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Il principe William brinda con l’Amarone di Giancarlo Aneri

Il principe William brinda con l'Amarone di Giancarlo Aneri L'imprenditore veronese, re del marketing, già testimonial della casa spumantistica trentina Ferrari,

Il principe William brinda con l’Amarone di Giancarlo Aneri

L’imprenditore veronese Giancarlo Aneri si coccola l’Amarone della maison di famiglia

L’imprenditore veronese, re del marketing, già testimonial della casa spumantistica trentina Ferrari, ha omaggiato l’erede al trono, tifoso dell’Aston Villa, con una magnum del suo gioiello: l’Amarone annata 2015 con un’etichetta personalizzata a lui dedicata. Riavvolgiamo il nastro per raccontare la storia di questo straordinario uomo di pubbliche relazioni, l’incontro con il Drake, le amicizie altolocate e i vini serviti nei summit internazionali. L’ultimo sogno: una cantina in Trentino per produrre una bollicina esclusiva d’altissimo lignaggio.

La famiglia Aneri brinda con il Prosecco della casa al termine della vendemmia

Giancarlo Aneri, veronese di Legnago, conosciuto nel mondo come il “re del marketing”, famoso già negli anni Ottanta del secolo scorso quando come general manager e testimonial della maison spumantistica Ferrari riuscì a portare le bollicine trentine nei luoghi simbolo dello sport, della politica, della moda e del cinema, non finisce di stupire. Vulcanico uomo di pubbliche relazioni, lasciata Trento, ha deciso di affrontare una nuova sfida: creare una propria cantina a San Pietro in Cariano nel cuore della Valpolicella, luogo d’elezione di Sua Maestà l’Amarone.

Ed è proprio con una magnum di Amarone che Giancarlo Aneri nei giorni scorsi ha voluto festeggiare l’erede al trono del Regno Unito, il principe William, tifoso dell’Aston Villa vincitore dell’Europa League 2026, ripreso dalle tv internazionali mentre esultava sugli spalti del Besiktas Park di Istanbul dopo la vittoria sul Friburgo. Un successo per l’Aston Villa, club calcistico britannico con sede a Birmingham, arrivato dopo un lungo digiuno che durava dal 1982, anno del trionfo dei “Villans” in Coppa dei Campioni, nonchè anno di nascita del principe William.

Il suo Amarone lo avevano già degustato la regina Elisabetta e l’attuale re Carlo

Le etichette di Amarone Aneri, edizione limitata, firmate da Mimmo Paladino

Aneri ha regalato al principe William una magnum di Amarone della Valpolicella 2015 realizzata con un’etichetta personalizzata a lui dedicata che porta la scritta “Produzione esclusiva per Sua Altezza Reale, Principe di Galles” con la stampa dello stemma del club, la coppa e la data della finale, il 20 maggio 2026.

L’Amarone Aneri della Valpolicella non è una novità per la Casa Reale britannica dal momento che un’altra bottiglia della Cantina di San Pietro in Cariano, guidata da Giancarlo Aneri, era già stata donata da Papa Francesco a Re Carlo nella sua visita in Vaticano. Inoltre l’Amarone Aneri lo aveva degustato anche la Regina Elisabetta, come racconta Giancarlo Aneri nel libro “E’ una storia italiana, appunti di un lungo viaggio”.

Un racconto ricco di aneddoti e curiosità che hanno unito alcune delle più famose personalità del Pianeta attorno ad un calice dei suoi vini.

Giancarlo Aneri, straordinario uomo di pubbliche relazioni: l’incontro con il Drake

L’imprenditore veronese Giancarlo Aneri si coccola l’Amarone della maison di famiglia

L’Amarone della Valpolicella e il Prosecco di Aneri sono stati protagonisti più volte nei brindisi dei rappresentanti del potere, mentre molte altre magnum Aneri le ha inviate ai grandi della Terra: l’ultimo caso, il più recente, è la bottiglia di Amarone con l’etichetta disegnata dall’artista Mimmo Paladino, donata da Papa Leone XIV al presidente francese Emmanuel Macron.

Giancarlo Aneri, classe 1948, di Legnago (Verona), straordinario uomo di pubbliche relazioni, è conosciuto nel mondo del vino per aver fatto conoscere nella veste di testimonial e general manager le bollicine della casa spumantistica trentina Ferrari. Fu Aneri durante un incontro a Maranello a convincere Enzo Ferrari, il mitico Drake, a brindare alle vittorie del Cavallino Rampante sul podio della Formula 1 con lo spumante Ferrari e non con lo Champagne. E fu sempre Aneri ad aprire a Mosca, nel 1987, prima della caduta del muro, il primo ristorante straniero all’interno dell’hotel Mezhdunarodnaya: l’Hostaria Ferrari.

