Black Friday, la corsa all’acquisto

Black Friday, la corsa all’acquisto

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«Black Friday», il giorno degli sconti, degli affari imperdibili, la frenetica corsa agli acquisti di offerte in vari settori merceologici, dall’abbigliamento agli elettrodomestici, e specialmente ai tecnologici, inizia oggi venerdì 24 novembre 2017, di buon mattino e in certi casi si ripeterà anche nel futuro fine settimana.

Come tante usanze consumistiche d’oltreoceano dopo gli anni Sessanta, vedasi per esempio Halloween, è stato importato anche il Black Friday, il venerdì seguente il Thanksgiving, la Festa cristiana di Ringraziamento osservata negli USA, istituita nel 1623, che cade il quarto giovedì del mese di novembre e segna l’inizio degli acquisti dei regali di Natale.

Venerdì nero, è la traduzione, ma la versione sul significato dell’aggettivo “nero” più accreditabile è riferibile al fatto che all’epoca i registri contabili dei negozianti venivano compilati a penna, usando inchiostro rosso per i conti in perdita e nero per i conti in attivo, e nel venerdì dopo il ringraziamento, grazie alle promozioni commerciali, i conti finivano registrati con l’inchiostro nero. Dunque non c’entrerebbe niente la congestione del traffico sulle strade e nemmeno si potrebbe credere che per i gestori dei negozi questa potesse essere una giornata “nera”, visto l’afflusso della clientela e il ricavo delle vendite.

Il Black Friday è diventato uno dei peggiori simboli della cultura consumistica, evento anche in Italia ormai popolarissimo, e non solo gli esercizi commerciali sul territorio cittadino vengono coinvolti, bensì tutte le piattaforme che esercitano vendite on-line.

Intanto, si viene a sapere che al centro di Piacenza della multinazionale americana Amazon, che sta lanciando anche in Italia forti promozioni per il Black Friday (stimando in 800 milioni di euro i profitti), e dove lavorano circa 4mila persone, i sindacati hanno proclamato uno sciopero. I dipendenti rivendicano un miglior trattamento economico e soprattutto una regolamentazione dei ritmi di lavoro, che molti servizi giornalistici hanno mostrato essere massacranti.

Al di là di tutto ciò, una riflessione è doverosa: se da una parte la corsa agli acquisti fa bene alla economia nazionale, è moralmente edificante accaparrarsi il superfluo o speculare sugli acquisti scontati per rivendere la merce e trarne un guadagno?
La corsa all’acquisto conveniente è una febbre epidemica da cui fortunatamente molti si salvano.

Maura Sacher

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