Tribuna

Sempre più aziende vinicole ricorrono al ‘pegno rotativo’

Il ‘pegno rotativo’ sui prodotti agricoli e alimentari a DOP e IGP, inserito nel Decreto Cura Italia del 29 agosto 2020, è stato prontamente utilizzato dalle aziende per sopperire ad eventi debitori a fronte di finanziamenti bancari richiesti per il proprio sostegno imprenditoriale.

Il ‘pegno rotativo’ è già descritto nel codice civile come “garanzia dell’obbligazione dal debitore o da un terzo per il debitore”.

Possono essere dati in pegno i beni mobili, e in particolare, nel caso dei prodotti alimentari, ad esempio le forme di formaggi e i prosciutti, che – trasformati in denaro – costituiscono un loro valore di prezzo.

Già alcuni Istituti di Credito e Cooperative Bancarie hanno emesso finanziamenti che utilizzano questa norma, attraverso accordi bilaterali con le aziende alimentari e agricole.

Così, per sostenere il settore del vino dopo un anno di grave crisi a causa dell’epidemia da coronavirus, Federdoc e Valoritalia si sono accordati a favore delle imprese appartenenti alla filiera vitivinicola.

Hanno sottoscritto concertazioni basate sull’utilizzo del Pegno Rotativo sulle scorte, convertendole in garanzie utili all’ottenimento di linee di credito.

Questo strumento consente alle aziende di trasformare il vino in giacenza in liquidità economica e nello stesso tempo di valorizzare il vino in affinamento nelle cantine.

I finanziamenti avranno, infatti, una durata commisurata agli anni di invecchiamento del prodotto oggetto di pegno.

Federdoc da oltre 40 anni rappresenta i consorzi di tutela vitivinicoli, sostenendo e promuovendo ogni iniziativa tesa a favorire lo sviluppo del settore.
Valoritalia è ente italiano preposto – su incarico del Ministero delle politiche agricole, forestali e ambientali – alla certificazione dei vini a denominazione di origine e a indicazione geografica.

Tutte le parti in causa concordano che dare vita a questi accordi significa mettere insieme consorzi, realtà del settore, istituzioni e credito, per offrire concreto sostegno alla ripartenza delle eccellenze italiane.

Anche noi ci dobbiamo augurare che questo strumento diventi una modalità di sostegno alle imprese del settore agricolo e alimentare, perché possano continuare a promuovere le nostre eccellenze, senza dover soccombere alla concorrenza estera.

Ma auspichiamo soprattutto che le stesse aziende crescano tanto da poter riscattare il bene impegnato.

Maura Sacher

 


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