Bassano del Grappa, stoccafisso amore mio

Grandi festeggiamenti sul Ponte degli Alpini ribattezzato Stockbidge. Un ponte che collega idealmente la Lapponia con il Mediterraneo ed anche oltre, fino alla Nigeria, grazie al famoso “pesce-bastone” delle isole Lofoten. Avviato l’iter per il riconoscimento da parte dell’Unesco dello stoccafisso patrimonio culturale dell’Umanità.

Un ponte lungo migliaia di chilometri: dalle isole Lofoten alla Sicilia, dalla Lapponia fino alla Nigeria. Un ponte che collega idealmente più Nazioni grazie a Sua Maestà lo stoccafisso, lo Stockfish dei Mari del Nord che la Serenissima Repubblica di Venezia nel corso dei secoli aveva fatto conoscere e che Bassano del Grappa ha poi saputo valorizzare dal punto di vista gastronomico. Era, quindi, scontato che proprio a Bassano partisse l’iter per il riconoscimento da parte dell’Unesco del famoso pesce-bastone patrimonio universale dell’Umanità.
La città adagiata sulle rive del fiume Brenta non si è lasciata sfuggire l’opportunità di appoggiare la richiesta pervenuta dalla International Stockfish Society, l’organismo fondato a Lubecca e presieduto da Andrea Vergari. E così, grazie al sostegno dell’accademico vicentino Otello Fabris, proprio sul famoso Ponte degli Alpini è nata l’idea di sostenere il progetto che è stato ribattezzato “Stockbridge”, un ponte simbolico, luogo d’incontro tra popoli, culture e tradizioni.
Numerosi i Paesi europei che sostengono la candidatura Unesco, Italia capofila

Ieri, sullo storico Ponte degli Alpini di Bassano, ha preso il via la terza edizione di “Stockbridge” 2026 con un programma ricco di eventi: incontri culturali, rassegne gastronomiche, rievocazioni storiche, sfilate, spettacoli teatrali che si alterneranno fino a domenica 17 maggio. “Stockbridge” non è, dunque, una semplice rassegna culinaria, ma un progetto culturale diffuso, capace di trasformare il cibo in strumento di dialogo tra popoli, memoria collettiva e nuove relazioni internazionali.
L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Bassano del Grappa e costruita grazie alla collaborazione tra associazioni culturali, confraternite enogastronomiche, operatori del territorio, scuole alberghiere e realtà produttive locali, coinvolge delegazioni provenienti da molti Paesi europei: Norvegia, Svezia, Islanda, Danimaarca, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Nigeria. Un’opportunità che rafforza il legame e il sostegno al progetto della candidatura Unesco per la salvaguardia della cultura dello stoccafisso. Progetto che vede l’Italia capofila.
Bassano del Grappa e le antiche vie commerciali della Serenissima

Al centro della manifestazione naturalmente è Sua Maestà il “pesce-bastone”, raccontato però non soltanto come alimento, ma come simbolo di civiltà marinare, rotte commerciali, tradizioni religiose, sopravvivenza e identità popolari.
Un patrimonio che attraversa i secoli e collega il Nord Europa alle città mercantili venete, passando per Bassano del Grappa e le antiche vie commerciali della Serenissima. Il programma proporrà percorsi gastronomici di studio, degustazioni, tavolate conviviali, conferenze, visite guidate e momenti di approfondimento storico e antropologico.
Grande attenzione sarà dedicata anche alla dimensione sociale del cibo: il convivio come rito collettivo, esperienza di comunità e trasmissione culturale.
Sfilerà anche la Confraternita roveretana dello Stofìss dei Frati

Tra gli appuntamenti più significativi ci sono gli incontri con le confraternite enogastronomiche italiane e internazionali, ospitati a Palazzo Sturm, luogo simbolo della civiltà artistica e conviviale bassanese, dove stampa, ceramica, arte e gastronomia si intrecciano in un racconto unico. Uno dei filoni più originali di StockBridge 2026 sarà “Stockfish Love: Lo Stoccafisso e i giovani”, percorso gastronomico diffuso che coinvolgerà ristoranti, birrerie, pizzerie e locali del territorio in una reinterpretazione moderna e conviviale del baccalà e dello stoccafisso.
Non mancheranno i Vellutai della città di Ala, custodi delle storie della seta e dei legami veneziani in Trentino e i goliardici rappresentanti della Confraternita dello Stofìss dei Frati di Rovereto guidati dal Priore Maurizio Zanghielli e dal Gran Visir Andrea Vergari che è anche presidente della International Stockfish Society.
Il baccalà alla vicentina, il mantecato alla veneziana, il cicchetto e lo stocco fritto
T

ra le proposte gastronomiche spiccano il “Baccalà alla Vicentina”, il “Mantecato alla Veneziana”, il “Cicchetto alla Vicentina”, lo stoccafisso fritto pastellato e persino il “trancio di pizza allo stocco”, accompagnati da vini del territorio, birre selezionate e cocktail innovativi come il “Boreale” del Garage Nardini. Il progetto, promosso all’interno del “Weekend Stockfish” insieme al Gruppo Camperisti Italiani Lions, punta a valorizzare la tradizione gastronomica veneta attraverso linguaggi contemporanei, avvicinando le nuove generazioni a un patrimonio culturale spesso considerato soltanto folkloristico.
Sarà presente anche una delegazione Sàmi, la più antica popolazione indigena d’Europa

