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Salvatore Molettieri a EXPO 2015

Taurasi Cinque Querce DOCG 2008 e Aglianico 2011 protagonisti al Padiglione Irpinia con i piatti dell’Osteria Cappuccini di Cesinali.

Si è conclusa l’avventura dell’Azienda Vitivinicola Salvatore Molettieri all’EXPO 2015 di Milano dove è stata protagonista, domenica 26 luglio, di un evento dedicato ai vini Aglianico e Taurasi, prima DOCG del Sud Italia. La storica azienda con sede a Montemarano (AV), tra le più rinomate produttrici di vino al mondo, ha partecipato all’evento milanese assieme ad altre 12 aziende vitivinicole irpine riunite nell’ATI “Irpinia Wine”, cui è stata dedicata una tre giorni all’interno dello stand predisposto dalla Camera di Commercio di Avellino.

Ricco il programma offerto ai visitatori di EXPO, con degustazioni dei vini delle aziende, dibattiti e showcooking con rinomati chef irpini. La giornata dedicata ai rossi d’Irpinia ha visto la partecipazione dell’Osteria Cappuccini di Cesinali, con il patron Carmine Cucciniello e la chef Carmen Urciuoli coadiuvata dal suo vice Giovanni Battista Polcari. Diverse le stuzzicherie presentate per l’occasione: basilico, menta e salvia in pastella, affiancate da “pizzelle coi sciurilli” al profumo di aglianico, freselle con pomodori, soppressate, caciocavalli stagionati e “cianfotta estiva” servita tiepida con patate, zucchine ed i loro “talli”, assieme ad un cracker leggermente piccante. A concludere la giornata è stato lo “spaghetto aglio e uglio” nella speciale rivisitazione dell’Osteria Cappuccini, con l’aggiunta di zenzero e limone.

Sapori irpini semplici e intriganti che hanno saputo conquistare il pubblico presente ad EXPO 2015, coinvolgendolo in un viaggio nel gusto di una terra tutta da scoprire. Tra i vini che hanno accompagnato queste prelibatezze, Salvatore Molettieri ha proposto due preziose scelte della sua cantina: il Taurasi Cinque Querce DOCG 2008, proveniente dalla vigna considerata il Cru aziendale, che ha reso l’azienda di Montemarano famosa nel mondo, e l’Aglianico 2011. Due assaggi della Terra d’Irpinia che invitano a conoscere da vicino il territorio da cui essi provengono.

Simone Ottaiano


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