Con Verona Old Vine Tourism, G.R.A.S.P.O. scopre la sua vocazione internazionale

Presentato alla Camera di Commercio di Verona il percorso fatto negli ultimi cinque anni e gli obiettivi futuri dell’Associazione G.R.A.S.P.O.. che guarda al mondo.
Un progetto innovativo
Possono i racconti delle Vecchie Vigne e dei Vitigni ancestrali e rari di ogni territorio diventare strumento concreto di attenzione e destinazione turistica ?

Questa la sfida attivata da G.R.A.S.P.O. (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e Preservazione dell’Originalità Viticola) con il progetto Verona Old Vine Tourism, presentato nel dettaglio nei siti di interesse, della Camera di Commercio di Verona.
Un’occasione preziosa per condividere direttamente lo spirito dell’iniziativa e riflettere insieme sulle tante nuove potenzialità che il progetto può innescare.
Verona Old Vine Tourism, hanno sottolineato i responsabili dell’Associazione, nella sua complessità rappresenta una originale ed innovativa opportunità di promozione economica e territoriale con un concreto impatto sul tessuto economico non solo locale. Un progetto condivisibile con Istituzioni, Centri di Ricerca, Comuni, ed Aziende grandi e piccole. Un progetto che partendo dal settore primario interessa, in prospettiva, sia gli aspetti produttivi che commerciali ponendo in primo piano i temi cogenti della sostenibilità e dei cambiamenti climatici.

Sinergie professionali, condivisione strategica e diffusione dei risultati sono le cifre peculiari dell’iniziativa in grado di evidenziare con originalità e grande evidenza le specifiche identità e le valenze del sistema produttivo e turistico veronese.
Si tratta indubbiamente di un progetto estremamente innovativo in quanto intende implementare la conoscenza e l’offerta turistica di nuovi significativi contenuti.
Biodiversità, Sostenibilità, Originalità, Rarità, Esclusività, Curiosità sono i suoi valori forti in quanto agisce in un contesto storico caratterizzato da nuove domande e nuove sensibilità non solo da parte di chi gestisce un territorio ma anche da chi lo frequenta.

Per la vite, conservare quindi la sua originale ricchezza in biodiversità e valorizzarla assume una particolare importanza in considerazione del profondo legame culturale tra vino e territorio, visto il millenario bagaglio di storia e tradizioni che, nel nostro paese, si è accumulato su questa specie.
Identità, Originalità, Peculiarità e Biodiversità sono oggi diventati valori da spendere per ogni territorio viticolo sul fronte della competizione e del mercato.
Un progetto che fa quindi tesoro di quanto fatto nel passato, ma ha come ambizione quello di dare nuovi stimoli e nuove suggestioni con cui guardare al futuro ed ai visitatori nuovi elementi di curiosità.
Ritorno alle origini

“Se la sostenibilità, l’equilibrio e la responsabilità rappresentano 3 parole chiave per lo sviluppo dell’offerta turistica nel territorio , riteniamo che questo progetto vada ad arricchire di nuovi contenuti e di nuove possibili motivazioni di viaggio tutte le aree di interesse turistico individuate.
In particolare evidenziando originalità e sensibilità verso concetti strategici come sostenibilità ed eco compatibilità.
Il progetto si inserisce inoltre perfettamente nel concetto del turismo delle radici inteso come il turismo di chi desidera visitare il Paese di origine perchè spinto da un grande interesse culturale e storico e dalla voglia di riappropriarsi delle tradizioni e dei prodotti di un territorio, e in qualche modo di diventarne “Ambasciatore nel mondo”.

Chi arriva in Italia con questo obiettivo, vuole portarsi a casa esperienze vere positive e relazioni umane. Il compito di una destinazione è quello di facilitare questo ritorno alle origini, nel promuovere percorsi alla riscoperta del territorio e delle tradizioni di un tempo.
Paesaggio storico ed Appassimento poi sono due tematiche sviluppate nel veronese anche nell’ambito di specifiche andature in chiave UNESCO e FAO.

Unesco è un brand che già di per sé attrae flussi turistici interessati a visitare i siti patrimonio dell’umanità. Dal 2000 Verona è nella lista Unesco per la sua struttura urbana e per la sua architettura e come esempio straordinario di città fortificata. Non si tratta di un singolo atrattore, ma è l’intero centro storico che preserva gli elementi della sua lunga e importante storia.
La conservazione e valorizzazione delle vecchie vigne, dei vitigni nativi a rischio e dei tradizionali sistemi di allevamento costituiscono occasione per soddisfare motivazioni culturali a livello nazionale e internazionale.”
Una vocazione internazionale

