Un brindisi fiorentino per Proposta Vini

L’azienda trentina di Cirè di Pergine, leader nella commercializzazione di vini, spumanti e distillati, domenica 18 e lunedì 19 gennaio presenterà il catalogo 2026 alla Stazione Leopolda. Oltre 200 le cantine italiane e straniere che sfileranno a Firenze, 35 le distillerie, 3.500 le etichette in degustazione, sei le Masterclass in programma.
Conto alla rovescia alla Stazione Leopolda di Firenze per la presentazione del Catalogo 2026 di Proposta Vini, l’azienda di Cirè di Pergine leader nella selezione, distribuzione e commercializzazione di vini, spumanti e distillati. Un appuntamento annuale che si ripete da oltre 40 anni, un’occasione unica aperta agli operatori del settore che avranno la possibilità di conoscere le novità del mercato direttamente dai produttori.
Quest’anno il patron di Proposta Vini, Gianpaolo Girardi, dopo Verona, Roma, Parma e Firenze, ha deciso di tornare alla Stazione Leopolda di Firenze, location d’eccezione per la presentazione del Catalogo 2026. Saranno tre giorni (sabato 17, domenica 18 e lunedì 19 gennaio) all’insegna dell’amicizia e della convivialità (la giornata clou sarà lunedì 19 gennaio) che segnerà un’altra tappa importante per l’azienda trentina che vanta un portfolio di oltre 4.000 referenze wine e 600 referenze spirits, selezionate nel corso degli anni.
Oltre 200 le cantine e 35 le distillerie che sfileranno a Firenze

Oltre 200 saranno le cantine italiane e straniere che sfileranno a Firenze negli spazi della Leopolda, 35 le distillerie, 3.500 le etichette in degustazione, sei le Masterclass in programma.
Dopo aver festeggiato il traguardo dei 40 anni, Proposta Vini oggi può guardare al futuro con giustificato ottimismo grazie ad un bilancio in costante crescita nonostante la non proprio brillante congiuntura economica, l’instabilità geopolitica, la contrazione dei consumi, i nuovi trend salutistici.
Alla Leopolda la mostra d’arte del roveretano Federico Lanaro

In concomitanza con l’evento, sarà allestita una mostra d’arte in collaborazione con l’artista Federico Lanaro. Nato a Rovereto nel 1979, Lanaro si è diplomato nel 2004 all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Le sue opere, dalla pittura alla scultura all’istallazione, sono caratterizzate da temi trasversali e da un nomadismo linguistico, che riflettono la sua esperienza personale del mondo che lo circonda.
I tipici elementi della sua arte sono i colori fluo, la sintesi del segno, i soggetti e le inquadrature che invitano ad osservare il mondo da un diverso punto di vista, le figurazioni semplici, dirette ed immediate che attingono sia dalla cultura elevata, sia dal mondo semplificato della grafica.
Anche per questo motivo, la sua arte si presta a diversi livelli di lettura, a seconda dell’interpretazione e della sensibilità personale dello spettatore. Il suo lavoro è fatto di tante sfumature, come l’arte ecosostenibile, l’attenzione all’universo green, le ibridazioni tra mondo animale e umano, tra individuo e massa, tra naturale e soprannaturale, il legame con la sua terra, l’interpretazione dei comportamenti umani.
La contrazione dei consumi interessa soprattutto i grandi vini rossi

Quali saranno le principali tendenze che caratterizzeranno il mondo del vino e degli spirits nel 2026? Gianpaolo Girardi, fondatore dell’azienda, prevede il mercato del vino uno scenario di sia pur moderata crescita.
– Champagne – Come già avvenuto nel 2024, anche nell’anno appena concluso, le bollicine made in France hanno subito un calo delle etichette più care, un trend che non invertirà la rotta nel 2026.

