Vino e Ristoranti

Serve un patto tra produttori di vino e ristoratori

Serve un patto tra produttori di vino e ristoratori L'Associazione "Donne del Vino", in  occasione della Convention nazionale in Emilia Romagna

Serve un patto tra produttori di vino e ristoratori

Daniela Mastroberardino, presidente nazionale dell’Associazione Donne del Vino

L’Associazione “Donne del Vino”, in  occasione della Convention nazionale in Emilia Romagna, ritiene che la ristorazione possa diventare il primo ambasciatore delle denominazioni italiane, valorizzando le produzioni territoriali. 

La presidente Daniela Mastroberardino: “Il vino carta vincente del Made in Italy”. La Masterclass sullo pumeggiante Lambrusco emiliano: “Le bollicine che ti rubano il cuore”.

Stipulare un patto tra produttori e ristoratori per valorizzare il vino italiano attraverso carte dei vini maggiormente legate ai territori, politiche di prezzo più equilibrate e un credito d’imposta per chi sceglie di mettere in carta i vini e i prodotti Dop del proprio territorio.

 È la proposta concreta lanciata dalle Donne del Vino, ospite nei giorni scorsi dell’Emilia-Romagna in occasione della Convention nazionale. Molti gli incontri, le visite e gli approfondimenti che hanno portato imprenditrici del vino,  professioniste e protagoniste del settore a confrontarsi con le istituzioni sul ruolo delle denominazioni come motore di sviluppo economico, culturale e turistico dei territori.

Daniela Mastroberardino: “Il vino carta vincente del Made in Italy”

Il passagguo di testimone da Donatela Cinelli Colmbini a Daniela Mastroberardino

“Si tratta di un tema particolarmente sentito in una fase in cui il settore deve affrontare il calo dei consumi, i cambiamenti negli stili di vita e la crescente concorrenza internazionale” ha detto la presidente delle Donne del Vino, Daniela Mastroberardino. 

“La nostra Assciazione, realtà con 40 anni di storia e 1.260 socie in tutta Italia – ha aggiunto – ritiene che la ristorazione possa diventare il primo ambasciatore delle denominazioni italiane, valorizzando le produzioni regionali e contribuendo a raccontare l’identità dei territori attraverso il vino”.

Una proposta raccolta dall’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Alessio Mammi, secondo cui “il turismo delle Dop e delle Igp è uno dei principali strumenti di sviluppo delle aree rurali e il vino rappresenta una vera infrastruttura territoriale. 

Per sostenere il settore servono nuove politiche europee e nazionali. Per questo abbiamo avanzato 5 proposte alla Commissione Europea e riteniamo utile aprire una riflessione anche su strumenti innovativi di incentivo ai consumi di qualità, come un credito d’imposta per i ristoratori che mettono in carta i vini e i prodotti Dop del proprio territorio, capace di sostenere la filiera e promuovere il consumo consapevole.”

Il commosso ricordo per la past president Pia Berlucchi, “Signora del Franciacorta”

Per Enza Bergantino, vice delegata Emilia-Romagna delle Donne del Vino, “le denominazioni non sono soltanto strumenti di tutela produttiva, ma vere infrastrutture culturali che custodiscono storia, paesaggio, competenze e comunità.

 Il riconoscimento Unesco alla Cucina italiana rappresenta una straordinaria opportunità per rafforzare l’attrattività dei territori e rendere ancora più evidente il legame tra vino, cultura e turismo. 

In questo percorso la narrazione gastronomica ha un ruolo decisivo: raccontare un territorio significa raccontarne i vini, i prodotti, le persone e le tradizioni”.

Pia Donata Berlucchi, la Signora del Franciacorta, mitica figura recentemente scomparsa

Non è mancato un commosso ricordo per Pia Donata Berlucchi, la “Signora del Franciacorta”, recentemente scomparsa e past president delle Donne del Vino. Pia Berlucchi avrebbe dovuto raccontare il Franciacorta dal palco di Parma.

 La presidente Mastroberardino ha letto in apertura la lettera con cui Pia Donata Berlucchi aderì all’associazione nel 1998: “r

Romina Togni (Gaierhof) è la delegata regionale dell’Associazione Donne del Vino del Trentino Alto Adige

iterrò un onore – oltre che un prestigioso onere – rappresentare la Franciacorta nell’ambito di questa Associazione”. 

A raccoglierne il testimone è stata Francesca Fattore, brand ambassador di Freccianera Fratelli Berlucchi, che ha raccontato come un territorio sconosciuto 50 anni fa sia diventato sinonimo internazionale di eccellenza: un caso di scuola per chi voglia capire come una denominazione diventa destinazione.

 Il suo intervento ha intrecciato arte, letteratura e impresa, in un omaggio nello stile che era proprio di Pia Donata Berlucchi. 

Fattore ha portato anche una riflessione sulla leadership femminile e sulla comunicazione: “la leadership maschile coordina, la leadership femminile accompagna. 

Una donna usa in media 16.000 parole al giorno, un uomo poco più di 8.000. Ma chi comunica bene è perché ascolta bene. E nel vino, che è racconto, questa è una competenza decisiva”.

L’Italian Sounding sottrae ogni anno 70 miliardi di euro all’export italiano 

Sul fronte normativo è intervenuto l’onorevole Stefano Vaccari, componente della XIII Commissione Agricoltura e della Commissione Ecomafie della Camera dei Deputati. 

“L’Italian Sounding sottrae ogni anno circa 70 miliardi di euro all’export italiano e oltre 120 miliardi considerando l’intero fenomeno della contraffazione alimentare. 

Non è solo un danno economico, ma un’appropriazione della nostra identità”. Vaccari ha annunciato che la Commissione Ecomafie depositerà entro il 2026 la Relazione sul dossier dedicato alle contraffazioni alimentari e al contrasto dell’Italian Sounding, con l’obiettivo di trasformarlo in una priorità nazionale. 

Tra i numeri citati: 2.500 contenuti digitali contraffatti scoperti dal solo Consorzio del Vino Chianti in un’indagine recente e l’allarme sulle organizzazioni criminali transnazionali che dal 2017-2018 producono falsificazioni di vini di pregio. 

Tra gli strumenti indicati, norme più severe sulla tracciabilità e il passaporto digitale del prodotto: “se interpretato come strumento di trasparenza e fiducia verso il consumatore, può diventare una delle innovazioni più importanti per la tutela e la valorizzazione del made in Italy”.

Lo spumeggiante Lambrusco emiliano che ti ruba il cuore

Lo spumeggiante Lambrusco delle Cantine Albinea Canali di Reggio Emilia

La Convention ha attraversato alcuni dei luoghi simbolo dell’eccellenza agroalimentare emiliano-romagnola: a Modena la visita alla Cantina Settecani e la Masterclass sul Lambrusco “Spumeggiante Emilia: le bollicine che ti rubano il cuore”, affiancata dalla degustazione di Parmigiano Reggiano Dop a cura del Consorzio.

 E poi la visita all’acetaia comunale con l’approfondimento dedicato all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop guidato dal Gran Maestro della Consorteria Maurizio Fini, oltre ai siti Unesco della città. 

Il Parmigiano Reggiano, e la sua produzione, è stato protagonista anche della visita alla Latteria Santo Stefano di Basilicagoiano (Montechiarugolo, Parma) mentre a Reggio Emilia, alle Cantine Albinea Canali, si è tenuta la visita al vigneto didattico e alla cantina e con la Nasterclass “Radici rare – vitigni autoctoni dell’Emilia-Romagna tra identità e biodiversità”, condotta da Antonella Pizzi e Annamaria Compiani.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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