Prosit con i vini delle Abbazie

Dal 12 al 15 giugno l’Abbazia di Fossanova (Latina) riunirà i protagonisti dell’enologia internazionale. Tra gli appuntamenti più attesi la masterclass dedicata ai vini del Monastero di Cremisan, in Palestina, a pochi chilometri da Gerusalemme, dove la viticoltura diventa strumento di dialogo e cooperazione tra culture e religioni diverse.
Qualcuno li ha ribattezzati «Vini Paradisiaci», altri ancora «Vini Celestiali». Ne abbiamo parlato più volte. Sono i vini, figli di una tradizione millenaria, prodotti nei monasteri con tecniche di vinificazione ancestrali.
Vini salvati grazie al lavoro certosino dei monaci che hanno strappato a morte certa antichi vitigni destinati all’estinzione.
La peculiarità di questi vini sta nella loro storia. Con la caduta dell’Impero Romano la coltivazione della vite era stata abbandonata e furono i monaci e le monache dei monasteri e delle abbazie europee a continuare la tradizione vitivinicola salvaguardando la produzione del vino.
Importante fu all’epoca l’introduzione di nuove tecniche agronomiche come il filare indipendente e l’utilizzo degli innesti. In fondo il vino era strettamente legato alla cultura monastica, come simbolo del sangue di Cristo e raffigurazione del sacrificio e della redenzione.
Sul red carpet sfileranno i vini di 30 cantine di Abbazie italiane e internazionali

Da qualche anno l’interesse per la viticoltura monastica trova riscontro in una serie manifestazioni che promuovono la conoscenza e valorizzano il lavoro dei monaci vignaioli.
L’evento più importante è in programma nell’Agro Pontino all’Abbazia cistercense di Fossanova (Latina) che quest’anno, dal 12 al 15 giugno, dopo il successo dell’edizione 2025 con oltre quattromila visitatori, festeggia la quinta edizione.
Per tre giorni il complesso monastico, tra i più significativi esempi di architettura gotico-cistercense in Italia, edificato tra il XII e il XIII secolo sui resti di un antico monastero benedettino, ospiterà oltre 30 cantine di Abbazie italiane e internazionali, nonché di produttori laici legati a luoghi monastici e consorzi, in un percorso che intreccia spiritualità, cultura e vino.
I banchi d’assaggio animeranno il Chiostro medievale insieme al villaggio food & wine dedicato alle eccellenze enogastronomiche del territorio, mentre il Refettorio dell’Abbazia accoglierà master class e degustazioni guidate da alcune delle più autorevoli voci del panorama enologico.
L’Infermeria del Borgo di Fossanova sarà invece il cuore dei seminari dedicati a vitigni autoctoni, enoturismo e ricerca scientifica sui benefici dell’olio extra-vergine di oliva.
Il format valorizza il patrimonio vitivinicolo custodito dalle comunità monastiche

Nato per valorizzare il patrimonio vitivinicolo custodito nei secoli da abbazie e comunità monastiche, l’evento “Vini d’Abbazia” si è affermato negli anni come uno dei format più originali del panorama enogastronomico italiano, ampliando progressivamente il proprio raggio d’azione attraverso eventi, convegni e nuove collaborazioni territoriali.

Dopo il convegno “La cultura del vino e l’identità dei territori. l’opera delle abbazie”, ospitato nel 2025 dalla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti presso il Convento della Santissima Annunciata in Franciacorta, e l’anteprima di Vini d’Abbazia andata in scena il 2 e 3 maggio 2026 in Calabria, presso l’Abbazia Cistercense di Santa Maria della Matina a San Marco Argentano (Cosenza), il progetto torna ora nel Borgo di Fossanova con l’ediziona nazionale, confermando il ruolo centrale dell’evento laziale all’interno di un percorso sempre più strutturato e riconoscibile.

Protagoniste dell’evento saranno alcune tra le più importanti realtà vitivinicole legate a monasteri e abbazie italiane e internazionali, affiancate da produttori laici, consorzi e territori accomunati da una forte identità culturale e agricola.
L’edizione 2026 conferma inoltre la volontà della manifestazione di ampliare il dialogo tra vino, ricerca, turismo e sostenibilità, rafforzando il ruolo di “Vini d’Abbazia” come piattaforma di confronto sui temi che stanno ridefinendo il panorama enologico contemporaneo.
Il vino come strumento di dialogo: l’esempio della cantina Cremisan a Betlemme

Ad aprire il calendario delle masterclass, venerdì 12 giugno alle 18.30 nel Refettorio del Chiostro, sarà “Il vino della pace del Monastero di Cremisan.
Un dialogo tra le tre religioni in Terra Santa”, incontro guidato da Riccardo Cotarella, enologo di fama mondiale e presidente di Assoenologi, e moderato dal conduttore televisivo Marcello Masi.
Più che una semplice degustazione, la masterclass sarà un racconto di convivenza possibile attraverso il vino.
Protagonista sarà infatti la cantina Cremisan Wine Estate, storica realtà vitivinicola fondata dai Salesiani nel

1885 sulle colline di Beit Jala, nell’area di Betlemme, dove il lavoro della vigna coinvolge ogni giorno comunità cristiane, musulmane ed ebraiche in un’esperienza concreta di cooperazione, formazione e dialogo.
Attraverso la valorizzazione delle antiche uve autoctone palestinesi – come Dabouki, Hamdani, Jandali e Baladi Asmar, vitigni riscoperti e studiati grazie alla collaborazione con i tecnici della Fondazione Edmund Mach dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige – Cremisan custodisce non soltanto una tradizione agricola millenaria, ma anche un’idea di territorio fondata sulla collaborazione tra identità diverse.
In un territorio segnato da tensioni storiche e culturali, la viticoltura diventa così linguaggio comune, occasione di incontro e strumento di pace.
Dall’Abbazia di Novacella al monastero delle Suore Trappiste di Vitorchiano

