Le etichette parlanti di Bulichella

Le etichette parlanti di Bulichella

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Quanto sono importanti le etichette per raccontare la storia di un’azienda? Moltissimo,come ha ben compreso  l’azienda Bulichella  di Suvereto in Toscana che ha deciso di rinnovarsi facendo raccontare la propria storia alle etichette dei suoi vini.

Partito dal Giappone con la sua moto per fare il giro del mondo il signor Hideyuki Miyakawa arrivò in Italia in occasione delle Olimpiadi del 1960. Aveva 22 anni e faceva il reporter per una rivista giapponese.

Durante un viaggio a Torino, in occasione del salone dell’automobile, incontrò Maria Luisa Bassano, giovane studentessa in procinto di partire per il Giappone per un anno di studio. Dopo qualche tempo lui la raggiunse e, nel 1962, si sposarono. A Torino  Hideyuki iniziò a lavorare insieme a Giugiaro e Mantovani, dando vita l’Ital Design. Nel 1992 Hideyuki e Marisa si trasferiscono definitivamente in Toscana alla Bulichella.

Questa è la storia che oggi i premiati vini Bulichella raccontano anche attraverso le nuove etichette prima tappa di un rinnovamento, che proseguirà per tutto il 2018.  Un progetto che si è trasformato nel tempo ma che non ha mai ceduto il passo all’idea iniziale basata sul rispetto della terra, delle coltivazioni e delle persone. Infatti Bulichella è azienda è la prima azienda biologica nata in Toscana nel lontano 1983.

Sera, Tuscanio e Rubino sono i tre vini rivestiti di una nuova etichetta che l’azienda ha scelto di presentare in anteprima al Vinitaly 2018 alla presenza di molti membri della famiglia.

Nate dalla collaborazione progettuale tra Miyakawa Hideyuki e i figli  le etichette offrono un “racconto visivo” dell’azienda intesa nella sua essenza principale, la famiglia, ma anche del territorio che l’ha accolta e di cui ora si sente parte integrante. Realizzate da un team giovane composto dallo scenografo Francesco Sala,  Orso Miyakawa e Nicolò Miyakawa le tre etichette sono realizzate con  tecnica mista e possono essere definite “etichette parlanti”.

Sol Sera è il nuovo nome del rosato Afrodite la cui etichetta rinnovata racconta la favola di Esopo con tutti i suoi risvolti psicologici. Presenza immancabile il cane, simbolo di fedeltà e un cappello, quello di Napoleone, che da l’avvio ad un’altra storia che sarà ampiamente raccontata in un’etichetta di prossima uscita. Le immagini degli animali si riflettono in un lago, quello realmente presente nella tenuta, circondato dalle vigne dove si svolge la scena del racconto. Il sole del tramonto sembra illuminare l’immagine e, anche se non si vede, pare stendere un velo rosato come questo Sol Sera Igt Costa Toscana Rosato 100% Syrah.

La nuova etichetta del Tuscanio  bianco si apre sul paesaggio di colline coltivate in una notte dove la luna domina sulle morbide nuvole che ricordano la vicinanza del mare. Due cinghiali dalla sommità di una collina entrano nel racconto senza ruvidezza: i due animali, seduti,  sembrano immersi in quel panorama che esprime pace e serenità. Il grande e il piccolo si guardano e attraverso quello sguardo sembrano passarsi un mondo di saperi: uno scambio di consegne tra chi la vita l’ha vissuta e chi deve ancora percorrerla.

Rubino è il vino storico di Bulichella e la sua etichetta racconta la famiglia. I fondatori Maria Luisa Bassano e Hideyuki Miyakawa e i loro sette figli assumo qui le sembianze dell’animale più rappresentativo di questa parte di territorio toscano: il cinghiale. Davanti a loro il cancello della tenuta, il filare di cipressi che parla inconfondibilmente di Toscana e i vigneti tutto intorno.

Roberta Capanni

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