La parola ai produttori

Quando il bosco protegge il vigneto

Quando il bosco protegge il vigneto Con i cambiamenti climatici in atto, molte aziende riscoprono un'antica pratica agronomica

Quando il bosco protegge il vigneto

I vigneti dell’azienda Mosnel inseriti nel paesaggio della Franciacorta

Con i cambiamenti climatici in atto, molte aziende riscoprono un’antica pratica agronomica che esalta la biodiversità e, grazie al microclima, mitiga gli effetti del riscaldamento globale ed aumenta la biodiversità. L’esempio virtuoso della storica (1836) azienda Mosnel in Franciacorta.

Molto interesse ha suscitato tra i vignaioli e la comunità scientifica il servizio sugli effetti della musica in cantina e nel vigneto pubblicato nei giorni scorsi.

 Altrettanto interesse, sempre nel mondo del vino, sta incontrando il ritorno di una antica pratica agronomica, vale a dire la convivenza tra il bosco e il vigneto, concetto che, con i cambiamenti climatici in atto, torna di stringente attualità.

Attilio Scienza, professore ordinario di Viticoltura dell’Università di Milano

Insomma, dopo anni di monocolture specializzate, si è riscoperta l’importanza della sinergia tra le piante (il bosco in particolare) e il vigneto. 

Una nuova frontiera già messa in atto da alcune aziende: il Castello di Meleto nel Chianti, Fontanafredda nelle Langhe, l’azienda Mosnel in Franciacorta, la tenuta Mariotti nel Bosco Eliceo (Ferrara), la tenuta Margon della famiglia Lunelli (Ferrari spumanti) in Trentino.

 Ed ancora, sempre in Trentino, per la precisione in Vallarsa, il vigneto di Eugenio Rosi, circondato dal bosco e protetto con una robusta recinzione per scongiurare le incursioni di cervi e caprioli.

E allora, evviva il bosco che protegge il vigneto.

Il prof. Scienza: “Le piante creano un microclima che protegge il vigneto”

Vigneti e boschi in Trentino

Favorevole a questo cambio di paradigna si è detto il professor Attilio Scienza, uno dei massimi esperti di viticoltura al mondo. “La convivenza tra alberi, boschi e vigneto è sicuramente positiva – ha dichiarato a WineNews –  non solo sul piano della biodiversità. 

Prima c’erano solo boschi – ha aggiunto il prof. Scienza – oggi nei territori vitivinicoli il bosco si alterna e convive con i vigneti. 

Recenti studi hanno evidenziato che tra la pianta arborea e la vite si è stabilito un linguaggio tra specie che ha portato ad una reciproca capacità di sopportare il caldo, il freddo e i parassiti. 

E questo grazie ai composti organici volatili, con i quali si scambiano messaggi che fanno esprimere al meglio i reciproci geni, responsabili, per esempio, della forma della pianta o delle difese agli stress.”

Sulla stessa lunghezza d’onda l’esperto di agro-forestazione Stefani Lorenzi: “Gli alberi, l’ombra e l’acqua sono validi alleati nel vigneto perché creano un microclima che mitiga gli effetti del riscaldamento globale ed aumenta la biodiversità.”

L’esempio virtuoso della storica azienda Mosnel in Franciacorta

Giulio e Lucia Barzanò con la designer Lisa Perbellini- sono sue le etichette Mosnel

Il matrimonio bosco-vigneto è stato al centro delle celebrazioni dei 190 anni di Mosnel, una delle più longeve e celebri cantine della Franciacorta. 

I fratelli Lucia e Giulio Barzanò, quinta generazione dell’azienda fondata nel 1836, si sono chiesti come preservare ciò che è stato costruito in quasi due secoli.

 Nella tradizione della “maison” di Camignone, che ha contribuito a scrivere la storia del Franciacorta con Emanuela Barzanò Barboglio, la risposta non poteva che essere lungimirante. 

Dopo la degustazione verticale di EBB (dalle iniziali della madre a cui è dedicato questo Extra Brut) e di Parosé (annate 2008, 2010, 2016, 2019 in parallelo), nei giorni scorsi, si è parlato di memoria, responsabilità e futuro con il convegno “Agro-forestazione, alla ricerca della viticoltura del domani”, dedicato a un tema di grande attualità per salvaguardare la qualità delle uve e i vigneti stessi a fronte del cambiamento climatico. 

Tema che assume significati ampi e interdisciplinari guardando al vigneto non solo come luogo di produzione, ma anche di costruzione del paesaggio, di bellezza e di benessere dove trovare una dimensione emozionale di avvicinamento alla natura.

Tutto deve essere in armonia: dal vigneto alla cantina fino al bicchiere

Agronomi, ricercatori e studiosi, riuniti a Camignone, hanno riflettuto su un modello, tra quelli pioneristici in Italia, che a Mosnel è realtà da oltre 10 anni. 

“Nei nostri vigneti – ha spiegato Giulio Barzanò – già insistono alberi e siepi disposti secondo criteri precisi e pratiche collegate alla tradizione familiare e all’insegnamento di nostra madre, che promuoveva coltivazioni biologiche rispettose, ancor più importanti oggi da tramandare alle nuove generazioni. 

Tanto che quell’attenzione alla natura è diventata per noi un’eredità morale e pratica” ha aggiunto Lucia Barzanò.

 “E dopo 190 anni lo stesso concetto tiene insieme tutte le nostre scelte: la ricerca dell’equilibrio che parte dal rispetto per l’ambiente. 

Tutto deve essere in armonia, dall’attenzione al vigneto alla cantina, fino al bicchiere.”

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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