Cantina del giorno

Girelli brinda con l’Etna bianco

Girelli brinda con l'Etna bianco E' il primo vino dell'imprenditore trentino prodotto da uve biologiche (100% Carricante)

Girelli brinda con l’Etna bianco

E’ il primo vino dell’imprenditore trentino prodotto da uve biologiche (100% Carricante) coltivate sulle pendici dell’Etna. L’iter produttivo, dalla vigna alla cantina, è seguito dall’enologo trentino Mattia Giacomelli. Entusiasta Stefano Girelli: “L’Etna è un territorio straordinario che ci regala dei vini altrettanto straordinari”.

Alla vigilia del 35° Merano WineFestival gli imprenditori trentini Stefano e Marina Girelli festeggiano il debutto in società di una nuova gemma della tenuta siciliana Santa Tresa: l’Etna Bianco Doc, il primo vino dell’azienda vitivinicola prodotto con le uve biologiche Carricante coltivate sulle pendici dell’Etna, il mitico Mongibello, la “Muntagna” dei siciliani.

Entusiasta Stefano Girelli: “L’Etna è una territorio straordinario”

L’enologo winemaker trentino Mattia Giacomelli

Entusiasta Stefano Girelli: «L’Etna è un territorio straordinario – ha dichiarato – e il Carricante è una varietà siciliana altrettanto straordinaria.

Dopo anni di ricerca siamo riusciti a trovare i presupposti per fare un Etna Bianco che seguisse la filosofia di Santa Tresa – ha precisato – e finalmente abbiamo trovato la filiera giusta, a partire dalla produzione, che volevamo rigorosamente biologica.

In quell’areale sono pochissime le coltivazioni di questo tipo. Il nostro enologo, il trentino Mattia Giacomelli, segue tutto il processo produttivo, dalla vigna alla trasformazione in cantina». 

L’Etna Bianco Santa Tresa, un vino dalla complessità aromatica unica

Nel solco della tradizione di Santa Tresa, che da sempre celebra la ricchezza e la biodiversità della Sicilia, l’Etna Bianco Doc è l’espressione di uve biologiche al 100% Carricante, coltivate sul versante sud-est dell’Etna, a un’altitudine di 400 – 500 metri e a soli 7 chilometri in linea d’aria dal Mar Ionio.

Una simpatica immagine di Stefano e Marina Girelli sul trattore nella tenuta di Santa Tresa nel Ragusano

Il risultato è un vino dalla complessità aromatica unica, che nel bicchiere esprime la peculiarità tipiche di un vitigno autoctono cresciuto su un suolo vulcanico e in un clima montano. 

Bouqet carezzevole (agrumato), in bocca è fresco, sapido, avvolgente

Di colore giallo paglierino luminoso con riflessi verdolini, al naso esprime un profilo aromatico carezzevole e verticale: pompelmo rosa, scorza di limone e agrumi freschi, seguiti da richiami iodati, pietra focaia e lievi note di erbe mediterranee. In bocca è teso e dinamico: l’ingresso è fresco e avvolgente, sostenuto da una marcata mineralità.

La sapidità è ben integrata e conferisce slancio, mentre l’acidità vibrante accompagna verso un finale lungo, pulito e persistente, con ritorni agrumati e salini.

Si abbina con naturalezza ad antipasti di mare, crudi e carpacci di pesce, crostacei e molluschi, oltre a preparazioni di pesce alla griglia o al forno. Ma è consigliato anche con piatti vegetariani a base di verdure, finocchi ed erbe aromatiche, con carni bianche delicate come pollo o coniglio, con formaggi freschi o caprini leggermente stagionati.

Le uve sono diraspate e pressate in maniera estremamente soffice

Le uve, raccolte a mano, sostano in cella frigo per una notte per abbassarne la temperatura fino a 6-8°C. Il giorno seguente le uve sono delicatamente diraspate e pressate in maniera estremamente soffice, così da ottenere il mosto fiore di altissima qualità.

Il mosto sosta una notte in vasca attorno ai 10°C al fine di permettere la naturale sedimentazione statica di tutte le particelle solide in esso contenute, dopo di che fermenta ad una temperatura di circa 17-19°C per 10-12 giorni.

Dopo la fermentazione avviene l’affinamento “sur lies” per almeno 4-5 mesi con frequenti movimentazioni delle fecce nobili. Prezzo in enoteca: 15,50 euro. Bottiglie prodotte: 8.000.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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