Il mondo del vino s’inchina a Cristina Mercuri

Nata e cresciuta in Toscana e da 20 anni residente a Milano, è la prima donna italiana che ha conseguito il titolo di “Master of Wine“, una delle lauree più prestigiose. Appassionata di vini, ha applicato al mondo enologico il rigore analitico, il metodo e la disciplina maturati nella professione legale come avvocato e consulente aziendale.
L’Italia brinda e festeggia Cristina Mercuri, la prima donna italiana che ha conseguito il titolo di “Master of Wine”, una delle lauree più prestigiose del panorama enologico internazionale. Un traguardo che arriva dopo anni di studio, esami e prove pratiche e che segna un passaggio simbolico anche per il comparto, ancora oggi – purtroppo – segnato da forti squilibri di genere. Un riconoscimento che certifica competenza tecnica, cultura accademica e capacità di leadership. Il nome di Cristina Mercuri si aggiunge così agli altri tre “Master of Wine” italiani che vantano lo stesso titolo: Andrea Lonardi, Gabriele Gorelli e Pietro Russo.
La carriera di avvocato, le consulenze aziendali, la passione per il vino

Nata e cresciuta in Toscana e residente a Milano da vent’anni, Cristina Mercuri (già wine editor per Forbes Italia e giudice internazionale per Decanter), è founder e Ceo di Mercuri Wine Club, la società di consulenza strategica e academy di formazione che supporta aziende e professionisti nello sviluppo di posizionamento, comunicazione e cultura del vino, integrando canali tradizionali e digitali.
Prima del vino, ha intrapreso una carriera come avvocata in studi legali internazionali, occupandosi di fusioni, acquisizioni e proprietà intellettuale. Nel 2015 ha scelto di cambiare percorso professionale, applicando al mondo enologico lo stesso rigore analitico, metodo e disciplina maturati nella professione legale. In meno di dieci anni ha costruito un profilo di riferimento nel settore, fino a conseguire il titolo prestigioso di “Master of Wine”.
“E’ stato un percorso durissimo, di studio quotidiano e senza scorciatoie”

“È stato un percorso durissimo, fatto di studio quotidiano e senza scorciatoie. Mi ha insegnato metodo, umiltà e una dedizione totale al lavoro” ha confessato visibilmente emozionata Cristina Mercuri che ha conseguito il titolo con una tesi finale sul tema “Wine, Women and Fascism: A Visual Analysis of the Representation of Women in Propaganda in Enotria (1922 -1942)”. Uno studio che ha applicato strumenti di semiotica visiva all’analisi delle copertine illustrate di Enotria, prima rivista italiana specializzata sul vino.

Lo studio evidenzia come la rappresentazione femminile sia stata utilizzata in chiave propagandistica e offre oggi una riflessione attuale sulla comunicazione del vino, chiamata ad andare oltre il prodotto e a interrogarsi su linguaggi, stereotipi e modelli culturali, con particolare attenzione al ruolo delle donne nel settore.
Un tema che va di pari passo con uno degli aspetti del suo impegno professionale, visto che promuove programmi di borse di studio e percorsi formativi dedicati a giovani professionisti e donne, con l’obiettivo di rendere il settore più inclusivo e meritocratico. “Perché il vino italiano non è solo da raccontare – questa la sua riflessione – ma è da far vivere, con parole nuove e con uno sguardo finalmente libero.”
Quell’incontro a Nalles alla scoperta del NaMa, lo Chablis altoatesino
Ho avuto il piacere di conoscre Cristina Mercuri in più occasioni a Vinitaly e al Merano WineFestival. Nel novembre scorso, in occasione di una Masterclass dedicata al NaMa, uno dei vini-icona della cantina Nals Margreid, ha accompagnato un gruppo di giornalisti in un viaggio affascinante alla scoperta di questo gioiello altoatesino raccontando le sfumature di ogni annata: l’equilibrio del 2016, la struttura del 2018, la freschezza e verticalità del 2019, l’armonia del 2020, la tensione acida del 2021 e l’intensità minerale del 2022.
Cristina Mercuri ha esplorato i profumi, la mineralità, la complessità di questo vino che non ha nulla da invidiare ai grandi Chablis della Borgogna, esaltandone l’evoluzione nel tempo. Chapeau!
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE )
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