
Sarà Montreux, in Svizzera, ad accogliere l’VIII Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna, promosso dal CERVIM con il patrocinio dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin. Dal 6 all’8 maggio oltre 110 esperti provenienti da 12 Paesi si confronteranno sul futuro della viticoltura eroica, sempre più centrale nel dibattito agricolo e ambientale internazionale.
Il congresso, per la prima volta organizzato in Svizzera e trasmesso anche online, metterà al centro il tema Heroic vineyards serving worldwide viticulture, evidenziando il ruolo strategico delle aree viticole montane, terrazzate e in forte pendenza nella tutela del paesaggio, della biodiversità e delle economie locali. Tra i principali temi affrontati: sostenibilità economica, gestione delle risorse idriche, innovazione tecnologica e impatto del cambiamento climatico. Le sessioni scientifiche saranno affiancate da visite tecniche nei vigneti di Lavaux, patrimonio UNESCO, oltre che nelle aree viticole di Chablais e Vallese.

“La viticoltura di montagna rappresenta un modello concreto per affrontare le sfide ambientali e sociali dei territori fragili”, sottolinea Nicola Abbrescia, presidente del CERVIM, evidenziando la necessità di rafforzare il dialogo tra ricerca, istituzioni e produttori. Particolarmente attesa la tavola rotonda dedicata alla strategia politica europea della viticoltura eroica, che vedrà il confronto tra rappresentanti istituzionali, tecnici e accademici sul futuro normativo del comparto e sulle opportunità legate al Pacchetto Vino europeo. Fondato nel 1987 in Valle d’Aosta, il CERVIM continua così a svolgere un ruolo centrale nella tutela e valorizzazione della viticoltura eroica, patrimonio agricolo e culturale che oggi assume un significato sempre più strategico per il futuro del vino mondiale.
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