
Olio, AIFO: bene i controlli, ma il Governo deve aggiornare le norme anti-frode
L’AIFO (Associazione Italiana Frantoiani Oleari) accoglie con favore l’intensificazione dei controlli sull’olio d’oliva, ma avverte: per sconfiggere definitivamente le frodi serve un quadro normativo moderno e senza zone grigie.
I numeri dell’ICQRF
L’associazione esprime apprezzamento per l’operato del Ministero dell’Agricoltura e dell’ICQRF, che in soli dieci giorni ha ispezionato cinque milioni di chilogrammi di prodotto, con sequestri per un valore di 10,3 milioni di euro. Un impegno che conferma la necessità di proteggere il Made in Italy da chi altera la concorrenza e inganna i consumatori.
La proposta AIFO: oltre la legge del 1960
Nonostante l’efficacia dei controlli, AIFO sottolinea come la disciplina nazionale soffra ancora di anacronismi pericolosi, basandosi in parte su una legge del 1960 ormai inadeguata rispetto alle moderne classificazioni europee.
L’Associazione ha già presentato una proposta normativa per:
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Uniformare le definizioni merceologiche agli standard UE.
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Vietare la commercializzazione di oli privi dei requisiti di categoria.
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Rafforzare la tracciabilità nei documenti commerciali.
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Sanzionare severamente la vendita di oli non commestibili.
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Vietare gli impianti di esterificazione negli stabilimenti che producono o conservano oli alimentari.
Il commento di Alberto Amoroso
“Il rafforzamento dei controlli è una scelta necessaria – dichiara il presidente di AIFO, Alberto Amoroso – Ma la tolleranza zero deve essere accompagnata da norme chiare e applicabili. Non è accettabile che chi danneggia il settore possa beneficiare di vuoti normativi. Chiediamo al Governo di inserire la nostra proposta nel primo provvedimento utile: l’obiettivo è difendere la qualità e la reputazione dell’olio italiano senza aggiungere burocrazia inutile.”
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