VinoVip 2026, Cortina d’Ampezzo caput mundi
“Civiltà del Bere” ha riunito nella “Perla delle Dolomiti”, patrimonio dell’Unesco, il Gotha del settore enoico: i pionieri Piero Antinori, Sandro Boscaini, Angelo Gaja e Fausto Maculan. I talk show con focus sul Prosecco e sulle diverse interpretazioni del Pinot. Il confronto sulle sfide che attendono il vino italiano. Allo Chalet “Le Tofane” il Grand Tasting protagoniste 54 aziende del BelPaese.
Se Aspen, località del Colorado a 2.400 metri, paradiso degli sport invernali sulle Montagne Rocciose, è considerata la prestigiosa location di uno degli eventi enogastronomici più attesi degli Stati Uniti che ogni anno richiama professionisti del settore, giornalisti e appassionati da tutto il mondo, Cortina d’Ampezzo risponde con “VinoVip”, il summit biennale, altrettanto prestigioso, ad alta quota, organizzato della storica rivista “Civiltà del bere”, guidata da Alessandro Torcoli.
In questi giorni Cortina d’Ampezzo, la “Perla delle Dolomiti”, meta per eccellenza delle vacanze in Italia tra le Tofane, le vette più belle d’Europa, Patrimonio Unesco, ospita il “Gotha” del settore enoico, dalle sue voci più autorevoli, come Piero Antinori, Angelo Gaja, Sandro Boscaini e Fausto Maculan, alle denominazioni più famose ed amate nel mondo, come il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e il Collio, dai vini e vitigni del momento, come le diverse dclinazioni del Pinot, ad una cinquantina di aziende di fama internazionale.
Con 30 anni di esperienza alle spalle e un ruolo consolidato tra gli appuntamenti più autorevoli del vino italiano “VinoVip” Cortina celebra nel 2026 il suo grande anniversario sulle Dolomiti ampezzane con due giornate dedicate al meglio dell’enologia. Pochi mesi dopo i Giochi Olimpici Invernali, Cortina d’Ampezzo torna quindi al centro della scena, questa volta come “caput mundi” del vino made in Italy.
Il confronto sulle sfide e sulle opportunità che attendono il vino italiano

Un successo la 15ª edizione del summit biennale che riunisce a Cortina alcune tra le Cantine più prestigiose e rappresentative del panorama enoico nazionale. Ideato nel 1997, “VinoVip” Cortina è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento per produttori, giornalisti, buyer, distributori, sommelier e appassionati, grazie a una formula che combina approfondimento, degustazioni di alto livello e networking qualificato. Anche quest’anno il programma alternerà momenti di confronto e assaggio con uno sguardo rivolto alle sfide e alle opportunità che attendono il vino italiano.
Il momento inaugurale della manifestazione il talk show “I tenori del vino italiano” si è svolto presso l’Alexander Girardi Hall di Cortina d’Ampezzo. Condotto dal direttore di Civiltà del bere Alessandro Torcoli, l’incontro ha visto come protagonisti quattro figure leggendarie che hanno scritto la storia del vino per un dibattito che offrirà un’analisi lucida sulle tappe del successo del vino italiano, sull’evoluzione dei mercati globali e sulle sfide future, distinguendo tra i punti fermi della qualità e le mode passeggere.
I pionieri: Piero Antinori, Sandro Boscaini, Angelo Gaja e Fausto Maculan

