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Addio allo storico casaro del Lagorai

Addio allo storico casaro del Lagorai Il mondo enogastronomico trentino è in lutto per la scomparsa di Marco Pompermaier

Addio allo storico casaro del Lagorai

 
Marco Pompermaier durante una prova d’assaggio

Il mondo enogastronomico trentino è in lutto per la scomparsa di Marco Pompermaier, nume tutelare nonchè storico produttore del formaggio di malga del Lagorai Presidio Slow Food. La sua filosofia: “Ho sempre voluto fare dei formaggi che profumassero di burro e di erbe”.

 
 
Era il casaro storico del Lagorai, il nume tutelare del formaggio di malga Presidio Slow Food prodotto esclusivamente in estate nelle malghe dei comuni trentini di Borgo Valsugana, Carzano, Roncegno, Torcegno, Ronchi, Scurelle, Telve e Fierozzo San Felice in Valle dei Mòcheni. Una figura mitica.
Il mondo caseario ed enogastronomico trentino è in lutto per la prematura scomparsa di Marco Pompermaier, il re di Malga Cenon di Sopra, in Val Campelle, l’uomo-immagine di quel gioiello amato dai buongustai che è il formaggio di malga a latte crudo Presidio Slow Food prodotto negli alpeggi della catena del Lagorai. Aveva 63 anni.
 

La sua filosofia: “Amo i formaggi che profumano di burro e di erbe”

Malga Cenon di Sopra, in Val Campelle (comune di Scurelle in Valsugana), a 1.550 metri di quota
Originario di Ronchi Valsugana, Marco Pompermaier era cresciuto in una famiglia di casari. Il padre Stefano e il nonno gli avevano trasmesso l’amore per la vita in malga, una passione che lui aveva trasformato in una vera e propria missione.
Per decenni ha infatti gestito la Malga Cenon di Sopra, nel territorio comunale di Scurelle, a 1.550 metri di quota.
«Ho sempre voluto fare dei formaggi che profunassero di burro e di erbe e che i suoi sapori potessero cammininare nel tempo» aveva confessato qualche anno fa in una intervista a Laura Zanetti.
Un ideale che lo ha accompagnato per tutta la vita e che gli è valso il riconoscimento affettuoso di colleghi, allevatori e appassionati del settore caseario.

 

Il commosso ricordo di Luigi Montibeller, fiduciario Slow Food della Valsugana

Luigi Montibeller, fiduciario della Condotta Slow Food Valsugana-Lagorai

Ecco il ricordo, commosso, dell’amico Luigi Montibeller, fiduciario della Condotta Slow Food Valsugana Lagorai.

«Voglio ricordare Marco Pompermaier anzitutto per ciò che è stato nella sua famiglia e nella nostra comunità.
Ma credo sia giusto dire che il suo lavoro lo ha reso parte di una comunità più ampia: quella dei Presìdi Slow Food, che in tutto il mondo tiene insieme agricoltori, allevatori, malghesi, pastori, pescatori, artigiani.
Persone lontane tra loro, spesso sconosciute le une alle altre, ma unite da una stessa responsabilità. In un tempo difficile, queste persone continuano ogni giorno a fare azioni preziose, come quelle che per decenni ha portato avanti Marco nella sua malga: custodiscono biodiversità, trasmettono saperi materiali e immateriali, attuano pratiche di lavoro rispettose degli equilibri fragili nell’uso delle risorse naturali. Marco ha fatto parte di questa comunità.

Marco Pompermaier custodiva i segreti e i saperi dell’alpeggio

Le forme del formaggio di malga Lagorai Presidio Slow Food durante la stagionatura

Il Lagorai di malga e l’arte artigiana di Marco, ci ricordano che dentro un formaggio dobbiamo trovare un territorio, una stagione, una cultura, una comunità. Perdere chi custodisce questi saperi significa perdere qualcosa che riguarda tutti. Per questo è importante che il loro retaggio non venga disperso, ma continui a vivere come nuova linfa nell’impegno di chi prosegue nella difesa di questi valori.
Grazie, Marco per aver tenuto vivo un pezzo di montagna, per aver fatto parte di una rete che crede nel valore del cibo vero. La comunità di chi, con il proprio impegno, continua a dare futuro ai territori montani.
A nome di Slow Food Trentino-Alto Adige, esprimo vicinanza alla famiglia e agli amici, e a tutti coloro che hanno condiviso con Marco la vita e il lavoro in montagna”.

 

Quel formaggio a latte crudo prodotto da giugno a settembre

Il formaggio del Lagorai è un formaggio di malga a latte crudo semigrasso, prodotto da giugno a settembre. Le forme variano da 4 a 6 chilogrammi, con lo scalzo che varia tra i 12 e i 14 centimetri. Il latte munto la sera, da vacche di razza Grigio Alpina, Bruno Alpina e Pezzata Rossa viene scremato e lasciato in contenitori di acciaio nel casélo – un locale fresco e semibuio dove si lascia a riposo il latte dopo la mungitura – e che, una volta scremato, sarà aggiunto a quello munto il mattino successivo.
La caseificazione avviene solo con il caglio naturale, senza l’utilizzo di fermenti selezionati, il cui impiego si sta diffondendo tra le produzioni casearie di malga del nostro Paese. La stagionatura del formaggio del Lagorai avviene nel «casarìn», una cantina seminterrata, buia, fresca ma non fredda, fatta di pietra a vista, dove viene appoggiato su tavole di larice o di abete, senza l’impiego di nessun tipo di conservante.


Nel 2004 la nascita della Libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai

Marco Pompermaier, nume tutelare del Presido Slow Food Formaggio di Malga Lagorai, con il figlio Nicola

Con il passare del tempo e la nascita dei caseifici a valle, le malghe sono state via via abbandonate e il bosco ha preso il sopravvento sui pascoli. Il formaggio fino a pochi anni fa era venduto fresco agli affinatori a prezzi poco remunerativi ma, di recente, i casari hanno cominciato a stagionare autonomamente gran parte delle forme e a venderle dopo almeno tre mesi, lasciando così che i sapori delle essenze del Lagorai si sprigionino in una straordinaria tessitura di aromi. Nel 2004 si è formata la Libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai che ha riunito alcune malghe delle 20 attive attualmente nei comuni della Valugana.
I produttori aderenti si sono dati un disciplinare rigoroso che prevede ovviamente il latte crudo, il divieto d’uso di fermenti industriali o frutto di selezioni (è consentito solo il latto-innesto autoprodotto), e l’autonomia nella stagionatura. I produttori da parte loro, stanno portando avanti il recupero delle malghe abbandonate, anche grazie all’appoggio dei Comuni.

 

Nel 2012 l’istituzione del Presidio Slow Food Formaggio di Malga del Lagorai

Nel 2012 Slow Food ha istituito il Presidio Slow Food Fornaggio di Malga Lagorai per valorizzare questa antica produzione casearia. Del Presidio Slow Food fanno parte i malghesi che si sono impegnati a stagionare il formaggio almeno quattro mesi, il che consente loro di spuntare un prezzo migliore rispetto all’attuale, garantendo così una redditività a chi si adopera per il recupero di una tradizione e la valorizzazione di un territorio di rara bellezza.
In alto i calici. Prosit. (GIUSEPPE CASAGRANDE)

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