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Cavit affronta con ottimismo le sfide future 

Cavit affronta con ottimismo le sfide future  La solidità patrimoniale raggiunta dal colosso cooperativo trentino e gli investimenti strategici

Cavit affronta con ottimismo le sfide future 

Il presidente della Cavit Lorenzo Libera con il direttore generale del Gruppo Enrico Zanoni

La solidità patrimoniale raggiunta dal colosso cooperativo trentino e gli investimenti strategici avviati nella spumantistica consentono di affrontare con fiducia le attuali difficoltà del mercato, la contrazione dei consumi e le incertezze geopolitiche internazionali.

Cavit, il colosso vitivinicolo trentino che riunisce 11 cantine sociali del territorio, collegate ad

oltre 5.250 viticoltori della provincia, nonostante la contrazione dei consumi e la fase interlocutoria del mercato, può guardare al futuro con giustificato ottimismo.

Con un’area vitata pari a oltre il 60% dell’intera superficie vitata trentina, il Gruppo Cavit si posiziona tra i principali protagonisti del settore in Italia ed eccelle sui mercati internazionali con una quota export che rappresenta il 75% dell’intera produzione. Negli Stati Uniti, in particolare, Cavit è il marchio di vino italiano più diffuso.  

Il fatturato consolidato del Gruppo sfiora quota 243 milioni di euro

Nei giorni scorsi l’Assemblea dei Soci del Gruppo Cavit  che comprende, oltre alla capogruppo Cavit, le controllate Cesarini Sforza SpA (100%), GLV Srl (80%) e Kessler Sekt & Co KG (50,10%), ha approvato il bilancio 2024/2025 (chiuso al 31 maggio 2025) con un fatturato consolidato di oltre 242,8 milioni di euro. L’anno si è caratterizzato per la finalizzazione di importanti operazioni strategiche e il mantenimento della solidità finanziaria in un panorama macroeconomico complesso, caratterizzato da incertezze geopolitiche, l’intensificarsi di politiche protezionistiche e un persistente rallentamento dei consumi nei mercati tradizionali.

Completata la dismissione definitiva di Casa Girelli

L’esercizio 2024/2025 ha visto la conclusione definitiva delle attività di Casa Girelli SpA, società

specializzata nel business delle private label per l’export, entrata nel Gruppo nel 2019. Dopo la

fusione per incorporazione finalizzata all’ottimizzazione della struttura societaria, il processo di

dismissione si è chiuso con la cessione del compendio industriale, salvaguardando integralmente

l’occupazione attraverso l’assorbimento delle maestranze e senza impatti sul patrimonio del

Gruppo. Questo riassetto strategico libera definitivamente il Gruppo dalle attività a bassa marginalità e

consente di concentrare tutte le risorse sul core business.

Soddisfazione per la remunerazione garantita ai Soci conferitori

L’intervento in assemblea di Lorenzo Libera, presidente della Cavit, il colosso cooperativo trentino

Elemento centrale del bilancio cooperativo è la soddisfacente remunerazione garantita ai Soci conferitori. In un contesto di mercato complesso e in continua evoluzione, il liquidato erogato è in linea con i valori e gli obiettivi degli anni precedenti, a conferma che l’esercizio ha generato un reddito adeguato anche in una congiuntura difficile.

“Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti in questo bilancio, che ha permesso al nostro Consorzio di generare un buon reddito e una remunerazione soddisfacente per i nostri Soci, nonostante le difficoltà strutturali del mercato globale” ha commentato Lorenzo Libera, presidente del Gruppo Cavit. “La coesione del nostro modello cooperativo si conferma l’asset più prezioso: undici cantine cooperative unite da valori condivisi e dall’obiettivo comune di tutelare il reddito di oltre 5.250 soci viticoltori. Il rafforzamento patrimoniale oltre i 123 milioni di euro dimostra che stiamo costruendo solidità e capacità di investimento per la costruzione di ulteriore valore per le generazioni future”.

Fatturato: 242,8 milioni di euro. Patrimonio netto consolidato: 123 milioni di euro

Il fatturato consolidato si attesta a 242,8 milioni di euro. La variazione negativa del 4,1% rispetto all’anno precedente è interamente attribuibile all’uscita definitiva di Casa Girelli dal perimetro di consolidamento. Confrontando il dato con l’esercizio 2019/2020 – base di riferimento pre-acquisizioni e pre-effetti pandemici – emerge una crescita media annua del +3%. Tale progressione organica, calcolata su un orizzonte quinquennale, testimonia lo sviluppo strutturale del Gruppo, al netto delle operazioni straordinarie di M&A e del successivo riassetto strategico culminato con la dismissione di Casa Girelli.

Il patrimonio netto consolidato supera i 123 milioni di euro, a conferma di un trend di crescita costante che rafforza la struttura finanziaria del Gruppo. Questa solidità patrimoniale rappresenta una garanzia concreta per assicurare le risorse necessarie per sostenere gli investimenti strategici e affrontare le sfide future.

