiori, erba alta, animali, non ci è voluto molto ad avere una visione lampante di come sarebbe stata l’immagine sulla bottiglia.
Vino dal colore giallo paglierino brillante, al naso presenta una vivace aromaticità, ma non stucchevole, con sentori di rosa e frutta tropicale tra cui il mango. Al palato è pieno e rotondo, con una buona persistenza.
Sull’Albero – Schiava del Trentino Denominazione d’Origine Controllata

Questa Schiava vinificata in rosso ha una personalità che lo avvicina ai vini rosati, ma con una bella carica espressiva, risultato del territorio e dell’età delle viti. Deve il suo nome al Barone Rampante di Italo Calvino.
L’etichetta è dedicata a mio nonno Gigi – racconta Benedetta – amante della Schiava. La volpe è uno degli animali avvistati nel vigneto e rappresenta diverse caratteristiche simili a noi uomini mortali come astuzia, adattabilità e intuizione.
Vino dal colore rosso rubino tenue e brillante, presenta al naso un frutto rosso sottile accompagnato da note di carcadè, dove emerge una nota speziata di noce moscata.
Al palato è avvolgente, fresco, con un bell’equilibrio tra morbidezza e acidità. Vellutato, secco, ha una bella persistenza.
Rampante – Merlot del Trentino Denomiazione d’Origine Controllata

Questo Merlot annata 2023 (alcool 12,5%) nasce nel Vigneto Rustega sul conoide di Aldeno da vigne di 22 anni. L’etichetta, sempre nella linea del ramo legata al Barone Rampante, ha come simbolo il camoscio, uno di quelli – racconta Benedetta – che ho visto nei miei campi, quest’inverno. Era caduto giù dal pendio della montagna, inizialmente pensavo fosse una pietra. Ad un certo punto si è alzato ed ha risalito la montagna.
La vinificazione con macerazione sulle bucce avviene nell’arco di un paio di settimane con follatura e rimontaggi. Poi riposa per un anno in tonneaux usate di terzo e quarto passaggio, infine in acciaio.
Colore rosso vivace, il Merlot Rampante al naso ricorda i piccoli frutti a bacca rossa, con una piacevole nota vegetale e leggermente speziata. Al palato è secco, di corpo e con una buona acidità. Ottimo con le carni, ma non disdegna i primi piatti e i formaggi.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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