Uva Greca Puntinata, la restituzione


A Trevinano di Acquapendente per la conclusione del progetto di recupero dell’Uva Greca Puntinata antichissimo ed identificativo vitigno di questo suggestivo territorio della Tuscia Viterbese.
Ecco una delle storie più belle di vitigni rari a rischio di estinzione che si intrecciano con un viticoltore appassionato che ne diventa custode salvandolo dall’oblio e condividendo poi con tutti i produttori del territorio il risultato di questa opera di preservazione.
La città dei Pugnaloni

Acquapendente è un borgo medievale nel nord del Lazio, cuore della Tuscia viterbese, a pochi km dal confine toscano.
Il suo nome deriva dalle tante sorgenti che si trovano sulla mancata vulcanica che delimita la parte nord della città e che confluiscono nel fiume Paglia che attraversa il centro storico.

È stata una cittadina strategica crocevia della Via Francigena dove pellegrini, mercanti e papi si fermavano qui nel viaggio da Roma verso il nord.

Il suo simbolo è il Duomo del Santo Sepolcro dove per tutto l’anno sono custoditi ed ammirati i Pugnaloni, straordinarie e scenografiche opere realizzate solo con materiali vegetali dalle tante contrade della città e che sfilano per il paese solo la terza domenica di maggio.

Acquapendente è però anche terra di confine, cerniera naturale tra Lazio, Umbria e Toscana, una città di acqua, pietra e cammino lento ricca di palazzi rinascimentali, torri e vicoli in pietra vulcanica, tipici della Tuscia circondata dalla Riserva Naturale Monte Rufeno.
La Riserva Naturale Monte Rufeno è un territorio integro e suggestivo che copre circa un quarto dei 13.000 ettari del comune di Acquapendente, siamo a nord di Viterbo in un contesto che esprime con orgoglio la sua anima etrusca.
L’Uva Greca Puntinata di Acquapendente

A guidarci in questo territorio magico e suggestivo Massimo Bedini che ne è stato fino a qualche mese fa un dinamico direttore ma che anche oggi,con trasporto e passione, continua il percorso di valorizzazione iniziato sul fronte del progetto Natura in campo sviluppato assieme all’ Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio).

Qui come G.R.A.S.P.O. abbiamo iniziato due anni fa insieme con tanti produttori locali una emozionante esperienza di recupero dell’Uva Greca Puntinata.
Catalizzatore di questo percorso è stato un piccolo vigneto ancestrale, sicuramente a piede franco, di Uva Greca Puntinata gelosamente conservato per tanti anni da Alvio Fusi un uomo di carattere nato ad Acquapendente il 17 marzo del 1934.
Dovete immaginare, ricordava Alvio, che qui 50 anni fa c’erano centinaia di ettari di questa uva, poi tutto o quasi è stato abbandonato soprattutto dopo la chiusura della cantina sociale con anni di crisi e spopolamento.
Oggi purtroppo Alvio ci ha lasciato non senza prima ricordare il suo viscerale attaccamento a questo vitigno e consegnare le sue memorie ed il suo vigneto alle attenzioni del figlio Andrea ed ai custodi di G.R.A.S.P.O.
Dalla profezia al progetto TREVINANO RI-WIND

Facendo tesoro dell’esperienza originale di Alvio Fusi ed i sui suggestivi 600 metri quadrati di vigna è partito un progetto di recupero e valorizzazione di questo antico vitigno grazie ad un programma proposto e sviluppato da ALICENOVA, una Associazione che in ATI con Fattorie Solidali Società Cooperativa Sociale Agricola, ha inserito la salvaguardia e la valorizzazione dell’Uva Greca Puntinata in una più strutturata azione di promozione dei prodotti locali nell’ambito del progetto TREVINANO RI-WIND.

