Da mezzogiorno a mezzanotte a tutta Tuscia

Caprarola, Palazzo Farnese, le Scuderie e la presentazione ufficiale della Guida 2026 dedicata alla Tuscia del vino. Chilometri, calici ed amici a tutto GRASPO.
Quasi un favola che si conclude a …mezzanotte
Ci sono giorni, che, nel calendario, occupano lo stesso spazio degli altri quasi a supplicare di diventare giorni speciali, e molto spesso, nella vita di ciascuno di noi tali rimangono.

Ci sono poi altri giorni che, con un pò di coraggio possono diventare giorni da ricordare, quasi da favola.
Il coraggio o lo stimolo può arrivare da un invito, dalla suggestione della destinazione, dal mito del viaggio inteso come obiettivo e non come fatica e distanza e poi anche la soddisfazione della sorpresa e della condivisione di luoghi e calici che raccontano di territori non sempre conosciuti per quello che meritano.

Ma quando anche il tempo è prezioso, bisogna fare di necessità virtù, e programmare per bene uno dei classici viaggi lampo nella magica “carrozza “ di G.R.A.S.P.O. con partenza da Soave alle ore 12.00 di martedì 10 marzo ed “atterraggio”, dopo qualche divertente ora, direttamente a Caprarola in provincia di Viterbo per la presentazione ufficiale della Guida 2026 de “ La Tuscia del Vino” curata da due storici amici di Graspo, Carlo Zucchetti e Francesca Mordacchini Alfani.
Una guida del vino che, come raccontano i due autori, invita ad andare oltre il calice, a camminare tra i filari, leggere i segni della natura e della mano dell’uomo. In un territorio disegnato seguendo, tra le pieghe della storia e della geologia, le tracce di una comune appartenenza.

Percorsi che si snodano tra suggestioni geologiche, segni ancora tangibili di epoche passate e memorie storiche che delineano una regione nuova che è anche antica. Territori che seguono i confini della Tuscia Viterbese e delle sue D.O.C., Est!Est!!Est!!! di Montefiascone, Aleatico di Gradoli, Vignanello, Tarquinia e Tuscia, dell’I.G.T. Civitella d’Agliano e Colli Cimini, comprende i territori delle D.O.C. Orvieto, Lago di Corbara e Amelia, dell’I.G.T. Cilegiolo di Narni e Allerona, della D.O.C. Cerveteri e dell’I.G.T. Costa Etrusco Romana fino a Veio per arrivare a nord alle terre delle D.O.C. Bianco di Pitigliano, Sovana e Maremma Toscana e dell’I.G.T. Costa Toscana.
Un’opera corale alla quale hanno contribuito tantissimi amici di G.R.A.S.P.O. come Elisa Calanca di S’osteria 38 ad Acquapendente che con noi e Massimo Bedini, collabora al progetto dedicato all’Uva Greca Puntinata, Sara Ronca, responsabile scientifica del progetto, Giovanni Pica, funzionario ARSIAL che con GRASPO ha curato tutti i contenuti relativi ai vitigni rari del Lazio nel nuovo libro della nostra Associazione, Luca Pollini stoico e storico direttore del Consorzio Vini di Maremma, Alessandra Di Tommaso e tanti altri amici che ritroviamo in questa straordinaria e suggestiva …favola.
Ma i protagonisti veri sono gli oltre 200 produttori presenti e gli oltre mille vini che possono essere degustati.

Impossibile qui, ricordare tutti gli incontri fatti ed i vini degustati, di sicuro abbiamo privilegiato le nostre chiavi di lettura tradizionali per validare o confutare le potenzialità enologiche dei tantissimi vitigni in degustazione.
Tra i temi ricorrenti le infinite espressioni del Grechetto che ritroviamo in quasi tutti i territori, le straordinarie potenzialità del Ciliegiolo declinate nei calici che arrivano da Umbria, Lazio e Toscana con la guida di Edoardo Ventimiglia fondatore di GRASPO e presidente di Ciliegiolo Academy e di Stefano Formiconi presidente del Consorzio del Bianco di Pitigliano e Sovana.

Senza dimenticare tutte le sfumature dell’Aleatico di Gradoli che abbiamo assaggiato in compagnia di Massimo Calcagno e Pasquale Pace, che da sempre seguono le avventure enologiche di GRASPO.
Non poteva però mancare, come nelle belle favole, anche una esclusiva e straordinaria visita a Palazzo Farnese, che di fatto domina e valorizza con la sua imponenza tutto il centro di Caprarola.
Un palazzo che fu una delle molte dimore signorili costruite dai Farnese nei propri domini. Inizialmente doveva avere caratteristiche difensive come era comune nelle dimore signorili del territorio laziale tra XV e XVI secolo.

Fu in seguito rimaneggiato dal Vignola a partire dal 1547 che venuto meno lo scopo difensivo, modificò radicalmente il progetto originale: la costruzione, pur mantenendo la pianta pentagonale dell’originaria fortificazione, venne trasformata in un imponente palazzo rinascimentale, che divenne poi la residenza estiva del cardinale e della sua corte.
Descrivere storia, sale, artisti e giardini di questa meraviglia meriterebbe ben altro spazio e competenze, meglio quindi tornare ai nostri amati produttori ed ai loro vini ricordando che sono tutti ripresi nella Guida 2026 che mantiene la sua linea editoriale e, come ci spiega Carlo Zucchetti, vuole esplorare il territorio fin nei suoi angoli più reconditi seguendo l’esempio del Servo Martino, bussare a tutte le porte, o meglio camminare tra i vigneti, per scoprire vignaioli inaspettati.
L’interesse è verso chi lavora, agisce e vive su queste terre senza eccezioni, senza selezioni, in maniera inclusiva, creando un quadro d’insieme che non tenga conto solo delle eccellenze, ma del lavoro di tutta una regione.
Parole dolci per GRASPO, ma l’ora è tarda ..si torna in carrozza, mezzanotte si avvicina dobbiamo rientrare … non senza aver lasciato sulle scale la classica scarpetta … e anche un po’ di cuore.
Il viaggio continua…
Ci trovate su:
Facebook e Instagram, alla voce Associazione Graspo
di Aldo Lorenzoni, Luigino Bertolazzi, Daniele Dal Cerè
Foto di Gianmarco Guarise
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