Il Giulio Ferrari al Lido di Parigi e nel 1982 a Madrid per i mondiali di calcio

Giancarlo Aneri con la moglie Valeria tra le barrique della cantina di San Pietro in Cariano (Valpolicella)

E fu sempre Giancarlo Aneri, assieme al presidente delle Cantine Ferrari Gino Lunelli, ad inserire uno spumante italiano, il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, nella carta vini del mitico cabaret parigino, il Lido de Paris, agli Champs Elysées, tempio da sempre riservato agli Champagne.

Altro colpo magistrale di Aneri, nel 1982, in occasione della finale del campionato mondiale di calcio a Madrid. Con la complicità di alcuni calciatori egli riuscì a introdurre sul campo alcune Magnum Ferrari per brindare alla vittoria della nostra Nazionale con Pertini (in tribuna), Bearzot, Zoff e tutti gli azzurri esultanti. Immagini trasmesse in mondovisione.

Ma famose sono le sue “incursioni” sempre con le magnum della maison spumantistica trentina alle cerimonie di premiazione degli Oscar a Los Angeles, al Festival di Cannes e alla Mostra del Cinema di Venezia. Non mancano le fotografie che lo vedono ritratto mentre brinda assieme a Ted Kennedy, a Gregory Peck, Roger Moore, Andy Warhol, Katharine Hepburn. Ed ancora con l’Avvocato Agnelli, con Craxi, con Draghi, con Prodi, con Rubbia, con Pavarotti, con Ottavio Missoni, con Roberto Bettega, con Gilles Villeneuve, con Flavio Briatore e con tanti altri “vip”.

Le amicizie altolocate e i vini serviti durante i summit internazionali

Giancarlo Aneri con la figlia Stella e gli chef Gordon Ramsey e Carlo Cracco

Lasciata la maison Ferrari, a fine anni Novanta, Giancarlo Aneri ritorna in Veneto per realizzare quello che era diventato il sogno giovanile: fondare una propria cantina.

Sogno che diventa realtà a San Pietro in Cariano nel cuore della Valpolicella.

E qui con l’abilità che gli è riconosciuta, grazie alle sue amicizie altolocate, dopo aver inseguito per anni i “vip”, li convince a brindare con i suoi vini: dapprima il Prosecco, il Pinot Bianco, il Pinot Nero e poi l’Amarone della Valpolicella firmato Aneri.

Vini serviti anche durante i summit internazionali sulle tavole dei personaggi più influenti del mondo della politica e durante le cerimonie di premiazione degli eventi mondani più glamour.

Con le sue esclusive bottiglie hanno brindato i Bush (padre e foglio), Clinton (con la moglie Hillary), la Tatcher, Obama, Putin, Trump, Papa Francesco. I suoi vini sono a bordo delle crociere MSC, sui treni Freccia Rossa e sui voli della Lufthansa.

L’ultimo sogno: una cantina in Trentino per produrre una bollicina esclusiva

Enzo Biagi, Indro Montanelli, Giancarlo Aneri e Giorgio Bocca

L’ultimo suo sogno (il primo amore evidentemente non si scorda mai) è l’acquisizione di una piccola cantina in Trentino per produrre un Trentodoc esclusivo, di altissimo lignaggio, come lo sono tutti i vini firmati Aneri, azienda che affiderà alle cure dei figli Alessandro e Stella, ai nipoti e alle nipotine.

C’è riuscito con il Prosecco e con l’Amarone, c’è riuscito con il caffè, con l’olio e con altri prodotti di nicchia del made in Italy, sicuramente ci riuscirà anche con le bollicine a marchio Trentodoc.

Dimenticavo: tra le mille iniziative del vulcanico “homme du monde” di Legnago, va ricordata un’altra sua creatura, cui tiene molto: il premio “ègiornalismo” fondato nel 1995 assieme ad Enzo Biagi, Giorgio Bocca e Indro Montanelli. Una sorta di premio Pulitzer italiano che ogni anno ha visto radunati all’Hotel Principe di Savoia di Milano direttori di giornali, editori e firme illustri del giornalismo per la consegna del prestigioso riconoscimento.


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