Ed il luogo ideale ad Acquapendente per programmarne le azioni e valutarne i risultati si è rivelata S’Osteria 38, la trentottesima tappa sulla Via Francigena.
Un luogo magico dove ospitalità, ristorazione di qualità, curata con energia dallo chef Taha Mohamed Msehli, offerta dei servizi, informazioni turistiche, diventa uno spazio multimediale aperto a gruppi di studio e lavoro e a tutte le forme dell’arte si integrano diventando uno strumento concreto di sviluppo territoriale.
S’Osteria 38 è anche parte della rete di produzione di Alicenova e Fattorie Solidali, cooperative sociali che promuovono l’inclusione sociale e lavorativa di persone appartenenti a fasce deboli della popolazione in agricoltura e turismo ecosostenibile.
Il luogo ideale quindi per coordinare e condividere con Angelo Vitali che guida le attività produttive di ALICENOVA, Elisa Calanca responsabile del progetto e Massimo Bedini nuovo custode dell’Uva Greca Puntinata ed ambasciatore di GRASPO tutte le azioni di questo progetto.
Un percorso di ricerca e condivisione che ha coinvolto tutti gli attori sul territorio dalle Istituzioni a tanti piccoli produttori locali che hanno voluto raccogliere da Alvio Fusi il testimone per la tutela di questo vitigno.
Da qui nasce anche il coinvolgimento diretto di G.R.A.S.P.O. cui è stata affidata una parte significativa del progetto che prevede non solo una ricognizione sul territorio delle testimonianze residuali di questo storico vitigno ma una vera caratterizzazione viticola ed enologica del suo comportamento nei diversi areali.
I magnifici sette
Protagonisti di questo progetto sono stati quindi tutti i custodi locali dell’Uva Greca Puntinata coordinati da Massimo Bedini che ha una piccola vigna in località Le Crete su suoli argillosi a destra del fiume Paglia ed oggi attivo ambasciatore di GRASPO nel Viterbese.
Con lui sono entrati in questa bella avventura altri produttori storici come il figlio di Alvio Andrea Fusi con il suo vigneto ancestrale di oltre 100 anni dove le viti sono allevate su sostegno morto a doppio palo incrociato oppure su palo di castagno con pioli posti a croce sfalsata, localmente detto “mollone”. Qui siamo in località Valtieri su suoli pozzolanici di origine vulcanica.
Alberto Caprasecca, classe 1945 che custodisce in località Acquaviva un vecchio vigneto che potrebbe avere addirittura 240 anni residuo della storica piattaforma ampelografica di Acquapendente.
E con loro anche Michele Zucca che ha la sua vigna in località Procoio e Daniele Ronchini in località Pian Ferrone là dove iniziano i calanchi.
Sempre rimanendo ad Acquapendente in località Locrafroco su suoli vulcanici ma di origine basaltica partecipa con entusiasmo al progetto anche Anne Friedrikstad, giornalista della TV norvegese, che da circa 15 anni qui coltiva con passione il suo vigneto di Uva Greca Puntinata
Per rintracciare altre testimonianze di questo vitigno arriviamo fino a Gradoli che è un grazioso borgo con vista panoramica sul vulcanico lago di Bolsena, qui proprio sul lago Gaetano, Massimo e Lina Calcagno dell’azienda vivaistica Viti sul Lago hanno creato un vero centro di Biodiversità viticola.
Un vero marcatore territoriale

E proprio a Trevinano nel locale stellato La Parolina, in occasione del recente Slow Move Fest, è stato possibile restituire i risultati di questa esperienza e degustare tutte le diverse espressioni dell’Uva Greca Puntinata guidati dal giornalista Carlo Zucchetti, da Giovanni Pica dell’A.R.S.I.A.L. e dai custodi di G.R.A.S.P.O. che hanno evidenziato il fortissimo legame tra i suoli, le pendenze le altitudini e le relative escursioni termiche con il comportamento di questo vitigno.
L’Uva Greca Puntinata, anche alla luce degli assaggi delle microvinificazioni, può realmente tornare ad essere un ideale marcatore territoriale trascinando anche le altre produzioni tipiche di questo territorio, catalizzando l’attenzione di consumatori e comunicatori.
L’obiettivo di questo progetto, che si propone di continuare, rimane quindi quello di consolidare
questo stretto legame di identità, tra un vitigno antico ed autoctono, ed un ambiente con un paesaggio pienamente conservato e ancora da proporre nei suoi angoli più caratteristici.
Un progetto efficace e mirato per dimostrare scientificamente come questo vitigno abbia caratteristiche così identitarie da rimanere se stesso anche se declinato nei diversi terroirs in cui oggi è ospitato.
Vitigni dal passato per i vini del futuro.
Di Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi, foto di Gianmarco Guarise
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