Ad accelerare questa apertura delle attività di G.R.A.S.P.O. è stato il quarto libro realizzato dall’Associazione “ 100 custodi per 100 vitigni, la Biodiversità Viticola in Italia” che è risultato poi nel 2025 anche il miglior libro di Viticoltura al mondo secondo l’O.I.V. ( International Organisation of Vine and Wine)Una vera e propria ONU del vino.
Il premio è stato consegnato nell’ambito della cerimonia ufficiale dell’OIV Awards, presso il suggestivo Palais des Ducs et des Ètats de Bourgogne nel centro di Digione.
Infatti grazie alla traduzione in inglese dell’ultimo libro” 100 Custodi per 100 Vitigni” con la preziosa presentazione di Monica Larner, notissima firma italiana per Robert Parker Wine Advocate è partito un originalissimo progetto cinematografico curato dal regista statunitense Theron Patterson che insegna cinema all’Università americana di Roma.
Le riprese sono già iniziate e prevedono il coinvolgimento diretto di numerosi Custodi raccontati sul libro che diventeranno gli attori protagonisti di questa nuova avventura.
Questo docufilm esplora le storie di queste varietà di uva in via di estinzione e delle persone impegnate nella loro coltivazione. Ispirato dal lavoro di G.R.A.S.P.O., il progetto mette in luce l’inestimabile biodiversità del vigneto italiano e delle viti più antiche e caratteristiche del paese.
Le riprese sono già iniziate in Veneto, Friuli, Toscana e Lombardia, catturando gli sforzi dei viticoltori e dei produttori in tutto il paese mentre lottano per proteggere queste rare varietà di uva dall’estinzione. Il documentario fungerà da omaggio alla ricca storia vitivinicola italiana, mostrando al contempo l’intersezione tra conservazione agricola e narrazione culturale diventando strumento fondamentale per attirare l’interesse del turista curioso.
Quasi a suggello di questa apertura internazionale ecco la pubblicazione dei risultati di ricerca di GRASPO su VITIS Journal of Grapevine Research la più importante rivista scientifica viticola al mondo che pubblica a livello globale solo articoli scientifici originali e recensioni critiche sulla vite che riguardano la biologia molecolare, il breeding, la patologia vegetale, l’enologia ma solamente dopo una rigorosa analisi con validazione scientifica dei contenuti.
L’articolo pubblicato con il titolo “Contributo al recupero della biodiversità coltivata alla vite nelle regioni Veneto e Trentino Alto Adige attraverso la caratterizzazione genetica” fa sostanzialmente sintesi degli importanti risultati acquisiti da G.R.A.S P.O. in questi primi anni di attività.
Una articolata ed approfondita analisi non solo dei vitigni fino ad oggi sconosciuti e scoperti in questa azione di ricerca dall’associazione, ma un dettagliato report che abbraccia oltre 150 vitigni rari delle due regioni.
Due incredibile risultati, per una semplice associazione di volontari, cui si aggiungono recentemente il Premio Nazionale Grappolo d’Oro Clivus per l’impegno nel recupero della biodiversità viticola e nella divulgazione di saperi che coniugano tradizioni, ricerca e sostenibilità per il futuro della viticoltura ed a novembre il Premio Michele D’Innella della Guida Vini Buoni d’Italia del Touring a Merano per il prezioso lavoro di ricerca, recupero e valorizzazione di vitigni antichi e rari a livello nazionale e internazionale.
A questi si deve inoltre ricordare il prestigioso riconoscimento della giuria del Venice Wine Trophy a Luigino Bertolazzi enologo di GRASPO come custode della Biodiversità della Vite per la sua specifica pluriennale esperienza nella difficile arte della microvinificazione consentendo finalmente a tutti di poter degustare in purezza antichi vitigni rari che si credevano irrimediabilmente perduti.
Monica Larner
Dalla Francia al Giappone

Non sono poche le azioni poste in essere da G.R.A.S.P.O. che si stanno rivelando attrattive anche come esperienza turistica.
Protagonista in primis la valorizzazione delle Vecchie Vigne, veri musei viventi che hanno visto incontrarsi all’ombra delle pergole esperienze diverse che arrivano dall’estero.
Come quella di 25 viticoltori francesi provenienti dall’Ile de France, dall’Alsazia, dall’Occitania, dalla Provenza che nell’ambito di un viaggio di studio specificatamente indirizzato alla conoscenza della viticoltura storica, delle viti maritate e dell’agroforestazione.
Un’occasione unica per un confronto diretto con chi, in altri contesti produttivi, a, ha voluto portare la sua esperienza professionale nella gestione di vecchie vigne maritate.
Se Agrof’île, Civam, Association des Vins Libres d’Alsace, Provence Agroécosistemème & Citoyenneté sono le associazioni di produttori arrivate dalla Francia non sono mancate appassionate testimonianze dall’Italia come l’Associazione dei Canevisti di Breganze con Enrico Azzolin e tanti amici, dell’Associazione Clinto de Marca guidata da Franco Zambon , dalle Città del Vino e dalle Strade del Vino di Toscana rappresentate dal preparatissimo e motivatissimo Gianpaolo Lorieri e dalla cooperativa La Rabiosa di Casale di Scodosia impegnata nella valorizzazione degli storici vitigni del territorio.
Guide ideali in questo percorso di conoscenza due fra i massimi esperti di viti maritate e colture promiscue come Viviana Ferrario dell’IUAV di Venezia e il naturalista Antonio Mazzetti che hanno delineato l’importanza e le molteplici funzioni, non solo paesaggistiche, di queste antiche forme di allevamento che assolvevano in modo ideale alle diverse esigenze dell’agricoltore del tempo.
Una esperienza unica alla quale non ha voluto mancare il giornalista del cibo e del vino italiano più importante per il mercato giapponese Shigeru Hayashi che fin dal 1982 si può ritenere l’ambasciatore del gusto italiano nel paese del Sol Levante.
Classe 1954, primo Sommelier italiano di nazionalità giapponese, oggi giornalista attento e curioso, autore di libri ed articoli di particolare successo e costante punto di riferimento per cantine ed aziende che vogliono esportare in Giappone e specializzato nell’accompagnare i turisti giapponesi nei territori del vino fin Italia.
Quest’anno per esempio ha scelto come mete le aziende di G.R.A.S.P.O. citate sul libro vincitore dell’Award O.I.V. in Sardegna e Sicilia.
Il viaggio continua..
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.








