Finché Google non ci separi dagli Influencer

Finché Google non ci separi dagli Influencer

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Succede spesso di vedere in giro vari influencer che con una foto fanno concorrenza a Handy Warlock.
Se mi accettate sono un sessantenne, condivido le deduzioni dei giornalisti di una certa età che si sono fatti con lo studio e la competenza e non si capacitano della realtà che vede ignoranti e anche incolti a fare lavori di concetto.

Purtroppo non vedo soluzioni al peggio che ancora deve arrivare. Finchè ai vari Google e a tutti  i social serve materiale inutile, ma con un flusso costante.

Saremo costretti a vedere questi impreparati, osannati da manager del mondo del vino, che con il telefonino fanno foto e prendono in prestito frasi fatte, e penso che il peggio debba ancora venire.
Tantissimi giornalisti del mondo eno-gastronomico si chiedono cosa sta succedendo, dopo una vita a prepararsi per un intervista, ora arrivano dei signor nessuno con un telefonino e pretendono di dettare legge. Alcuni comuni della Toscana pagano costoro per seguire i loro eventi.

Personalmente scelgo di leggere i colleghi che come me creano articoli, purtroppo chi legge Angelo Peretti o Carlo Macchi senza dimenticare Daniele Cernilli e altri bravi divulgatori, è di una certa età e aggiungo sa scegliere cosa leggere e cosa ascoltare.

Personalmente mi diletto a leggere articoli appaganti e seguo poco queste mode.

Ma una speranza forse c’è; vi racconto cosa mi è successo poche settimane fa. Stavo andando a un pranzo sui colli Euganei in auto con altri quattro amici, fuori dalla cerchia, uno fa il pescatore un altro l’autista, uno il barista e abbiamo cominciato a discutere su cosa bere con il maiale.

Parlando, dopo un po’ mi sono accorto che io parlavo e loro in religioso silenzio, addirittura l’autista ha abbassato la musica di sottofondo, per ascoltare meglio. Al che gli ho chiesto se ero troppo prolisso, ma unanimemente mi hanno chiesto di continuare a raccontare storie di vino, aggiungendo che era meglio che ascoltare la radio.

Forse la salvezza è fuori dai social, di quei manager ottusi che incantano le aziende e fanno spendere fior di quattrini per avere questi influencer de che? Forse cercare di sapere un po’ di più farebbe bene anche a queste persone!

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