Trentodoc, prosit con i gioielli delle “new entry”
Sabrina Schench, direttrice dell’Istituto Trentodoc, ha festeggiato in pompa magna la quinta edizione del Trentodoc Festival delle bollicine di montagna con l’ingresso di cinque nuove aziende: Felsen (Baselga di Pinè), Ert 1050 (Altopiano di Brentonico), Moncalisse (Civezzano), Rechof (San Michele all’Adige) e Roeno (Brentino Belluno, Valdadige).
La quinta edizione del Trentodoc Festival delle bollicine di montagna, tra i mille appuntamenti della kermesse, ha festeggiato anche l’ingresso in pompa magna di cinque nuove aziende: Ert 1050, Felsen, Moncalisse, Rechof e Roeno. Cinque “new entry” che portano il totale delle cantine associate all’Istituto Trentodoc a quota 74 in attesa dell’azienda numero 75 che sta ultimando le procedure d’ingresso. Realtà diverse per territorio, storia e scelte produttive.
Sabrina Schench, direttrice dell’Istituto: “Un importante segnale di fiducia”
Le cique nuove cantine associate hanno avuto l’opportunità di presentare

i loro gioielli nelle suggestive sale dell’ex convento degli Agostiniani in occasione del Trentodoc Tasting guidato da Ilaria Lorini, miglior sommelier Ais 2025 e da Stefano Berzi, miglior sommelier Ais 2021.
L’onore di accogliere nella “famiglia” del Trentodoc le nuove “maison” spumantistiche trentine è stata affidato a Sabrina Schench, direttrice dell’Istituto, che ha sottolineato il valore di dedicare un appuntamento specifico alle aziende che nelle scorse settimane hanno deciso di aderire all’lstituto del Trentodoc.
Una scelta che rappresenta un segnale importante di fiducia e un motivo di orgoglio.
L’azienda Felsen di Luciano Rappo, Gianni Gasperi e Massimo Benetello

La degustazione ha preso il via con un Trentodoc dell’azienda Felsen, nata a Baselga di Pinè dal sogno di tre amici – come ha spiegato Luciano Rappo – con esperienze, ruoli e storie diverse. Insieme a lui, infatti, hanno affrontato questa avventura l’enologo Gianni Gasperi e il general manager Massimo Benetello.
Il nome Felsen significa roccia ed è un omaggio alla Val di Cembra, territorio da cui vengono selezionate le uve base spumante. E l’obiettivo è rispettare l’identità di questo paesaggio dove la vite sfida la roccia.
Caratteristica che abbiamo ritrovato nel calice assaggiando il Blanc de Blancs 60 mesi, sapido, agrumato, balsamico con quella “nuance” di pietra focaia che accarezza il palato.
Ert1050, il gioiello della famiglia Veronesi sull’Altopiano di Brentonico

E’ seguita la presentazione di Ert1050, progetto nato nel 2022 che, come ha spiegato l’enologo Pietro Margotti, fin dal nome richiama l’altitudine del vigneto più alto della cantina, a quota 1.050 metri sull’Altopiano di Brentonico, dove grazie all’esposizione, alle escursioni termiche del Monte Baldo, al vento (L’ora del Garda) e alla luminosità un Trentodoc fresco, piacevole, di leggiadra struttura e di vibrante sapidità.
L’azienda vitivinicola è di proprietà della famiglia Veronesi e fa parte del colosso Oniverse famoso nel mondo per i marchi legati all’abbigliamento (Calzedonia, Falconeri, Tezenis, Intimissimi solo per citarne alcuni) e nel campo del vino ad alcune famose tenute vitivinicole e ad una cinquantina di enoteche con cucina in Italia e in Europa: il famoso “Signorvino”.
La Cantina Moncalisse delle sorelle Julia e Karoline Walch a Civezzano

In rapida successione il tour enologico del Trentodoc Tasting ha poi condotto il pubblico a Civezzano, sede della nuova cantica Moncalisse delle sorelle altoatesine Julia e Karoline Walch.
Una sfida – ha spiegato Karoline Walch – iniziata dieci anni fa quando insieme alla sorella Julia si sono innamorate di questo territorio alle pendici del Monte Calisio chiamato anche Argentario, a 600 metri di altitudine, con una notevole escursione termica e una grande complessità geologica.
L’obiettivo è raggiungere nei prossimi anni uno standard di 100.000 bottiglie, puntando anche sull’accoglienza per chi ama il buon vivere, il design e desidera immergersi nel mondo delle bollicine di montagna del Trentino.
L’azienda Rechhof a Grumo San Michele all’Adige della famiglia Recchia

Altra scoperta, l’azienda Rechof di Grumo nel comune di San Michele all’Adige.
Una storia familiare, come ha evidenziato Andrea Recchia, nata nel 2021 dalla volontà di trasformare una passione per la coltivazione della vite e la spumantizzazione in una realtà di impresa.
L’azienda nella sala dell’ex convento degli Agostiniani ha presentato una Riserva Rosé di 50 mesi (Chardonnay 70%, Pinot Nero 30%) dotata di una spiccata complessità, fresco, sapido, vivace con una piacevole persistenza che invita ad un successivo sorso.
L’azienda Roeno di Brentino Belluno (Valdadige) con vigneti in Trentino

Ultima tappa la Valdadige ai confini meridionali del Trentino, con il Trentodoc Dèkatos, un Blanc de Blancs Nature dell’azienda Roeno, presentato da Martina Centa – terza generazione della famiglia Fugatti – che ha ricordato anche l’importanza del terreno calcareo di Avio per ottenere acidità e freschezza nell’ambito del progetto orientato alla creazione di un metodo classico di lungo affinamento.
Dopo 120 mesi sui lieviti questo Blanc de Blancs ha affascinato la platea grazie ad una straordinaria complessità.
Una interpretazione sublime del Trentodoc che ha trovato anche sui conoidi della Vallagarina il terreno ideale per esaltare la ricchezza e la compessità di un metodo classico che sfida il tempo.
In alto i calici. Prosit!
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