Tra le grandi novità dell’edizione 2026 è confermata la presenza della delegazione Sámi, popolazione indigena del Nord Europa, protagonista di una settimana di incontri, laboratori e performance culturali. Dal Museo Civico al Chiostro di San Francesco, fino al Garage Nardini e a Palazzo Rezzonico, Bassano ospiterà proiezioni, laboratori sulla scrittura sacra Sámi, dimostrazioni del tamburo sciamanico, approfondimenti sul canto tradizionale e sulla cultura del mare artico. Non mancheranno degustazioni, aperitivi tematici e momenti conviviali ispirati alle tradizioni artiche.
Particolarmente atteso è il convegno dedicato alla presenza della cultura e dell’economia Sámi nella Bassano del Settecento, con interventi di studiosi ed esperti del settore. La popolazione Sami è la più antica popolazione indigena d’Europa in lotta per la difesa della propria identità e cultura, ma molti componenti pescano e lavorano stoccafissi di ottima qualità nell’estremo Nord della Scandinavia. E’ questa l’unica loro fonte di reddito. “Stockbridge” mira a dare una diversa dimensione al piacere di stare a tavola, proponendo anche cultura, solidarietà e responsabilità.
Tra i protagonisti la Dogale Confraernita del Baccalà mantecato alla veneziana
Grande protagonista sarà anche la Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, che celebrerà i 25 anni dalla fondazione con la partecipazione del Doge Maurizio Scarpa e degustazioni dedicate al celebre baccalà mantecato veneziano servito dal Savio di Bocca Franco Favaretto.
Nel cuore della giornata spazio anche alle Malvasie, protagoniste di un percorso che unirà territori e culture: dai vigneti di Monemvasia in Grecia fino alle Eolie, dal Gran Sasso a Bassano. In tre appuntamenti al Black Corner Faresin, i “Narratori della Malvasia” – Alvaro De Anna, Otello Fabris, Roberto Cipresso e Salvatore D’Amico – accompagneranno il pubblico in quattro chiacchiere tra storia, vino e identità mediterranee.
In contemporanea, degustazioni guidate delle Malvasie presenti. Durante il pomeriggio saranno anche presentati alcuni volumi rari dedicati ai temi della giornata, a cura dal Gran Gastaldo della Ducale Lorenzo Pavan.
A tavola con “Stockbridge”: numerosi i ristoranti del Bassanese coinvolti

La manifestazione coinvolge anche numerosi ristoranti del Bassanese con la rassegna “A tavola con StockBridge”, serie di cene a tema dedicate allo stoccafisso, al baccalà e alla cucina nordica reinterpretata secondo la tradizione Veneta.Dalla Trattoria Da Doro al Ristorante Ai Trevisani, da Ca’ Nardello a Teo Chef fino al Ristorante Al Pioppeto di Romano d’Ezzelino, chef e operatori del territorio proporranno menù speciali accompagnati dai vini Doc di Breganze.
Le serate saranno arricchite da racconti storici, opere artistiche, ospiti internazionali e momenti di spettacolo, confermando il carattere culturale e non soltanto gastronomico della manifestazione.
StockBridge 2026 valorizzerà anche il patrimonio storico e artigianale bassanese.
Tra gli appuntamenti in programma ci saranno dimostrazioni di stampa xilografica policroma dedicate allo stoccafisso, curate dalla Scuola di Grafica G.A. Remondini insieme alla Pro Bassano.
Previsti inoltre itinerari culturali nel centro storico con visite alla storica (1779) Grapperia Nardini, alla Stamperia Tassotti, alla Bottega del Baccalà Veneto e allo studio del ceramista Cristian Parise.
Non mancheranno le rievocazioni storiche, gli omaggi al Leone di San Marco e gli eventi dedicati al rapporto tra Bassano e Venezia, tra cultura popolare, teatro di strada e memoria dell’epoca napoleonica.
A Campese sarà ricordata la figura di Teofilo Folengo, il famoso Merlin Tocai
Accanto agli eventi gastronomici, spazio anche alla riflessione culturale con gli incontri dedicati a Merlin Cocai, figura simbolica della gastronomia italiana. A Campese, davanti al sepolcro di Teofilo Folengo – il famoso Merlin Cocai – verrà celebrata la sua figura di nume tutelare della gastronomia italiana, ricordando che già nel 1606 i francesi lo definirono “Prototype de Rabelais”. Uno scrittore che, da mezzo millennio, viene riconosciuto dai gourmet come antesignano della grande letteratura gastronomica europea. Un gesto che riporta alla luce una paternità culturale spesso dimenticata, restituendola al suo contesto originario.
Bassano in corsa per la candidatura a capitale italiana della Cultura 2029
“Stockbridge” 2026 si inserisce inoltre nel più ampio percorso culturale intrapreso dalla città dopo il riconoscimento di Bassano del Grappa come Città Veneta della Cultura e nella prospettiva della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029.
La manifestazione accoglierà visitatori, camperisti, studiosi, appassionati di gastronomia storica e delegazioni internazionali, trasformando Bassano in una grande piazza europea del gusto e della cultura. Perché StockBridge non è soltanto un festival gastronomico, ma un ponte tra popoli, tradizioni e identità.
Un progetto che dimostra come il cibo possa ancora essere uno dei linguaggi più profondi attraverso cui le comunità raccontano sé stesse, custodiscono la memoria e costruiscono il futuro.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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