La parola ai produttori

Tirana, prosit con i vini albanesi di Berat

Tirana, prosit con i vini albanesi di Berat Muharrem Çobo, laurea in giurisprudenza a Trento,  accoglie gli ospiti allo "Shendeverë Wine Bar & Restaurant".

Tirana, prosit con i vini albanesi di Berat

Un’altra elegante sala del Wine Bar & Restaurant Shendeverë di Tirana

Muharrem Çobo, laurea in giurisprudenza a Trento,  accoglie gli ospiti allo “Shendeverë Wine Bar & Restaurant”. Affacciato sulle mura del Castello di Tirana, è il punto d’incontro tra la cucina tradizionale albanese (la tartare, i formaggi, il brasato, il carpaccio, il pesce) e i vini della Çobo Winery di Berat, uno dei territori vitivinicoli più vocati dell’Albania.

Ci sono luoghi che raccontano la storia di una città meglio di qualsiasi museo. A Tirana questo luogo è il Castello di Tirana (Kalaja e Tiranës), nucleo originario della capitale albanese. Le sue origini risalgono al XIII secolo, anche se molti studiosi le fanno risalire ad una precedente fortificazione bizantina collegata all’imperatore Giustiniano I.

L’ingresso del Wine Bar & Restaurant Shendeverë di Tirana

Dopo un importante recupero archeologico e architettonico, concluso nel dicembre 2018, questo spazio storico è rinato come uno dei locali più vivaci della città: un elegante percorso tra botteghe artigiane, cortili, wine bar e ristoranti dove la storia dialoga con la contemporaneità. 

È in questo contesto che la famiglia Çobo ha dato vita allo Shendeverë Wine Bar & Restaurant, un luogo dove i vini della Çobo Winery incontrano la cucina tradizionale albanese in un percorso di abbinamenti che racconta il territorio, la sua cultura e i suoi sapori. 

Distribuito su più livelli, lo Shendeverë Wine Bar & Restaurant dispone di 100 coperti nelle sale interne e di una terrazza dell’antico Castello di Tirana, unendo il fascino delle antiche mura ad ambienti caldi e conviviali, dove legno, pietra e dettagli ispirati al mondo del vino raccontano l’identità della famiglia Çobo e la tradizione dell’ospitalità albanese.

 

Muharrem, una straordinaria storia di successo: da profugo alla laurea a Trento

La Master of Wine Cristina Mercuri durante una degustazione a Vinitaly dedicata ai vini della Çobo Winery.

Lo Shendeverë ha aperto le proprie porte il 25 dicembre 2018 con un obiettivo preciso: diventare l’ambasciata della Cantina Çobo nella capitale. «Volevamo creare un luogo nel centro storico di Tirana dove il vino e la cucina raccontassero insieme il nostro Paese», spiega Muharrem Çobo, proprietario dello Shendeverë, la cui storia si intreccia con il nostro Paese.

Lui, infatti, e il fratello Petrit erano tra le migliaia di albanesi assiepati sulla nave Vlora – molti ricorderanno le immagini dello sbarco a Brindisi nel 1991 – un esodo di massa che coinvolse oltre 27 mila profughi.

Nel BelPaese rimasero per un decennio, stabilendosi a Trento dove studiarono e strinsero amicizie. Muharren, familiarmente ribattezzato dai trentini Remi, si laureò alla facoltà di Giurisprudenza. Nel 1993 grazie alle rimesse dei figli, papà Enis Çobo acquistò il primo ettaro di terra a Ura Vajgurore, nel Centrosud dell’Albania.

La lunga tradizione di famiglia interrotta dal regime comunista di Enver Hoxha

Il Vlosh, incoronato da Luca Gardini tra i migliori vini rossi al mondo, è ideale per accompagnare le carni

«Nonostante una lunga tradizione risalente agli inizi del 1900 – racconta Muharrem Çobo – la mia famiglia, come molte altre in Albania, fu costretta a interrompere la produzione quando nel 1945 il regime comunista di Enver Hoxha prese il potere. 

«Le imprese private non erano ammesse. Solo dopo il 1991, con la caduta del regime, siamo riusciti a ripartire da zero. 

Nel 2001 io e mio fratello abbiamo deciso di tornare in patria. Il vino in Albania, assieme al distillato Raki, ha una tradizione antica, si è sempre prodotto – ricorda Muharrem – e si è sempre consumato.»

Muharrem Çobo: “Il nonno faceva il vino e ci ha trasmesso questa passione” 

«Il nonno già faceva il vino e ci ha trasmesso questa passione – aggiunge Remi – nel 1993 con le mie rimesse dall’Italia il papà acquistò il primo ettaro di terreno e, seguendo il consiglio e l’incoraggiamento della nonna che saggiamente ci faceva notare che la vite è una pianta generosa, decidemmo di mettere a dimora nuovi vigneti.»

La Master of Wine Critina Mercuri con Petrit e Muharrem Çobo

Oggi l’azienda Çobo coltiva anche Cabernet e Merlot, ma il cuore è sempre legato ai vitigni autoctoni, a partire dal Vlosh, a bacca rossa e maturazione tardiva.

Le rese sono molto basse, ma le condizioni pedoclimatiche favorevoli consentono di limitare i trattamenti fitosanitari. Oggi i vini Çobo sono distribuiti in Svizzera, Belgio, Germania, Canada, Stati Uniti, Brasile e anche in Italia (li commercializza Proposta Vini).

