
Ma qual è la vite più vecchia del mondo?

Tre splendide signore pluricentenarie, che ancora fanno girare la testa, si contendono il titolo
Con G.R.A.S.P.O. partono le candidature ufficiali nell’ambito del progetto Old Vine Tourism ( terza puntata)

Il concetto di “Vecchie Vigne” sta godendo di un momento favorevole sia dal punto di vista del valore percepito da produttori e consumatori, sia da parte del legislatore con più attenzioni e priorità.

E’ evidente come da alcuni anni stia cambiando la sensibilità dei consumatori verso i vini realizzati in vigneti datati ed in situazioni produttive particolarmente storicizzate anche dal punto di vista paesaggistico.

Le “Vecchie Vigne” intese come micro vigneti di una certa età esprimono, infatti, tutta una serie di valenze che non si fermano solo alla suggestione del racconto, ma arrivano ad essere uno scrigno di biodiversità genetica che può rivelarsi strategica per affrontare le nuove sfide climatiche e sanitarie.

Se in questo caso stiamo parlando di piccoli vigneti storici custoditi gelosamente dai loro proprietari ci sono però ancora in splendida forma alcune singole vigne ultra centenarie che rappresentano la massima sintesi dell’ identità viticola del territorio non solo perché integrate da sempre in un determinato sito ma anche perché in grado di raccontarci la vera storia di quel luogo.

Ma quale sarà la singola vite più vecchia al mondo e quanti anni ha ?
Curiosità che cercheremo di risolvere attingendo ad alcune delle pagine più belle dell’ultimo libo di G.R.A.S.P.O. dedicato ai Patriarchi, ai Profeti ed agli Eroi dei vitigni rari.
A contendersi l’ambito titolo da almeno 400 anni tre splendide signore.
La Stara-Trta di Maribor

Siamo a Maribor in Slovenia dove sulla riva destra del fiume Drava aggrappata alla casa numero 8 in Vojašniška ulica a Maribor vive da centinaia di anni la Stara-Trta (Vecchia Vigna) forse la Vitis Vinifera Sativa più longeva o forse solo quella più conosciuta al mondo in quanto inserita nel 2004 nel Guinness World Book of Records.

Qui l’età della pianta è stata determinata da test scientifici e validata da un dipinto datato tra il 1657 ed il 1681 dove questa maestosa pianta è raffigurata sul muro dell’edificio dove ancora oggi la troviamo.

Si tratta di una varietà di uva a bacca rossa che si chiama Modra Kavcina una antica varietà di cui non si conoscono ancora i genitori.

Questo vitigno risulta essere a duplice attitudine sia per la vinificazione che come uva da mensa e potrebbe spiegare bene la localizzazione storica della Stara-Tra.

Questa vecchia vite ogni anno produce dai 40 agli 80 kg di uva ed il vino ricavato, che nell’etichetta creata dall’artista sloveno Oskar Kogoj viene evidenzia il termine Old Wine viene valorizzato dal sindaco di Maribor negli eventi ufficiali.
Attorno a questo straordinario monumento vivente, che probabilmente deve la sua straordinaria longevità al vicino fiume dove arrivano le sue lunghe radici ed alla protezione dai venti e non solo dall’edificio cui è appesa, è nato un piccolo centro di accoglienza turistica per la valorizzazione dei vini vulcanici di questo territorio.
La Versoaln di Castel Katzenzungen

Se si parla di monumenti viventi in Alto Adige non si può prescindere dalla vecchia vigna di oltre 300 anni che si trova a Castel Katzenzungen a Tesimo – Prissiano.
Siamo su una delle più suggestive terrazze panoramiche della provincia ad oltre 600 metri di altitudine circondati da boschi, castagneti e frutteti, tra castelli , antiche chiese e vecchi masi.
Il castello segnalato per la prima volta attorno al 1200 era della famiglia di Henricus de Katzenzunge, poi passò di mano in mano tra le famiglie più importanti della provincia, nel 1978 fu acquistato con tutte la pertinenze dalla famiglia Pobitzer che lo ha restaurato ed oggi è una delle location più suggestive per eventi pubblici e privati.
La vigna di Versoalen si trova proprio sotto il castello in una zona che sembrerebbe non favorevolissima per la coltivazione della vite ma la sua età, riconosciuta di oltre trecento anni testimonia il suo legame straordinario con questo areale caratterizzato da un suolo porfirico molto povero dove si è nel tempo accumulato tanto materiale alluvionale che ha quasi sepolto la pianta.

