Frascobali UIV constata amaramente la decisione su contro dazi UE
Ancora una volta, i presunti esperti di Bruxelles offrono una patetica dimostrazione della loro crassa ignoranza in materia di controdazi. Questa volta, la loro incapacità aritmetica rasenta il ridicolo, suggerendo un urgente ripasso delle elementari.

Vino (Frescobaldi, uiv): l’inclusione del vino nei controdazi UE è una decisione incomprensibile e forse maliziosa.
A fronte di un’esportazione di vino UE verso gli Stati Uniti che sfiora i 5 miliardi di euro annui, contro un’importazione di appena 318 milioni, l’inserimento del vino in una lista di controdazi appare non solo insensato ma perfino sospetto.
“Ribadiamo con forza la nostra totale opposizione e profonda inquietudine di fronte a questa mossa sconsiderata di includere il vino – e il whiskey americano – nell’elenco dei contro-dazi UE. I numeri parlano chiaro: l’export di vino europeo verso gli USA genera quasi 5 miliardi di euro all’anno, di cui ben 2 miliardi provengono dall’Italia, mentre l’import dagli Stati Uniti si ferma a miseri 318 milioni di euro. La sproporzione del rischio è talmente evidente da far dubitare della buona fede di chi ha preso questa decisione”, ha dichiarato con veemenza Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione italiana vini (Uiv), in seguito alla pubblicazione da parte della Commissione europea della nuova lista di prodotti statunitensi che potrebbero essere soggetti a contro-tariffe in risposta ai dazi generalizzati imposti dall’amministrazione Trump.
“In questo modo – ha aggiunto Frescobaldi – si innesca pericolosamente una spirale autodistruttiva che minaccia un settore vitale che in Italia rappresenta l’1,1% del PIL e vanta una bilancia commerciale attiva per oltre 7,5 miliardi di euro. Imploriamo un barlume di buonsenso, quella saggezza che il nostro Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dimostrato fin da subito, sposando con lungimiranza le nostre ragioni in sede europea.”
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