Abbinamenti e Ricette

La cucina giapponese tra arte e rituali

La cucina giapponese tra arte e rituali Una cultura di vita e di stile che affonda le radici nei riti secolari

La cucina giapponese tra arte e rituali

Una cultura di vita e di stile che affonda le radici nei riti secolari

Giapone sushi bacchette

La cucina giapponese è considerata un’arte. Nel paese del Sol Levante il cibo non è solo nutrimento ma anche poesia e, soprattutto, rituale. 

Una cultura di vita e di stile che affonda le radici nei riti secolari. La cucina tradizionale viene chiamata in lingua giapponese nihon-ryōri o washoku. 

Ogni piatto, anche il più semplice, racconta una storia di stagioni, gesti ripetuti, ingredienti curati. 

Mangiare in Giappone e come sfogliare un libro antico: pagina dopo pagina, sapore dopo sapore.

Se avete voglia di un viaggio che parte dalle bacchette e arriva dritto al palato, il Giappone sa stupire. 

Giapone sushi bacchette

E non paliamo solo del sushi che pure sa farsi amare ma dell’incredibile universo di sapori che  ha conquistato molti polesani che, in questi mesi, hanno scelto il Giappone per le loro vacanze. E poi c’è l’arte delle bacchette di tutte le forme, colori, impreziosite da intagli. 

Qui il gesto quotidiano diventa un rituale che segue regole e simbologie ben precise. 

Per questo acquistarle è ben più che portare a casa un semplice souvenir. Sushi: dimenticare le versioni fast food. 

A Tokyo, come a Kyoto, Nara e Osaka ogni boccone è un piccolo atto di artigianato. 

Il riso tiepido, il pesce freschissimo, il silenzio rispettoso del bancone e poi quell’attimo in cui capisci che il sushi non si mastica si gusta in ogni sua sfumatura. 

I noodles: la coccola che scalda l’anima, il ramen fumante, soba rustiche, udon spesse e morbide. 

Ogni ciotola è un invito per il palato. 

Non stupitevi se sentite il rumore: in Giappone sorseggiare è un complimento, un modo, oltre agli inchini, per dire che si è apprezzato il piatto proposto.

 Street fodd: la felicità tiene uno spiedino in mano. Tra takoyaki croccanti, yuakitori affumicati e dorayaki le strade sono un festival continuo di profumi. Fermarsi ad ogni bancarella? 

Fortemente consigliato. Tra le tante proposte dello street food giapponese, particolarmente apprezzati e consumati ai matsuri (festival) dell’estate giapponese sono i takoyaki che in giapponese significa polpo. 

Si tratta di polpette fritte  ripiene di polpo bollito, tipiche della cucina di Osaka, il cui impasto contiene il saporito brodo dashi. Secondo la ricetta ogni pezzetto di polpo viene arrotolato in una pastella a base di uovo. 

Vengono scaldate, per pochi minuti, sulla piastra per takoyaki  cosparsa di olio di semi fino a quando la pastella non è dorata. 

Sono servite guarnite con topping di maionese, scaglie di pesce, alga aonori, cipollotti verdi, erba cipollina, salsa takoyaki (molto simile alla salsa Worcester), salsa di soia o salsa otafuku. 

Per un condimento più creativo, possono essere accompagnate anche con avocado, germogli, uova, zenzero beni shoga e altri ingredienti. 

Si servono in pratici piatti monouso da tenere in una mano o possono essere infilate in uno stecchino lungo.

  Da gustare lentamente le fettine di manzo Wagyn, rinomate per l’ eccezionale tenerezza, il sapore intenso e la marezzatura (striature di grasso) unica, cucinate spesso alla griglia o su piastra (teppanyaki), e sono servite al sangue, condite con sale e pepe. 

Non mancano anche le specialità dolci. Preparati con farina di riso, crema di fagioli rossi e soia, sono caratterizzati da una presentazione estetica precisa e studiata, anche se si tratta di street food.


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