Curiosità

Cous Cous Fest, otto Paesi in gara nel segno dell’incontro tra culture

A San Vito Lo Capo il Cous Cous Fest prosegue fino al 27 settembre con il Campionato del mondo di cous cous Bia. Otto squadre internazionali si confrontano ai fornelli, mentre la novità “Cous Cous Fest United” riunisce nello stesso team uno chef palestinese e una chef israeliana.

Il Cous Cous Fest continua ad animare San Vito Lo Capo fino al 27 settembre, confermandosi come uno degli appuntamenti internazionali dedicati al dialogo tra culture attraverso la cucina. Cuore della 29ª edizione è il Campionato del mondo di cous cous Bia, che vede in gara otto squadre: Algeria, Brasile, Francia, Italia, Marocco, Senegal, Spagna e Cous Cous Fest United. Proprio quest’ultima rappresenta una delle principali novità dell’edizione: a cucinare fianco a fianco sono lo chef palestinese Shady Hasbun e la chef israeliana Tze’ela Rubinstein, in linea con il messaggio di pace, incontro e condivisione sintetizzato dallo slogan “Make cous cous not war”.

Le squadre portano in gara interpretazioni molto diverse del cous cous, dalla tradizione nordafricana alle contaminazioni mediterranee e sudamericane. Tra le proposte figurano il cous cous nordestino brasiliano, una versione mediterranea con brodetto e gambero rosso, il cous cous senegalese a base di agnello e verdure e una ricetta spagnola legata alla storia dell’emigrazione valenciana in Algeria. L’Italia è rappresentata dallo chef sanvitese Enrico Figuccia, affiancato dai vincitori del Campionato italiano di cous cous Conad.

La giuria tecnica, composta da giornalisti, chef ed esperti, è guidata da Angelo Mellone, mentre anche il pubblico può partecipare attraverso la giuria popolare. Accanto alla competizione internazionale, restano protagoniste le Case del Cous Cous, allestite sulla spiaggia e dedicate a oltre 20 ricette differenti.

 

Tra le novità figurano l’acquisto dei ticket tramite l’App ufficiale del festival e il nuovo dessert MouScùs, realizzato con gelato al mou, crema inglese al cioccolato e cous cous all’arancia. Il festival conferma così la propria identità di manifestazione in cui gastronomia, contaminazione culturale e dialogo internazionale trovano nel cous cous un linguaggio comune.

 


Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.

Piero Rotolo

Direttore Responsabile vive a Castellammare del Golfo Trapani
Pulsante per tornare all'inizio