Alle ore 20 sarà invece Roberto Cipresso a condurre “I Grandi Rossi”, un viaggio attraverso alcune delle più affascinanti espressioni del vino rosso italiano e internazionale.
Dai territori del Brunello di Montalcino alle Langhe, dalla Borgogna all’Umbria, dal Lazio alla Campania, la masterclass proporrà un itinerario tra Sangiovese, Pinot Noir, Nebbiolo, Sagrantino, Nero Buono, Cesanese e Cabernet, raccontando il vino come memoria, cultura e interpretazione del paesaggio.

Sabato 13 giugno alle ore 18.30 sarà protagonista Vincenzo Mercurio con “Il vino dei monasteri”, degustazione dedicata ad alcune tra le più prestigiose realtà monastiche italiane, tra cui Abbazia di Novacella, Abbazia di Praglia, Monastero di Monte Oliveto Maggiore, Monastero delle Suore Trappiste di Vitorchiano e Fraternità Monastica di Bose-Assisi. Un percorso che invita a scoprire il valore culturale, spirituale e territoriale dei vini di abbazia attraverso etichette capaci di raccontare comunità, tradizioni e identità produttive.
Chiuderà il programma della giornata, alle ore 20, la “Masterclass emozionale: il vino tra sensazioni, memoria e consapevolezza”, promossa e curata da Francesca Venturi e Giuseppe Ferroni dell’Università di Pisa.
L’incontro propone un approccio multisensoriale che, a partire dalle più recenti ricerche sul rapporto tra emozioni, percezione e degustazione, accompagna il pubblico oltre la tradizionale analisi organolettica del vino.
Nel calice non confluiscono soltanto colore, profumi, struttura e persistenza, ma anche percezioni, ricordi, suggestioni e stati d’animo, trasformando la degustazione in momento di ascolto e consapevolezza, attraverso etichette selezionate da abbazie, monasteri e cantine del territorio, in un intreccio tra ricerca scientifica, spiritualità dei luoghi e sensibilità individuale.
Dall’Abbazia di Rosazzo al monastero di San Francesco della Vigna a Venezia

Domenica 14 giugno alle ore 18 sempre nel Refettorio del Chiostro, sarà infine Chiara Giovoni a guidare “Tra Bianchi e Perlage: alla scoperta della luce”, itinerario tra grandi bianchi, vitigni rari e bollicine d’autore.
Il percorso mette in evidenza il silenzio delle abbazie e la forza espressiva dei vitigni, attraverso una selezione di etichette provenienti da territori identitari e produzioni d’eccellenza: dallo Chardonnay della Santissima Annunciata all’Abbazia di Rosazzo, da Santa Margherita con il Monastero di San Francesco della Vigna a Feudi di San Gregorio con l’Abbazia del Goleto, fino al Montée de Tonnerre 2023, al Bellone Pas Dosé di Cincinnato e al Maturano di Atina, in un racconto che attraversa chiostri veneziani e vigne dello Chablis tra purezza, eleganza e luminosità del vino.
Nel chiostro e nel refettorio di Fossanova il vino al microscopio tra scienza e arte
Nel Chiostro e nel Refettorio dell’Abbazia di Fossanova

sarà inoltre allestita in anteprima la mostra “ViCro – Il vino al microscopio.
Forme e colori del gusto”, progetto espositivo dedicato all’universo invisibile del vino e al dialogo tra ricerca scientifica, percezione e arte contemporanea.
La mostra nasce dai contenuti visivi ideati e realizzati dall’artista multimediale Silvia Iorio, con il coordinamento tecnico-progettuale dell’architetto Maurizio Condoluci di Westway Architects.
Attraverso immagini microscopiche rielaborate artisticamente, elementi come tannini, polifenoli, zuccheri, lieviti, sostanze aromatiche e bucce d’acino diventano paesaggi visivi immersivi, trasformando la comunicazione scientifica del vino in esperienza culturale ed estetica.
Microcosmi, macrocosmi e luce costituiscono il nucleo della ricerca artistica di Silvia Iorio, che intreccia arte, biologia molecolare e visione poetica in un percorso dedicato alla materia viva del vino, nonché alla sua dimensione più profonda e invisibile.
Molte le istituzioni, le aziende e i consorzi partner della manifestazione
Frutto della sinergia tra istituzioni, aziende e consorzi, avviata da Regione Lazio e Camera di Commercio Frosinone Latina, attraverso Arsial e Informare, l’iniziativa punta a promuovere il territorio, rafforzando l’identità del Lazio come destinazione enoturistica di eccellenza. Ideato dal giornalista Rocco Tolfa, l’evento è organizzato dalla Strada del Vino della provincia di Latina, dalla cooperativa Taste Roots e dall’Associazione Polygonal. La manifestazione si svolge in collaborazione con Regione Lazio, Arsial, Camera di Commercio Frosinone Latina, Azienda Speciale Informare, Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio – Abbazia di Fossanova, Priverno (Latina) e con la partnership del Comune di Priverno. Sono partner tecnici dell’evento anche Slow Food Lazio, l’Associazione Italiana Sommelier, Oltre Roma Wine Tour, Acqua Filette, Vivaio Aumenta e Federcampeggio. Main sponsor Banca di Credito Cooperativo di Roma. Media partner ufficiali della manifestazione saranno Rai Radio 2 e la rivista Camp.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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