Mercati e strategie commerciali negli Stati Uniti e in Europa

L’export continua a rappresentare il 75% del fatturato consolidato del Gruppo Cavit, da sempre contraddistinto da una forte vocazione internazionale. La presenza su tutti i principali mercati – Nord America, Europa, Asia, Medio Oriente e Africa – con strategie e portafoglio prodotti adattati alle specificità locali, conferma l’efficacia della strategia distributiva di lungo periodo basata sulla diversificazione geografica, che oggi rappresenta un elemento di resilienza in un contesto globale complesso.

Cavit si conferma primo operatore italiano nel mercato nordamericano, dove gli Stati Uniti rappresentano il principale sbocco commerciale. Qui Cavit mantiene la leadership nel segmento Pinot Grigio nonostante le complessità legate all’introduzione dei dazi, ai quali il Gruppo ha risposto con un approccio flessibile e diversificato, modulando strategie di prezzo e investimenti promozionali in collaborazione con importatori e distributori per preservare la competitività sul mercato americano.

In Europa, dove la presenza di Cavit è storica e capillare, Germania e Olanda continuano a rappresentare i mercati più strategici per il Gruppo. La Germania mostra segnali di recupero nella grande distribuzione, mentre in Olanda si registra una crescita moderata, ma costante. Il Regno Unito mantiene performance positive nel canale Horeca.

Nei mercati asiatici emergono opportunità interessanti per la spumantistica: Corea del Sud e Giappone mostrano un crescente apprezzamento per i Metodo Classico Trentodoc, mentre in Cina, nonostante la contrazione generale dei consumi, sono state avviate partnership promettenti con due compagnie aeree nazionali per la presenza dei vini Cavit a bordo.

Performance positive sul mercato italiano

Nel mercato italiano, Cavit registra performance positive trainate dal canale della grande distribuzione, dove le linee strategiche del Gruppo – in particolare Mastri Vernacoli – consolidano la propria performance, confermando l’efficacia di un posizionamento fondato sulla qualità accessibile. Nel canale Horeca il Gruppo mantiene un presidio qualitativo attraverso le linee premium Trentini e Bottega Vinai, declinando lo stesso principio in segmenti di prezzo superiori.

Spumantistica, un asset strategico in espansione

La spumantistica si conferma asset strategico per il Gruppo Cavit, con tutte le cantine del segmento in crescita: Altemasi, Cesarini Sforza e Kessler Sekt registrano risultati positivi. Ad Altemasi, marchio di eccellenza nel Trentodoc, è dedicato un importante piano di investimenti con l’avvio dei lavori per l’ampliamento della cantina con un investimento di 26 milioni di euro. L’intervento prevede l’aumento della capacità produttiva e di stoccaggio, ottimizzando al contempo l’efficienza logistica ed energetica dell’intero ciclo produttivo. Il completamento dell’opera è previsto nel biennio 2028-2029.

Innovazione agronomica, sostenibilità ambientale e assistenza tecnica

Sul fronte del portfolio prodotti, l’introduzione di Cum Vineis Sclavis Trentino Doc Schiava nella linea Trentini Premium risponde ai trend di consumo orientati verso vini più leggeri e immediati, valorizzando al contempo un vitigno autoctono della tradizione trentina. Sui mercati esteri, il Gruppo esplora inoltre le opportunità emergenti nel segmento low e zero alcohol, intercettando le preferenze salutistiche delle nuove generazioni di consumatori.

L’innovazione agronomica si concretizza attraverso lo sviluppo e l’uso consolidato della piattaforma tecnologica PICA, strumento digitale che supporta quotidianamente gli attori della filiera Cavit nella pianificazione e gestione delle operazioni in vigneto. 

Le collaborazioni con Fondazione Edmund Mach e Fondazione Bruno Kessler hanno portato allo sviluppo di progetti all’avanguardia, come i sistemi di intelligenza artificiale per il monitoraggio automatico degli insetti infestanti, l’utilizzo di droni per la valutazione dei danni da eventi climatici estremi e gli studi sull’ecosistema del vigneto per incrementare la biodiversità.

Il team agronomico Cavit fornisce assistenza tecnica costante in tutte le fasi della filiera, dalla vocazionalità dei terreni alla protezione dei vigneti. Questo supporto, in linea con l’adesione al Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI), conferma l’impegno verso pratiche agronomiche sostenibili e la riduzione dell’impatto ambientale lungo l’intera catena del valore.

L’esercizio 2024/2025, un punto di svolta per il Gruppo Cavit

Completata la dismissione delle attività non strategiche, il Gruppo può ora concentrare tutte le energie sul core business ad alto valore aggiunto. La solidità patrimoniale raggiunta e gli investimenti strategici avviati nella spumantistica pongono le basi per affrontare con fiducia le sfide future.

“Il bilancio appena approvato riflette la nostra capacità di generare un buon reddito anche in una situazione difficile”, conclude Enrico Zanoni, direttore generale del Gruppo Cavit. “Oggi, tuttavia, la sfida si sposta sul futuro. Il calo generalizzato dei consumi sta causando pressioni significative sui margini nel breve periodo. Di fronte alle avversità, la nostra risposta deve essere orientata a mantenere una visione di lungo periodo. Il successo dipenderà dal lavoro, dall’impegno e dalle scelte coraggiose che faremo. Solo attraverso determinazione e coesione potremo trasformare le difficoltà attuali in opportunità”.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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