Se amate il pesce di mare, la Valle dei Mòcheni vi aspetta

Venerdì 12 giugno l’Antica Osteria Morelli di Canezza all’imbocco della Valle dei Mòcheni (Trentino) organizza una peccaminosa serata con le ostriche Lucrezia, le cozze di Scardovari, il gambero viola e l’ombrina Corba rossa del Gargano. Questi i vini abbinati: il Trentodoc Extra Brut di Michele Sartori, il Grüner Veltriner Stainwandl Schloss Maissa della regione austriaca del Weinviertel, l’Etna Bianco Monte Arso del Barone di Villagrande e l’Asti Spumante Iris della Cascina Carlòt di Claudio Mo.

Prosegue all’Antica Osteria Morelli di Canezza il viaggio alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche del BelPaese.
Dopo la selvaggina proposta in autunno dallo chef Simone Finetti del ristorante Villa Albertina di Argenta, nel Ferrarese, e la serata in onore della cucina libanese abbinata ai vini ancestrali della vitivinicoltura caucasica e mediorientale,
venerdì 12 giugno i numi tutelari della storica osteria, Fabio Ferro e Nicola Masa, proporranno una serata in onore di Sua Maestà il pesce di mare (dell’Adriatico e del Delta del Po).
Apriranno le danze le ostriche Gioielli di Lucrezia dei Laghi di estensi e Spina

Apriranno le danze, come benvenuto della cucina, le Ostriche Lucrezia coltivate nelle Valli di Comacchio tra il Lido degli Estensi e Spina.
Un’eccellenza gastronomica queste ostriche, dalla livrea violacea con striature color avorio, che i ristoranti dell’«haute cuisine» internazionale propongono nei loro menu.

Il nome Lucrezia si ispira ad una delle figure più controverse e chiacchierate del Rinascimento italiano: Lucrezia Borgia.
Figlia illegittima di Papa Alessandro VI, donna di grande fascino, ma anche – diciamolo – di comportamenti libertini, amava le perle e gli abiti violacei.
Ecco il motivo per cui è diventata la musa ispiratrice di queste ostriche che il mondo ci invidia, un autentico gioiello che presenta i tratti di nobiltà ed eleganza della Duchessa di Ferrara.
Le cozze di Scardovari con il pecorino stagionato di Angela Saba

Seguiranno due antipasti: le cozze di Scardovari con il pecorino stagionato e il gazpacho con scampo crudo e scorze di limone confit.
Per l’occasione l’Antica Osteria Morelli proporrà le cozze coltivate nella Sacca di Scardovari e gratinate con il Pecorino stagionato Sant’Antonio, presidio Slow Food, dell’azienda maremmana di Angela Saba.
Questo fornaggio è prodotto con il latte crudo delle pecore che vivono in piena armonia con l’ambiente che le circonda tra le pianure e il mare.
“La mia filosofia – racconta Angela Saba – è il rigore nei processi di lavorazione. Solo così si può trasformare un formaggio a latte crudo in un alimento di pregio e di alta qualità certificata.”
Le ostriche e gli antipasti saranno accompagnati dalle bollicine Trentodoc Extra Brut della cantina Michele Sartori di Tenna.
Il Risotto con le cozze pelose e gli spaghetti Felicetti con lo zafferano
Due i primi piatti proposti: il Risotto Grumolo delle Abbadesse con le cozze pelose, mele verdi e finocchietto selvatico e gli spaghetti Matt Felicetti con lo zafferano Raniero di Tenna, il Gin Scorza della Distilleria Leonardelli di Villazzano e la tartare di gambero viola.
Entrambi i piatti saranno abbinati al Grüner Veltriner Stainwandl Schloss Maissau annata 2024 della Regione del Weinviertel, la più grande area vitivinicola dell’Austria situata a Nord-Est di Vienna.
Un vino fresco, sapido con richiami di pietra focaia, elegantissimo, che ha trovato nei pressi del Castello Maissau, dove la viticoltura è praticata fin dal 1114, il terreno e il clima ideali per esprimere al meglio le proprie potenzialità espressive.
Come secondo l’ombrina del Gargano su letto di spinaci e fagioli Zolfino
Come secondo piatto una rarità: l’ombrina Corba rossa del Gargano allevata nelle acque salmastre del promontorio pugliese tra i laghi di Lesina e Varano.

Un pesce dalle carni magre (meno del 3% di grassi), tenere e dal sapore delicato. Fabio Ferro la proporrà su un letto di spinaci e crema di fagioli Zolfino, altro Presidio Slow Food. Il famoso legume è coltivato in provincia di Arezzo tra l’Arno e il Pratomagno.
Per l’abbinamento Gianpaolo Girardi, patron di Proposta Vini, ha pensato ad un matrimonio intrigante, un vino siciliano: l’Etna Biano Monte Arso del Barone di Villagrande.
Nasce da un vitigno autoctono dell’Etna, il Carricante, con il contributo (5%) di alcune uve a bacca bianca tipiche del territorio vulcanico. Fresco, sapido, di spiccata acidità, è avvolgente e persistente. L’ennesima immagine di una Sicilia ricca di tesori, anche in campo enoico.
Dulcis in fundo, per chiudere in bellezza, il Waffel con gelato al latte di fieno, sorbetto di lamponi e polvere di limone nero accompagnato dall’Asti Spumante Iris della Cascina Carlòt di Claudio Mo.
Prenotazioni via mail all’indirizzo: info@osteriastoricamorelli.it o al numero telefonico 0461 509504. Costo: 80 euro comprensivo del coperto, dei vini abbinati, dell’acqua minerale e del caffè.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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