La vigna è tutelata come monumento naturale dalla Provincia di Bolzano, ed è stata inizialmente seguita dai Giardini Botanici di Merano che erano parte del centro sperimentale di Laimburg la vinificazione inizialmente è stata fatta dalla Cantina Nals Margreid.
Successivamente tutta la cura della vite è stata seguita da Laimburg
Crediamo che la longevità di questa pianta, la cui pergola si estende per oltre 300 metri quadrati, dipenda molto anche dall’antico muro adiacente che la ha sempre protetta.
Oggi la sua gestione è ritornata in capo alla famiglia Pobitzer.

Inizialmente si pensava che la varietà fosse riconducibile alla Fraueler poi le analisi del DNA hanno chiarito che si tratta di Versoalen .
Questa varietà molto coltivata nel secolo scorso è successivamente quasi scomparsa, rimangono pochi ceppi storici in tutta la Provincia come quello di Maso Unterweirachhhof.
Non appare ancora risolta la data di impianto di questa vite, anche se nel 2004 il Prof. Martin Worbes dell’Università di Gottinga su richiesta di Laimburg ha certificato che la pianta poteva avere 350 anni candidandola come una delle piante più vecchie al mondo.
L’Hoertroete di Margreid

Se si passa da Margreid sulla Strada del Vino in Alto Adige è una pianta che non può passare inosservata in quanto censita e tutelata dalla Provincia di Bolzano come Monumento Naturale (NATUR- DENKMAL) e la sua valenza storica è certificata anzi incisa su uno dei supporti in pietra che la legano da sempre al muro della casa dove troviamo scritto che: “Nell’anno di grazia 1601 in ottobre venne messo a dimora questo tralcio di vite dell’antico ceppo Feichter di proprietà di Clement Feichter, tramite il fittavolo Domenig di Valentini originario della Val di Sole”.
Se la pianta è protetta dalla provincia di Bolzano però solo la cura del custode e proprietario Robert Cassar hanno fatto si che sia in ottime condizioni ancora oggi.
Robert sa che la Roter Hörtling è legata a filo doppio con la sua famiglia che con la coltivazione della vite e la produzione del vino avevano avviato una florida attività. Racconta che alla nascita della figlia Lisa nel 1997 ha messo a dimora una seconda pianta di Hoertroete realizzata con il legno della vite madre. La vigna che oggi ha già 25 anni copre tutto il ponticello in prossimità della suggestiva fontana.
Sembra essere comunque molto rustica dimostrando di resistere bene alle malattie ma potrebbe dipendere dalla sua particolare collocazione.
Robert, che è viti frutticoltore, consegna la propria uva alla cantina di Nalles-Magrè di cui è consigliere, esclusa l’uva di questa vecchia vigna (Urrebe) che ha vinificato solo una volta nel 1989 e che ha poi imbottigliato chiamandola Vinum Getrudis Margredum, un vino che a distanza di trent’anni è risultato assolutamente sorprendente.
Un testimone passato ormai da cinque anni a G.R.A.S.P.O. che ne ricava un vino dal profilo elegante con un corredo polifenolico che lo può sostenere anche per periodi lunghi di affinamento, un vino unico e straordinario che racconta più di 400 anni di storia. Un vino che in tanti possono degustare a Margreid in occasione della festa che si tiene proprio sotto la “Regina” ogni prima domenica di ottobre quando GRASPO riconsegna alla comunità di Margreid il vino dell’ultima annata.
Modra Kavcina, Versoalen oppure Hoertroete?
Quale sarà la vite più vecchia del mondo? Il Contest è aperto, noi un’idea la abbiamo ma attendiamo fiduciosi altre candidature, intanto godiamoci e beviamoci queste tre arzille Signore.
Di Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi, foto di Gianmarco Guarise
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