Vino e Ristoranti

Il Metodo Classico Rodaro In Friuli Venezia Giulia Tra I Poggi E Il Bosco Dei 100 Abbracci.

Il Metodo Classico Rodaro In Friuli Venezia Giulia Tra I Poggi E Il Bosco Dei 100 Abbracci.

Il Metodo Classico Rodaro In Friuli Venezia Giulia Tra I Poggi E Il Bosco Dei 100 Abbracci.

Tra i poggi sinuosi della Doc Colli Orientali del Friuli, dove il respiro montano-balcanico si fonde con la brezza marina, nasce una storia di tradizione e innovazione: l’azienda Rodaro. Un nome che risuona dal 1846, epoca del dominio Austro-Ungarico, testimone di una terra vocata all’agricoltura contadina di qualità superiore. 

Qui, tra vigneti accarezzati dal vento e radici profonde nella storia, Paolo Rodaro incarna la figura del vignaiolo libero e visionario, un “contadino di scarpe grosse e cervello fino” che segue un mantra preciso: “Il vino si fa in vigna”.

Con 78 ettari curati con passione artigianale, Paolo ha elevato la qualità a cifra distintiva senza mai scendere a compromessi. 

Le sue vigne, teatro di grandi protagonisti come il Refosco dal Peduncolo Rosso, lo Schioppettino, il Pignolo e le varietà internazionali Merlot e Cabernet Sauvignon, raccontano una filosofia fatta di pazienza, sostenibilità e amore per la natura. “Spremo di meno, produco di più grazie all’estensione delle vigne”, dice con quel sorriso gentile che accompagna ogni sua scelta.

Le tenute Romain nelle colline

Nel cuore di Spessa di Cividale, il Bosco Romagno, i vigneti sui poggi e la seicentesca Villa Romano Rodaro formano un ecosistema perfetto, guidato dalla visione di Paolo e dalla compagna Lara Baldovino, fulcro organizzativo e commerciale di questa impresa familiare che da oltre quindici anni condivide sfide e successi. Lara lavora dietro le quinte, mentre Paolo si dedica alle ricerche enologiche, spingendo i confini con la sua ultima passione: il Metodo Classico.

È proprio qui che la storia si fa ancora più affascinante. Ispirato dalle maison dello Champagne e dal confronto con l’amico imprenditore Michele Mareschi Danieli, Paolo ha trasformato sei ettari in una propulsione enologica senza precedenti per il Friuli. 

Oggi Rodaro brilla con oltre 90.000 bottiglie di Metodo Classico Pas dosé – nature –, dai lunghi affinamenti sui lieviti di 68, 77 a 102 mesi come nel Centomesi Rosé Nature, un’espressione pura e autentica del Pinot Nero e Chardonnay friulani. Un viaggio artistico e tecnico, dove il vino è un acquerello delicato e senza ritocchi, fedele a sé stesso e alla natur

E la natura, appunto, è la bussola di tutta questa avventura. Le vigne sono coltivate seguendo pratiche sostenibili, con lotta integrata e controllo ambientale, mentre in cantina si punta sull’efficienza energetica con impianti fotovoltaici e un uso responsabile dell’acqua. “Siamo consapevoli dei cambiamenti socio-economici e lavoriamo per innovare mettendo al centro persone e ambiente”, spiega Paolo con quella determinazione che non lascia spazio a dubbi. 

Ma la visione di Rodaro va ben oltre il calice. L’allevamento allo stato brado dei maiali Mangalica e, soprattutto, il progetto “Il Bosco dei 100 Abbracci” testimoniano un impegno che guarda al futuro. Nato il 23 marzo 2024 per celebrare i 178 anni dell’azienda, questo bosco vivente unisce cento alberi di carpino bianco e altrettante querce in un abbraccio simbolico, un invito concreto a custodire la bellezza del pianeta per le generazioni a venire.

Adattarsi, improvvisare, andare oltre: questo è il motto che guida Paolo e Lara, un’azienda storica che sa rinnovarsi senza mai perdere l’anima, immersa tra i poggi e il Bosco dei 100 Abbracci, custode di un’eredità di passione, qualità e responsabilità. Una storia di vino e vita che continua a scriversi nelle terre preziose del Friuli Venezia Giulia.

 

di Maurizio Potocnik Reeds


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