
NIN, la cucina che racconta il Garda
Tre nuovi percorsi degustazione dello chef Andrea De Lillo nello stellato ristorante di Brenzone
Sarebbe riduttivo parlare dello stellato ristorante NIN, a Brenzone sul Garda, illustrandone solo gli ottimi piatti. Prima di tutto è un’esperienza immersiva, lungo la costa degli ulivi, una delle zone più belle del lago di Garda, ai piedi del Monte Baldo.
Anche perché il ristorante si trova all’interno del Belfiore Park Hotel, 4 stelleS, spiaggetta privata, 32 raffinate e confortevoli camere che godono di un affaccio mozzafiato sul lago ed una vista indimenticabile del tramonto. In uno scenario naturale unico, tra lago e montagna, NIN si conferma come un luogo in cui la cucina diventa espressione del paesaggio.
Un viaggio di gusti e sapori che nasce dalla passione per il territorio e per i suoi prodotti di alta qualità legati alle stagioni. Il pesce del lago, le carni di allevamenti a filiera certifica del Monte Baldo, la selvaggina, le erbe aromatiche e i vegetali coltivati nelle serre, poco lontano dal ristorante, diventano ingredienti per cibi che catturano vista, olfatto e tatto. Sedersi ai tavoli del NIN (significa ragazzo in friulano) è un’esperienza coinvolgente. I piatti sono firmati dal “Nin” Andrea De Lillo, trentenne e talentuoso chef trentino, di Torbole del Garda.

La sua presenza segna l’inizio di un nuovo capitolo per il ristorante, tra continuità ed evoluzione, in cui ricerca, territorio e identità si fondono in una proposta sempre più essenziale e consapevole.
Con una formazione internazionale che include esperienze in ristoranti di fama mondiale come l’Osteria Francescana di Massimo Bottura, il Relæ di Christian Puglisi, Locanda Margon, De Lillo porta al NIN una proposta culinaria innovativa e sostenibile.
“Anche il ristorante gastronomico – afferma – deve essere un po’ influenzato dalle esperienze e dalle culture che si scoprono in giro, ma deve sempre rappresentare, alla massima potenza, quello che è il territorio circostante”. Nascono così cibi che raccontano la storia e la ricchezza del Garda. Per questo ogni piatto al NIN è una sintesi perfetta di tradizione, creatività e alta cucina, in un ambiente che unisce eleganza, natura e passione.
Con l’avvio della stagione estiva il NIN rinnova anche lo staff della sala con il nuovo maître Francesco Luchetti, classe 1981, affiancato dal nuovo sommelier Giuseppe Vitiello, classe 2001.
Un team giovane, motivato e capace che contribuisce a rafforzare l’esperienza complessiva del ristorante, attraverso un’accoglienza attenta e in sintonia con la filosofia della cucina.
Tre percorsi degustazione
NIN propone tre nuovi percorsi degustazione: “Lago”, “Memoria” e Nin” che spiegano la cucina di De Lillo da tre prospettive differenti. “La riapertura – sottolinea lo chef – rappresenta sempre un momento importante. Ci permette di riprendere il racconto da dove lo avevamo lasciato, ma con uno sguardo diverso, più consapevole. I nuovi percorsi nascono dall’esigenza di semplificare, di arrivare all’essenza del gusto e di rafforzare il legame con il territorio.”
“Percorso Lago” è un viaggio essenziale nelle acque del Garda. Protagonisti sono il pesce d’acqua dolce e i vegetali, in un racconto che segue le stagioni e il paesaggio. I piatti, dal Vialone nano con persico e foglie di fico al lavarello con verbena e tuberi, puntano tutto sulla purezza del gusto, lasciando spazio all’identità degli ingredienti.
“Percorso Memoria” riporta in tavola alcuni dei piatti più amati della scorsa stagione. Un modo per ripercorrere il lavoro fatto, tra ricerca e creatività, attraverso preparazioni che hanno segnato il percorso di NIN. Dal ceviche di siluro e coriandolo agli gnocchi di ortica con vino macerato, fino all’agnello con barbabietola e rafano, il menu si chiude con fragola, yogurt e basilico, in un finale fresco ed equilibrato.
Il “Percorso NIN” è l’esperienza più ampia e libera. Lago, montagna e orti del territorio si incontrano in un percorso che cambia con le stagioni e segue l’ispirazione della cucina.
Dai finferli con tartufo e acetosa all’anguilla con ribes e rosa, fino ai dessert, il racconto si sviluppa in modo spontaneo, lasciando all’ospite il piacere di affidarsi completamente alla visione del ristorante. Menu che sono un invito a vivere un’esperienza gastronomica autentica e in continua evoluzione, capace di raccontare il territorio con profondità, eleganza e visione.
Fra i piatti, tutti perfetti negli equilibri di gusti e sapori e nella cromaticità, il ramen sarda e quaglia, i delicati ravioli tinca e piselli. Da bis, l’armonioso insieme di radicchio, aceto balsamico e mascarpone, piacevole l’anatra, bietole, kimchi. Una sorpresa 6-9-16-24 e per finire il peccaminoso: sesamo, more e caviale.
Perfetto il percorso wine pairing, incentrato sulle escursioni termiche dei vini d’altura bianchi e rossi di grande freschezza, versalità e bevibilità. Non è raro trovare il pesce siluro fra i piatti. Andrea sa come pulirlo e lavorarlo al meglio.
“C’è un lato positivo – dice lo chef – in quanto il siluro non ha lische. Porzionalo è più semplice e ciò consente di ricavare filetti, tranci in base alle esigenze”. Andrea lo mette in cella a frollare, lo utilizza per salumi, tartare, salse e brodi. E a proposito di prodotti del territorio chiosa: “Il mio raggio d’azione è di circa 80 km quadrati intorno al Lago di Garda. La relazione più interessante che, da alcuni mesi, stiamo costruendo è quella con i pescatori locali”.
La perfetta ospitalità

Il Belfiore Park Hotel, con gli scenari mozzafiato, la perfetta ospitalità, frutto di una consolidata tradizione nell’hotellerie, che garantisce il relax ha molto da offrire ai turisti che scelgono Brenzone per periodi più o meno lunghi di vacanza, ma anche a quanti vogliono godersi il panorama gustando del buon cibo, aperitivi o i cocktail preparati con maestria e creatività da Alejandro Rodriguez. L’ospitalità, oltre al cibo, è il secondo cardine sul quale è incentrata la filosofia di Manuel Dalla Bona, titolare assieme a Massimiliano Consolini dell’hotel. Max è figlio d’arte.
Manuel arriva dalla sala, per lui il servizio è relazione, coccola, experience. La stella Michelin era un obiettivo per entrambi. Raggiunto, ora tutto il team punta al passo successivo.
Manuel, è schietto, diretto, immediato quando parla della cucina. Parole d’ordine qualità: carne Garronese Veneta allevata sul monte Baldo, le erbe raccolte nei boschi locali, i formaggi delle casere del Baldo, farine dei mulini di Caprino e di Storo. “Nei cibi – ama ripetere – si devono sempre trovare i sapori di casa”.
Manuel è un profondo conoscitore di Champagne, tanto che è diventato selezionatore. Un paio di volte all’anno si reca in terra francese per affinare la conoscenza.
Ristorante NIN, via Zanardelli 5, Brenzone (Vr)
Info@ristorantenin.it
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.