Quattro sono i tenori del vino italiano, veri e propri pionieri che hanno trasformato il settore: Angelo Gaja, il rivoluzionario del Piemonte che, entrato giovanissimo nell’azienda di famiglia fondata nel 1859, ha introdotto tecniche di vinificazione innovative che lo hanno consacrato come re indiscusso del Barbaresco, espandendo poi il successo anche a Montalcino e Bolgheri;
Piero Antinori, guida storica della Marchesi Antinori, che rappresenta una dinastia unita da oltre seicento anni di storia, a cui si deve la celebre “revisione del Chianti” e l’intuizione che portò alla nascita del Tignanello nel 1971, posizionando l’azienda come riferimento mondiale della qualità;
Sandro Boscaini, noto come “Mister Amarone”, alla guida di Masi Agricola dal 1978, che ha saputo internazionalizzare la Valpolicella unendo una visione commerciale strategica alla valorizzazione culturale del territorio delle Venezie; Fausto Maculan, il pioniere istrionico di Breganze che fin dagli anni ’80 ha guidato una rivoluzione nella propria Cantina studiando i modelli esteri e sperimentando senza sosta, la cui personalità trascinante e i vini d’eccellenza lo hanno portato a confrontarsi con i più grandi nomi della critica e della ristorazione, rendendo la sua vita un affascinante spaccato della storia del gusto degli ultimi cinquant’anni.
La consegna del Premio Khail intitolato al fondatore di “Civilità del Bere”

Durante il talk show si è parlato dell’evoluzione del comparto e dei mercati, dei punti fermi e delle mode destinate a passare. Al termine è stato consegnato il Premio Khail 2026, il riconoscimento intitolato al fondatore di Civiltà del bere e destinato a una personalità che si è distinta nella valorizzazione del vino italiano a livello internazionale. Nelle precedenti edizioni il premio è stato assegnato a figure di riferimento del settore come Marina Cvetic, Attilio Scienza e Luigi Moio.
La manifestazione proseguirà oggi, lunedì 13 dalle ore 17 alle 19 con un focus sul Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg: sul palco dell’Alexander Hall il direttore di Civiltà del bere e il direttore del Consorzio di tutela Diego Tomasi faranno il punto sulle ultime novità della denominazione. A seguire, una degustazione nel foyer permetterà di apprezzare un’ampia selezione di etichette Docg.
Il tasting dedicato alle tre espressioni del Pinot: Bianco, Grigio e Nero
Sempre oggi, lunedì 13 luglio, all’Hotel de la Poste, si parlerà dei “Tre volti del Pinot e delle loro espressioni”, con un walk-around tasting dedicato a Pinot Bianco, Grigio e Nero che offrirà lo spunto per ricordare come da una stessa famiglia di vitigni si siano sviluppati filoni stilistici diversi e di straordinario successo. Con particolare attenzione per il Pinot Bianco, protagonista della più recente monografia di “Civiltà del Bere”, che raggiungerà nel tempo lo standing dei cugini francesi specialmente ora che la tendenza del gusto è rivolta all’eleganza, alla delicatezza e alla mineralità.
Nel pomeriggio, il summit vivrà, infine, il suo momento più atteso con il Grand Tasting presso Chalet Tofane, dove 54 aziende, selezionate come leader di territorio, presenteranno le loro etichette più rappresentative in un grande banco d’assaggio panoramico, offrendo un’opportunità unica di confronto diretto con i produttori e confermando VinoVip Cortina come un osservatorio privilegiato sul meglio dell’enologia nazionale.
VinoVip Cortina 2026: tutti i protagonisti della 15° edizione
Marilisa Allegrini • Andreola • Marchesi Antinori • Argiolas • Banfi • Berlucchi Franciacorta • Bortolomiol • Le Caniette • Castello di Querceto • Cesarini Sforza • Cleto Chiarli • Colli Ripani • Il Colombaio di Santa Chiara • Costa Arènte • Marco Felluga – Russiz Superiore • Fèlsina • Tenute Folonari • Fontanafredda • Fonzone • Nino Franco • Gabe Tenute • Isole e Olena • Kettmeir • Lamole di Lamole • Cantine Lvnae • Maculan • Le Manzane • Masciarelli • Masi Agricola • Mezzacorona • Monte Zovo • Pasqua Vini • Pio Cesare • Planeta • PuntoZero • Rottensteiner • Ruggeri • Tenuta San Guido • Tenuta Sant’Antonio • Sartori di Verona • Tedeschi • Cantina Terlano • Terra Moretti • Tinazzi • Tommasi • Cantina Tramin • Umani Ronchi • Varvaglione 1921 • Velenosi • Villa Bogdano 1880 • Villa Sandi • Vite Colte • Zorzettig • Spirits: Castagner.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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