In passerella i vini-icona del Trentino Alto Adige
Sabato 11 aprile alle Gallerie Mercatali di Verona l’anteprima di Vinitaly con l’evento esclusivo ad invito di “Opera Wine”: le 150 etichette simbolo del Made in Italy selezionate dalla rivista americana Wine Spectator.
Otto le aziende del Trentino Alto Adige: Ferrari, San Leonardo, Maso Martis, Tenute Lunelli, Elena Walch, Hofstätter, Terlano e San Michele Appiano.
Anche quest’anno, come da tradizione, Vinitaly, la più importante fiera internazionale del vino, avrà un’anteprima prestigiosa sabato 11 aprile alle Gallerie Mercatali di Verona con l’evento esclusivo ad invito di “Opera Wine”, la passerella delle 150 etichette-icona del Made in Italy selezionate dalla rivista americana Wine Spectator.

L’edizione 2026 di Opera Wine è dedicata a cinque grandi interpreti di epoche diverse del vino italiano, accomunati dallo stesso ruolo di custodi e innovatori di un’eccellenza senza tempo.
Sono il genio italiano per antonomasia, Leonardo da Vinci, che tra l’altro era anche produttore di vino, Camillo Benso conte di Cavour, primo presidente del Consiglio dell’Italia unita, tra i grandi protagonisti del Risorgimento nonchè nume tutelare del Barolo, la Marchesa Giulia Colbert Falletti, cui si deve il rilancio del Barolo moderno, la cui storia è custodita dalla Marchesi di Barolo (guidata dalla famiglia Abbona).
Le mitiche figure di Giacomo Tachis e Mario Incisa della Rocchetta (Sassicaia)

Gli altri due nomi che hanno segnato la storia più recente del vino italiano sono Mario Incisa della Rocchetta e Giacomo Tachis, insieme creatori di uno dei miti del vino italiano, come il Sassicaia della Tenuta San Guido,
con lo stesso Tachis divenuto poi uno degli enologi italiani più famosi di sempre, che ha “firmato” dei vini italiani straordinari che hanno fatto epocala.
Ad esempio – per citarne alcuni – il Tignanello di Antinori, il Terre Brune di Cantina di Santadi, il Turriga di Argiolas, il Pelago di Umani Ronchi e il San Leonardo della Tenuta San Leonardo dei marchesi Guerrieri Gonzaga.
Centocinquanta le etichette selezionate dalla rivista “Wine Spectator”
A questi cinque grandi personaggi è dedicata l’edizione 2026 di “OperaWine”, la prestigiosa degustazione prologo di Vinitaly, dedicata alle aziende portabandiera del made in Italy enologico negli Stat

es, selezionate dalla celebre rivista americana Wine Spectator” per Veronafiere alla vigilia della più importante fiera del vino italiano (12-15 aprile).
Centocinquanta sono le etichette selezionate da Wine Spectator che sfileranno in passerella alle Gallerie Mercatali suddivise per categorie: “Legacy Icons” (31 cantine presenti in tutte le edizioni, produttori che, grazie ad una costante attenzione all’eccellenza qualitativa dei loro prodotti, hanno avuto un impatto storico sul vino italiano), “Classics” (69 produttori leader nelle loro regioni, con un curriculum qualitativo importante) e “New Voices” (50 cantine fondate a partire dal 1990, selezionate per la loro capacità di garantire qualità, innovazione e una continua evoluzione del vino italiano).
Ferrari, San Leonardo, Elena Walch, Hofstätter, Terlano, San Michele Appiano

Il Trentino Alto Adige sarà rappresentato da otto aziende. Nella sezione “Legacy Icons” dalla maison spumantistica trentina Cantine Ferrari di Ravina con il Trentodoc Riserva Lunelli Extra Brut 2004. Nella sezione “Classics” dalla Tenuta San Leonardo dei marchesi Guerrieri Gonzaga con il Vigneti delle Dolomiti San Leonardo 2015, da Elena Walch con l’Alto Adige Bianco Grande Cuvée Beyond The Clouds 2022, da Hofstätter con l’Alto Adige Gewürztraminer Vigna Kolbenhof 2022, dalla Cantina Terlano con l’Alto Adige Sauvignon terlano Quarz 2016 e dalla Cantina San Michele Appiano con l’Alto Adige Sauvignon Sanct Valentin 2016.
L’esordio di Maso Martis e delle Tenute Lunelli con il Sagrantino Carapace

Tra le “New Voices” Opera Wine saluta l’ingresso della casa spumantistica di Martignano Maso Martis con il Trentodoc Madame Martis Rare Vintage Riserva 2015 e delle Tenute Lunelli con il Sagrantino di Montefalco Carapace 2016.
Un traguardo quello decretato da Wine Spectator che corona una serie di prestigiosi riconoscimenti per il Carapace biologico della Tenuta Lunelli di Bevagna premiato dal Gambero con i Tre Bicchieri e con il punteggio oltremodo lusinghiero di 97 centesimi dalla rivista inglese Decanter che ha definito il Carapace 2016 un vino “eccezionale”.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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