
Colline Prosecco, scrigno di tesori e buon vino
Il territorio di Conegliano e Valdobbiadene è patrimonio Unesco. Cal Monda esempio di Biodiversity Friend
Il vino esprime quello che la terra detta. E le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, dal 2019 iscritte nella World Heritage List dell’UNESCO dopo un percorso di candidatura durato undici anni, sono la testimonianza più diretta.
Una tradizione nella cura della viticoltura tramandata da padre in figlio.
Qui l’uomo e la natura si sono interconnessi per secoli, modellando un paesaggio unico, riconoscibile per i “ciglioni” (terrazzamenti erbosi) ed i filari mantenendo però intatta l’identità di ogni pendio. Il risultato: rigogliosi ed ordinati vigneti che ricamano come pizzi le colline.
La bella stagione invita alla scoperta del territorio che offre oltre 400 chilometri di sentieri ben segnalati ed una quarantina di itinerari enoturistici che portano alla scoperta di secolari abbazie, come quella Cistercense di Follina, località inserita fra i borghi più belli d’Italia, pievi a torri medievali a Farra di Soligo, ville signorili ed antichi mulini a Pieve di Soligo la “perla del Quartier del Piave”, l’ imponente castello a Cison di Valmarino e città legate alla Grande Guerra come Vittorio Veneto.
E poi i casoni e fienili di Miane, la millenaria pieve di San Pietro in Felletto gioiello storico e artistico che conserva affreschi del XIII e XIV secolo, Tarzo con i laghi di Revine, il santuario della Madonna delle Grazie di Vidor, territorio che vanta una storia millenaria legata al ritrovamento di un mammut e una necropoli tardo romana. E, infine, Conegliano, città murata, famosa per aver dato i natali al pittore Giambattista Cima.
La “Contrada Grande” con i palazzi in pietra scolpita e ricchi di affreschi accompagnano il turista fino al castello dal quale si ammira un panorama suggestivo.
Oltre a racchiudere scrigni di rara bellezza, legati alla Fede, alla Cultura e all’Arte, le Colline del Prosecco sono un luogo unico vocato al turismo lento e sostenibile che porta alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche dove l’opera ed il rispetto del territorio dei viticoltori ha contribuito a creare uno scenario unico.
Lo hanno toccato con mano un gruppo di giornalisti ITP (Italian Travel Press), guidati dal presidente Giovanni Stefani, che hanno incontrato sindaci del territorio, i responsabili ed i tecnici dell’Associazione per il Patrimonio della Colline Prosecco.
Cal Monda, Biodiversita’ & Qualita’
Nel cuore di questo scenario si trova l’ azienda agricola Cal Monda di Dalla Betta, a Pieve di Soligo che ha deciso di puntare tutto sulla sostenibilità.
La certificazione Biodiversity Friend testimonia una scelta precisa: produrre qualità nel rispetto della biodiversità, restituendo al suolo e al paesaggio ciò che ogni vendemmia “prende”.
Accanto al Prosecco Superiore DOCG, proposto anche in edizioni a tiratura limitata, Cal Monda coltiva un’idea di agricoltura integrata e rigenerativa. Il progetto “Enobee – Api in Vigna” porta le arnie tra i filari, trasformando il vigneto in un habitat vivo, mentre l’orto sinergico regala prodotti stagionali che raccontano la ricchezza naturale del territorio. È un’agricoltura che ascolta, rigenera, protegge.
Cal Monda è anche incontro e laboratorio didattico. Le degustazioni guidate, le visite ai vigneti e all’Oasi della Biodiversità diventano occasioni per entrare in contatto diretto con la terra e con chi la coltiva con passione.
Porte aperte ai visitatori wine lover e anche alle scuole, quando si trasforma in laboratorio di educazione ambientale, un luogo in cui le nuove generazioni possono comprendere il valore concreto della sostenibilità.
Significativo è il progetto “L’Arte della Biodiversità”, realizzato con il liceo artistico Bruno Munari: studenti coinvolti nella creazione di Bug Hotel artistici, piccole architetture dedicate agli insetti utili, dove arte, design e natura si fondono in un messaggio potente e contemporaneo.
Tra inerbimenti, sovescio e compostaggio, la viticoltura di Cal Monda sceglie la via della rigenerazione del suolo e dell’equilibrio ecologico.
Una visione che va oltre la produzione e si fa responsabilità sociale, dialogo con la comunità, memoria e gratitudine. Infatti, I tre fratelli Dalla Betta hanno dato ai vini i nomi dei familiari: Nani, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry, in omaggio al padre Giovanni; Vetor, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Brut, dedicato al nonno Vittore; Sandan, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut, dal soprannome di famiglia; Memama, Rosso Marca Trevigiana IGT, dedicato alla madre (mia mamma). Di nicchia è il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut Nature sui lieviti, decisamente autentico. La passione per la viticoltura è una costante a Cal Monda.
Tutto ebbe inizio con il nonno Vittore (Vetòr), poi con il passaggio a figlio Giovanni (Nani) il primo salto nella produzione e vendita del Prosecco.
Inizialmente il vino viene venduto sfuso ed in damigiane e, successivamente, in bottiglia non filtrato, con i propri lieviti naturali ancora presenti. L’attività ora è saldamente in mano ai figli: Massimo si occupa della coltivazione e cura dei terreni, Stefano della commercializzazione, Alberto della cantina e di tutti gli aspetti enologici.
Su tutto un solo credo: rispetto della natura. “Nostro padre – dice Massimo – ci ha tramandato la passione per la vite e la dedizione al lavoro, donandoci le basi per questo nostro progetto di vita naturale”.
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