La Valle Isarco, culla dei grandi vini bianchi altoatesini

Alla scoperta della regione vitivinicola dove sui pendii soleggiati di Bressanone e dell’Abbazia di Novacella si producono degli autentici gioielli: il Sylvaner, il Kerner, il Grüner Veltliner, il Riesling. Sabato il via all’evento “La Primavera di Novacella”: escursioni guidate tra i vigneti, degustazioni nelle cantine e tour enogastronomici.
Tra le Alpi e la pianura padana, nei dintorni di Bressanone nascono alcuni dei vini bianchi più famosi d’Italia. Eleganti, sapidi e dotati di una straordinaria freschezza, raccontano in modo autentico il “terroir” di questo comprensorio montano. La cittadina della Valle Isarco è infatti considerata la regione vitivinicola più a nord del Paese: una piccola area alpina i cui vini sono premiati regolarmente con i più prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali.
La Doc Valle Isarco è anche la più piccola zona viticola dell’Alto Adige. I vigneti abbracciano un territorio che dai 500 metri del fondovalle raggiunge i 900 metri di quota, su pendii ripidi e soleggiati attorno a Bressanone e all’Abbazia di Novacella.
I vitigni simbolo della valle: il Sylvaner, il Kerner, il Grüner Veltliner, il Riesling
Uno dei fattori che rendono la viticoltura di quest’area unica al mondo è l’intensa insolazione che si combina con forti escursioni termiche tra giorno e notte, permettendo una maturazione lenta delle uve e conferendo ai vini acidità vibrante, freschezza e una marcata impronta minerale.
Tra i vitigni simbolo della Valle Isarco spiccano in particolare il Sylvaner, il Kerner, il Grüner Veltliner e il Riesling,
vitigni che regalano dei vini di spiccata aromaticità, caratterizzati da profumi intensi, ma diversi dai classici vini aromatici come il Moscato o il Gewürztraminer.
Una tradizione antica: dall’Abbazia di Novacella alla cantina Köfererhof
La tradizione vitivinicola locale ha radici profonde. Da secoli si coltiva la vite in queste zone, come testimonia l’Abbazia di Novacella, il cui monastero agostiniano gestisce una delle più antiche cantine attive d’Europa.
Accanto alla realtà monastica, il panorama vitivinicolo è caratterizzato da numerose aziende familiari.
La cantina Köfererhof, nei pressi di Novacella, è una delle più antiche dell’Alto Adige: le sue origini risalgono addirittura al 976.
A sua volta Kuenhof, l’antico maso con radici nel XII secolo, è oggi conosciuto per una viticoltura attenta alla sostenibilità ambientale e per i suoi vini bianchi di grande personalità.
La storia del Kerner (incrocio tra Riesling e la Schiava) e della tenuta Pacherhof

La tenuta Pacherhof, situata sopra l’abbazia, è strettamente legata alla storia del Kerner in Valle Isarco, il vitigno vino creato nel 1929 dall’incrocio di due varietà: Il Riesling Renano e la Schiava Grossa. Il bisnonno dell’attuale vignaiolo fu il primo a piantare questo vitigno nella valle nel 1973, contribuendo alla sua diffusione.
Anche lo Strasserhof, tra le cantine più alte dell’Alto Adige, produce vini bianchi eleganti che esprimono con chiarezza il carattere alpino del territorio.
Uno sguardo verso il futuro con l’introduzione dei vitigni resistenti alle malattie

Il Burgerhof Messner, invece, rappresenta uno sguardo verso il futuro: qui vengono coltivati esclusivamente vitigni PIWI, varietà resistenti alle malattie che consentono una viticoltura particolarmente sostenibile e la produzione di vini biologici.
Il Griesserhof a Varna unisce una tradizione vitivinicola secolare a moderne tecniche di cantina ed è noto per gli eleganti vini bianchi che riflettono con precisione il terroir della Valle Isarco.
Il Taschlerhof, una piccola azienda familiare sopra Bressanone, rappresenta una produzione vinicola artigianale su ripidi vigneti d’alta quota e vini di carattere, contraddistinti da una marcata freschezza alpina.
Tra le figure più rappresentative della nuova generazione di vignaioli della valle c’è anche Manni Nössing, con il suo Hoandlhof a Bressanone, noto per interpretazioni precise ed eleganti di Kerner, Sylvaner e Riesling.
Il Sylvaner ambasciatore della Valle Isarco nei ristoranti della zona
A Bressanone il vino non è solo produzione agricola, ma parte integrante della cultura locale e della gastronomia. Una specialità tradizionale è la zuppa di vino bianco della Valle Isarco, piatto raffinato e sorprendente che valorizza i vini del territorio.
Un esempio del forte legame tra vino e gastronomia è l’iniziativa “Il Sylvaner e la Val d’Isarco” promosso dall’Associazione EisacktalWein per esaltare le caratteristiche del Sylvaner, uno dei vitigni più antichi e caratteristici della Valle Isarco.
In collaborazione con 14 selezionati ristoranti e 17 produttori della Valle Isarco, ogni locale crea un piatto che si abbina in modo particolare al Sylvaner e ne valorizza le caratteristiche.

I piatti sono proposti fino alla fine del mese di giugno nei menu dei ristoranti che consigliano il Sylvaner come abbinamento a tavola. Attraverso questa iniziativa, il vino diventa così un vero “ambasciatore” della Valle Isarco.
Il progetto non serve solo a promuovere una bevanda, ma a comunicare l’identità del territorio, riflettendo il paesaggio dei vigneti terrazzati e la dedizione dei viticoltori locali.
I bianchi della valle si abbinano perfettamente anche a prodotti simbolo della cucina altoatesina come lo Speck Alto Adige IGP, la cui nota sapida e leggermente affumicata trova equilibrio nella freschezza e mineralità dei vini di montagna. In primavera, inoltre, sono l’accompagnamento ideale per i piatti a base di asparagi.
Sabato 25 aprile il via alla stagione vinicola con la “Primavera di Novacella”
Per chi desidera scoprire da vicino questo straordinario territorio vitivinicolo, Bressanone propone numerose esperienze: escursioni guidate tra i vigneti, visite e degustazioni nelle cantine. Oppure tour enogastronomici che uniscono passeggiate nel paesaggio vitato e assaggi direttamente in cantina.
Ogni anno la stagione vinicola ha inizio con la “Primavera di Novacella”. Quest’anno per due giorni, il 25 e il 26 aprile Novacella e Varna celebrano l’arrivo della primavera con degustazioni, piatti stagionali e musica. Cantine, ristoranti e masi partecipano con iniziative speciali, mentre i produttori Abbazia di Novacella, Griesserhof, Strasserhof e Pacherhof aprono le porte delle loro cantine per visite e degustazioni.
Bressanone alza il calice alla sua terra invitando visitatori e appassionati a scoprire, passo dopo passo e sorso dopo sorso, una delle più affascinanti regioni del vino alpino.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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