
Quale futuro per la grappa?
Alessandro Marzadro, presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, sostiene che il distillato simbolo del Made in Italy può crescere se riesce ad interpretare l’evoluzione culturale dei consumi. Più qualità, meno quantità, il Trentino laboratorio privilegiato di questa evoluzione. La carta vincente sarà la valorizzazione del territorio legata all’enoturismo.
Quale futuro per la Grappa italiana alla luce dell’andamento dei mercati e dell’evoluzione dei consumi? Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Marzadro che abbiamo incontrato ieri l’altro a Bolzano in occasione della presentazione dell’Amaro dolomitico Re Laurino. Il presidente dell’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino, organismo tra i primi in Italia ad essersi dotato di un Istituto di tutela già negli anni Sessanta, ha commentato i dati presentati in occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione nazionale Industriali di alcoli ed acquaviti. Dati che fotografano con chiarezza il cambiamento in atto nel mercato degli spirits. È un passaggio che riguarda da vicino anche la Grappa del Trentino IG, chiamata oggi ad interpretare una domanda più selettiva, più consapevole e sempre più orientata alla qualità dell’esperienza.
Oggi il consumatore, oltre alla qualità, cerca delle motivazioni culturali

“Dall’80ª Assemblea Assodistil – ha dichiarato Alessandro Marzadro – è emerso con chiarezza un messaggio che consideriamo decisivo anche per il nostro settore: oggi si beve meno, ma meglio. Questo significa che la grappa deve saper parlare a un consumatore che cerca autenticità, qualità e contenuto culturale, non soltanto un prodotto da consumare a fine pasto. Per noi è una conferma importante, perché la Grappa del Trentino nasce proprio dall’incontro fra materia prima, competenza distillatoria e identità del territorio.”
I numeri presentati da Nomisma e dall’Osservatorio Distillati di Format Research confermano che il calo dei volumi non coincide con una perdita di interesse verso il comparto. Al contrario, prende forza un modello di consumo in cui il valore percepito conta più della quantità: occasioni meno frequenti, ma più qualificate, acquisti più ragionati, ma orientati a prodotti capaci di raccontare identità, origine e cultura. In questo scenario la grappa ha tutte le carte per rafforzare il proprio ruolo, superando definitivamente una lettura che la confinava al solo fine pasto.
La carta vincente sarà la valorizzazione del territorio legata all’enoturismo

Le tendenze emerse dall’Assemblea indicano con precisione anche la direzione di sviluppo. La crescita passa dalla capacità di proporre la grappa come esperienza contemporanea: un distillato che vive nella degustazione di qualità, nella valorizzazione del territorio, nei percorsi di visita e scoperta legati al turismo, ma anche nei linguaggi più nuovi della mixology, che consentono di intercettare pubblici diversi e occasioni di consumo più ampie. È su questo terreno che si gioca una parte importante del futuro del prodotto, sia sul mercato interno sia, soprattutto, sui mercati internazionali.
In questo percorso il Trentino rappresenta un habitat ideale. Qui la grappa può contare su una tradizione produttiva riconosciuta, su un forte legame con la montagna e con la filiera vitivinicola, su una cultura dell’accoglienza che rende naturale l’incontro fra prodotto, paesaggio e racconto. È un contesto che favorisce un posizionamento evoluto della grappa, capace di tenere insieme artigianalità, reputazione, innovazione e attrattività turistica.
Più qualità, meno quantità, il Trentino laboratorio privilegiato di questa evoluzione

“Se il mercato premia il better, not more (meglio, non di più), una filosofia di vita e di business che sposta l’attenzione dalla quantità alla qualità – ha aggiunto Alessandro Marzadro – allora la grappa ha l’opportunità di affermarsi ancora di più come simbolo di eccellenza italiana. Dobbiamo investire nel racconto del territorio, nell’innovazione dei linguaggi di consumo, dalla mixology all’enoturismo, e nella presenza sui mercati esteri, dove c’è spazio per prodotti identitari e ad alto valore aggiunto. Il Trentino, per storia, competenze e vocazione, può essere un laboratorio privilegiato di questa evoluzione.”
Il potenziale di crescita si concentra sempre più fuori dai confini nazionali
I dati sull’export e sulla diversificazione dei mercati confermano infatti che il potenziale di crescita si concentra sempre di più fuori dai confini nazionali. In una fase di rallentamento complessivo dei consumi, la
competitività si costruisce attraverso valore, riconoscibilità e capacità di differenziazione.

Per la grappa questo significa rafforzare il proprio posizionamento come distillato premium, profondamente radicato nel territorio, ma perfettamente in grado di dialogare con il gusto internazionale contemporaneo.
L’Istituto Tutela Grappa del Trentino ribadisce quindi l’importanza di accompagnare questa trasformazione investendo nella qualità percepita e reale del prodotto, nella promozione del territorio e nell’apertura verso nuovi contesti di consumo.
È in questo equilibrio fra tradizione e innovazione che la grappa può trovare nuovo slancio e consolidare il proprio ruolo nel panorama degli “spirits” di qualità.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.








