I riflettori del mondo su Vinitaly
La parola d’ordine della kermesse veronese è rilanciare la sacra bevanda nonostante le difficoltà del momento tra guerre, crisi internazionali, dazi, nuovi modelli salutistici. A Verona presenza record di operatori da Stati Uniti, Canada, Messico, Cina, India, Giappone, Brasile. Guest star dell’edizione numero 58 di Vinitaly sarà Carlo Cracco che festeggerà la cucina italiana Patrimonio dell’Unesco.
La parola d’ordine è riscossa. Questo il “sentiment” che si respira tra gli operatori del pianeta vino alla vigilia di Vinitaly, il più importante evento del settore, che andrà in scena a Veronafiere dal 12 al 15 aprile.

“Dobbiamo rilanciare il vino italiano che, nonostante le difficoltà del momento, tiene botta in un contesto complicatissimo tra guerre, crisi internazionali, dazi, nuovi modelli salutistici e così via. Dopo il record di esportazioni di 8,1 miliardi di euro del 2024, l’anno scorso l’export ha subito una frenata fermandosi a 7,7 miliardi di euro. Una flesssione contenuta se paragonata alle cifre di altri Paesi concorrenti, Francia in primis.
La “mission” dell’edizione numero 59 di Vinitaly sarà quella di verificare lo stato di salute di un settore che tra valore alla produzione (14 miliardi di euro) e indotto (45 miliardi di euro) vale l’1,1% del Pil complessivo italiano. Cifre importanti, supportate da una realtà vitivinicola che abbraccia 670.000 ettari di vigneto, 530.000 imprese e 870.000 occupati diretti.
Previsti oltre 100 eventi ufficiali tra degustazioni, seminari e Masterclass
Quest’anno la kermesse veronese che guarda ai mercati e alle nuove tendenze con aree dedicate (da NoLo-Vinitaly Experience ad Xcellent Spirits, da Vinitaly Tourism a Vinitaly Bio, passando per iniziative consolidate fuori fiera come “Vinitaly and the city”), sarà animata da 4.000 aziende del made in Italy presenti nei 18 padiglioni della fiera e da un palinsesto di oltre 100 eventi ufficiali tra degustazioni, seminari e Masterclass con l’obiettivo primario di essere un polo di attrazione e connessione tra operatori globali.
Di anno in anno Vinitaly si conferma sempre più un hub di relazioni business sulle principali destinazioni storiche ed emergenti del vino italiano come si nota anche dai primi risultati della campagna di incoming Veronafiere e Ita-Italian trade Agency, che in questi giorni affronta lo sprint finale, con oltre 1.000 top buyer selezionati, invitati e ospitati congiuntamente dalla società fieristica e dell’Agenzia pubblica preposta alla promozione, e con operatori professionali esteri attesi da oltre 130 Paesi.
In fiera gli chef festeggeranno la cucina italiana Patrimonio Unesco
L’edizione numero 58 di Vinitaly, la più importante vetrina del vino italiano a livello mondiale, sarà la rappresentazione del vino italiano anche come simbolo del buon vivere all’italiana, amato nel mondo, e che quest’anno si rafforza ancora di più dopo il riconoscimento della cucina italiana consacrata Patrimonio dell’Unesco. Il prestigioso riconoscimento sarà celebrato in Fiera dalla ristorazione del BelPaese (stellata e non) con il “Ristorante Cracco” di Carlo Cracco nello spazio riservato alla Regione Emilia Romagna, con il ristorante “Piemonte Land”, protagonista lo chef Davide Palluda del Ristorane “All’Enoteca” di Canale d’Alba, o ancora con il Ristorante d’autore di Campagna Amica “La Casa della Cucina Italiana” nello stand della Coldiretti.
Presenza record di operatori da Usa, Canada, Cina, India, Giappone, Brasile
Quest’anno a Vinitaly è prevista la presenza record di operatori provenienti da 70 Paesi. Nell’area extra Ue, sarà presente una foltissima delegazione nordamericana (Usa e Canada) con l’exploit del contingente canadese (+31 top buyer sul 2025). Sempre in area extra Ue, è annunciato una folta presenza asiatica guidata Cina, India e Giappone con rappresenteze di operatori da Thailandia, Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine. Il Centroamerica sarà rappresentato dal Messico, il Sudameruca dal Brasile, una piazza tra le più dinamiche. In forte crescita anche gli operatori dell’Africa che quest’anno registra un perimetro di azione allargato a dieci Stati. Dentro i confini europei, Germania e Paesi nordici confermano la centralità del vino italiano nelle rispettive piazze. Completano la geografia diverse nazioni dell’Europa dell’Est.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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