I vigneti dell’azienda, messi a dimora su spettacolari colline terrazzate, sono considerati uno dei siti vitivinicoli più belli del Paese delle Aquile e cresce l’interesse enoturistico verso una destinazione ancora genuina.

Sempre più viaggiatori scelgono Berat e l’Albania meridionale per scoprire una cultura del vino ancora genuina, lontana dalle rotte più battute, fatta di accoglienza familiare, cucina locale e paesaggi che conservano un forte senso di identità.

Tradizione, territorio e vino: il Ristorante Shendeverë racconta l’Albania

La sala da pranzo del Wine Bar & Restaurant Shendeverë di Tirana

Ma torniamo allo Shendeverë Wine Bar & Restaurant di Tirana. Il menu del ristorante, sviluppato con la consulenza dello chef albanese Arthur Jella, nasce dall’incontro fra la tradizione e l’innovazione, valorizzando materie prime albanesi accompagnate in ogni piatto dai vini della cantina di famiglia. «Non volevamo semplicemente un ristorante dove si servissero i nostri vini, ma un luogo in cui cucina e cantina dialogassero, raccontando un’unica storia. Il futuro della cucina albanese è nel suo passato», confessa  Muharrem. «Possiamo reinterpretare le ricette e renderle più contemporanee, ma devono rimanere sincere. Non vogliamo nascondere nulla ai nostri ospiti: devono sapere sempre cosa stanno mangiando. Esattamente come in cantina, tutto parte dalla qualità della materia prima. Si può ingannare il palato, ma non lo stomaco.»

Questa filosofia si riflette anche nell’ambiente, conviviale, pensato per far sentire ogni ospite come a casa, e soprattutto in cucina. I piatti raccontano il territorio attraverso ingredienti e sapori autentici. Le materie prime provengono da diverse regioni dell’Albania e vengono selezionate privilegiando qualità e stagionalità, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio gastronomico del Paese attraverso ricette che rispettano le usanze, pure presentandosi con un linguaggio contemporaneo. 

Il formaggio di pecora, la tartare di pesce di lago, le carni, il mitico brasato

Tra gli antipasti spicca il formaggio bianco di pecora, fritto fino a diventare croccante e servito con marmellata di agrumi, mentre il carpaccio di carpa e la tartare di koran, il pesce endemico del Lago di Ocrida, celebrano le acque interne dell’Albania. Le carni occupano un posto centrale nel menu, dal roast beef di vitello marinato con spezie e aromatizzato con aceto balsamico Çobo al filetto di vitello con patate novelle e riduzione al vino Kashmer. La firma della casa è però il Brasato di vitello Shendeverë, una specialità difficilmente reperibile altrove: la carne viene cotta lentamente per quattro-cinque ore a bassa temperatura, quindi marinata, completata con una breve cottura in forno e servita con una ricca salsa ai porri. 

Chiudono il percorso gastronomico il Fli alla Shendeverë, interpretazione del tradizionale piatto a strati albanese, e la Fërgesë, storica ricetta nazionale a base di ricotta, yogurt e verdure. A completare le esperienze è il lavoro della sala, dove il personale accompagna gli ospiti nella scelta degli abbinamenti tra cucina e vini Çobo, illustrando le caratteriste delle etichette e il legame con i piatti proposti. Un dialogo continuo tra cucina e cantina che trasforma ogni pranzo o cena in un percorso alla scoperta della cultura enogastronomica albanese.

Dal cuore di Berat, patrimonio Unesco, a Tirana: il viaggio dei vini Çobo

 

La sala degustazione della Çobo Winery a Ura Vajgurore, comune della prefettura di Berat (Albania)

Il vino è il filo conduttore dell’intera esperienza gastronomica del Shendeverë  Wine Bar & Restaurant”. Ogni portata è pensata per valorizzare le etichette della cantina Çobo Winery, storica azienda familiare con sede a Berat, la “città dalle mille finestre”, Patrimonio Mondiale dell’Unesco per il suo centro storico ottomano, una delle destinazioni culturali più affascinanti dell’Albania. A circa 120 chilometri da Tirana, Berat è anche uno dei territori vitivinicoli più vocati del Paese, dove la coltivazione della vite affonda le proprie radici in un’eredità culturale millenaria. È qui che la famiglia Çobo, tra le protagoniste della rinascita dell’enologia albanese moderna, produce vini che valorizzano sia vitigni autoctoni, come Shesh i Zi e Vlosh, sia varietà internazionali, con un approccio che coniuga rispetto dell’identità, ricerca della qualità e innovazione. 

La carta dello Shendeverë Wine Bar & Restaurant custodisce una selezione di annate storiche, che comprende Shesh i Zi 2008 e 2011, Kashmer 2007, Kashmer Reserve 2007, Kashmer 2008 e 2010, Kashmer Reserve 2012, la prestigiosa Kashmer Reserve 2012 Magnum da tre litri e Vlosh 2012. Bottiglie che testimoniano l’evoluzione della cantina e offrono agli appassionati la possibilità di degustare vini ormai rari, testimoni del percorso compiuto da Çobo Winery nel riportare il vino albanese sulla scena internazionale.

Affacciato sulle mura del Castello di Tirana, lo Shendeverë Wine Bar & Restaurant è il punto d’incontro tra la cucina tradizionale albanese e i vini della cantina Çobo. Per chi visita la capitale rappresenta un’occasione per conoscere, attraverso i sapori e i calici, una delle espressioni più autentiche della cultura enogastronomica dell’Albania.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
Cel : +355 67 407 0562
E – Mail : info@cobowine.com


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