– Vini rossi – Nel 2025 abbiamo assistito a un rallentamento del calo di consumi e crediamo che, dopo un periodo di stabilizzazione, il trend si invertirà. È invece strutturale la contrazione, nel mondo Horeca, dei consumi dei grandi rossi come i Supertuscan e i grandi tagli bordolesi sia per ragioni di prezzo sia per l’elevata gradazione alcolica che non incontra più i gusti del pubblico.
– Vini naturali – L’attenzione dei consumatori verso questa tipologia di prodotti è sempre attuale e seguita ma con una diversa attenzione agli aspetti gustativi privilegiando i vini che non presentano difetti. È legata soprattutto al tema della salute e a una sempre maggior sensibilità rivolta al rispetto dell’ambiente.
Gianpaolo Girardi: “Valorizziamo i prodotti artigianali e i vitigni storici”

“Da decenni il mondo del vino sta assistendo ad una progressiva e continua diminuzione del consumo pro capite” ha dichiarato Gianpaolo Girardi. “Non si registrano cali sensibili nella ristorazione e nell’hotellerie. Ma i giovani prediligono altre bevande. Per fortuna – ha aggiuunto – finalmente si comincia a raccontare il vino attraverso la sua dimensione storico-culturale, la sua appartenenza al territorio e il suo legame con la cucina. Per questo auspichiamo che il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio UNESCO contribuisca a incentivare il consumo di vino promuovendolo come elemento fondamentale della storia di un territorio e valorizzando i prodotti di natura artigianale e i tanti vitigni storici che caratterizzano il nostro Paese.”
La riscoperta e la scommessa sul Vermouth, il gin sulla cresta dell’onda
Sul fronte spirits a delineare i trend dei prossimi mesi è Antonio Beneforti, esperto selezionatore di Proposta Spirits, divisione di Proposta Vini dedicata al mondo dei distillati e dei liquori, che nel 2025 ha registrato una spettacolare crescita delle vendite del 34%.
– Vermouth – Questo prodotto tradizionale italiano rappresenta la grande scommessa di Proposta Spirits del 2026. In questi ultimi anni abbiamo già assistito a un suo grande sviluppo e diventerà sempre più attraente, anche per i giovani, in quanto trait d’union tra liquoristica ed enologia. Riproposto come aperitivo nella versione classica torinese del Vermuttino (con soda e scorza di arancio o limone) o nella versione più moderna con la tonica, style gin tonic, il Vermouth sarà sempre più protagonista nel mondo della ristorazione non solo per l’happy hour, ma anche come valida alternativa al vino da dessert con il suo carattere speziato che sovrasta la componente zuccherina. Un prodotto sempre più transgenerazionale che parla di tradizione per i consumatori over 50 mentre proposto con l’aggiunta di tonica diventa un cocktail d’appeal per la fascia dei più giovani, attratti molto di più dalla mixology che dal vino;
– Gin – Anche nel 2025 il gin continua a essere protagonista del mercato con una crescita a doppia cifra che ne traina la produzione a scapito degli spritz che stanno soffrendo invece di un calo dell’attenzione da parte dei consumatori che preferiscono un cocktail più trendy come il gin tonic. Il mercato sembra essere arrivato a un punto di saturazione, popolato da troppi brand, e forse inizierà una selezione naturale tra marchi senza fondamenta solide e produttori (solitamente distillerie) che raccontano meglio tradizione e territorio anche nel gin.
Gli Amari penalizzati dal Codice della strada e dal terrorismo psicologico
– Amari – Il segmento dell’after dinner complice l’entrata in vigore del nuovo Codice della strada e il “terrorismo” psicologico a esso legato nella prima parte dello scorso anno ha subito durante il 2025 un calo di attenzione e consumi che ha coinvolto in primis gli Amari, di cui il nostro Paese vanta una ricca produzione e tradizione. Segnali positivi invece per i cosiddetti brown spirits, ovvero rum, whisky, brandy e cognac, i cui estimatori sono in crescita e che si stanno facendo largo nelle drink list di locali e ristoranti.
– Sostenibilità – Se nel 2024 l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità rappresentava un argomento nuovo, il 2025 ha segnato un cambio di marcia importante con una sensibilità e un interesse sempre più crescente – che proseguirà anche nel 2026 – in questa direzione con un numero sempre maggiore di locali che hanno creato cocktail list con solo prodotti sostenibili o che hanno attivato azioni benefiche sociali e/o ambientali ispirate alle scelte compiute dai produttori.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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