L’Alta Langa conquista Ferrara: eleganza di montagna e grande spessore enologico nel suggestivo scenario del Castello Estense

C’è un filo invisibile ma indissolubile che lega i paesaggi scolpiti e verticali dei vigneti piemontesi d’alta quota con la magnificenza rinascimentale di Ferrara. Un legame che si è rinnovato e celebrato nel cuore della città estense attraverso una masterclass d’eccezione dedicata all’Alta Langa DOCG, ospitata nella suggestiva cornice dei sotterranei e dell’antico imbarcadero del Castello Estense, spazi carichi di storia originariamente vissuti e frequentati da militari e forze dell’ordine nel Cinquecento.
A guidare questo viaggio sensoriale tra i banchi d’assaggio è stata Annalisa Barison, sommelier professionista AIS e curatrice dell’evento insieme alla delegazione AIS di Ferrara, che per l’occasione ha visto la presenza al completo dei massimi dirigenti territoriali.
Un appuntamento di altissimo profilo istituzionale e tecnico, impreziosito dalla partecipazione del presidente del Consorzio Alta Langa Giovanni Minetti (manager di Tenuta Carretta) e del direttore del Consorzio Paolo Rossino., a testimonianza della rilevanza strategica di un momento di approfondimento pensato per un pubblico altamente qualificato.
Un Metodo Classico “di montagna” e radici storiche
Nel corso dell’incontro sono stati messi in luce i tratti distintivi di un vino che, a distanza di circa vent’anni dalla prima pionieristica produzione del 1997 a opera delle storiche “sette sorelle” del territorio, continua a ritagliarsi uno spazio di primo piano nel panorama enologico nazionale e internazionale.
L’Alta Langa vive e respira in territori situati dai 250 metri di quota in sù: una vera e propria viticoltura di montagna che regala alle uve freschezza, acidità e longevità uniche.
Dal punto di vista produttivo, il rigore del disciplinare impone standard severi: un periodo di permanenza sui lieviti che va dai 12 ai 24 mesi, con la spumantizzazione in bottiglia che prende il via dopo i primi sei mesi di preparazione.
Il banco d’assaggio: stili a confronto e trionfo del Pinot Nero
La degustazione ha proposto cinque interpretazioni di Metodo Classico caratterizzate da stili anche molto differenti tra loro, offrendo ai circa quaranta partecipanti — un pubblico di wine lover ed esperti estremamente competente, attento e pronto a investire sulla qualità — l’occasione di testare la straordinaria spalla acida e la struttura di questi vini.
Particolarmente apprezzate sono state le versioni in cui il Pinot Nero viene utilizzato in purezza, capaci di esaltare al massimo la complessità, la tensione verticale e la grande soddisfazione gustativa in bocca.
L’evento svoltosi nelle segrete del Castello Estense ha confermato non solo la vitalità del mondo dell’Alta Langa, ma anche la sete di conoscenza di un pubblico di appassionati sempre più preparato, capace di riconoscere e premiare l’eccellenza autentica custodita in ogni singola bollicina.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.








