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Sul red carpet di Vinitaly il Mach Nuar dell’Istituto di San Michele all’Adige

Sul red carpet di Vinitaly il Mach Nuar dell'Istituto di San Michele all'Adige Il Trentodoc Pinot Nero in purezza annata 2019, gioiello dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige 

Sul red carpet di Vinitaly il Mach Nuar dell’Istituto di San Michele all’Adige

L’enologo Sergio Moser (al centro) brinda con il presidente della Fondazione Edmund Mach Francesco Spagnolli e con il giornalista Giuseppe Casagrande.

Il Trentodoc Pinot Nero in purezza annata 2019, gioiello dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige  Fondazione Edmund Mach, farà il suo esordio a VeronaFiere dopo aver trionfato al recente “Venice International Wine Trophy Bubbles” riservato agli Champagne e ai Metodo Classico italiani.

L’enologo Sergio Moser, responsabile della Cantina dell’Istituto di San Michele all’Adige, premiato dai giornalisti di EgNews: l’editore Francesco Turri, il direttore Piero Rotolo e il caporedattore della sede romana Bruno Fulco.Roma

Domenica prossima 12 aprile sul “red carpet” della 58ª edizione di Vinitaly farà il suo esordio il Trentodoc Mach Nuar annata 2019 (Pinot Nero in purezza) dell’Istituto Agrario di San Michele al’Adige. 

Il gioiello della Fondazione Edmund Mach sfilerà in passerella nel padiglione del Trentino dopo aver conquistato il primo posto assoluto con l’eccezionale punteggio di 97 centesimi nell’edizione 2026 del «Venice International Wine Trophy Bubbles», il concorso riservato agli Champagne e agli spumanti Metodo Classico italiani che ogni anno a primavera festeggia le bollicine internazionali nella splendida Villa Farsetti, la Versailles della nobilità veneziana. 

Gran Medaglia d’Oro anche al Trentodoc Mach Riserva del Fondatore 2020


In questo contesto d’eccellenza che conferma l’altissimo standard qualitativo raggiunto dalla spumantistica trentina, la Fondazione Edmund Mach ha ottenuto un riconoscimento significativo: tutti e tre gli spumanti Metodo Classico presentati dalla Cantina di San Michele all’Adige sono stati premiati dalla Giuria internazionale con punteggi elevatissimi. Oltre al primo posto assoluto conquistato dal Trentodoc Mach Nuar Blanc de Noirs Riserva Nature 2019, miglior vino del concorso premiato dalla Giuria con l’eccezionale punteggio di 97 centesimi, la Cantina della Fondazione Edmund Mach ha conquistato la Gran Medaglia d’Oro con il Trentodoc Mach Riserva del Fondatore 2020 (punteggio 95 centesimi) e la medaglia d’argento con il Trentodoc Mach Rosè.

Il Mach Nuar nasce dalle uve 100% Pinot Nero del vigneto in quota di Maso Togn

Il Mach Nuar Riserva Nature è ottenuto esclusivamente da uve Pinot Nero prodotte nel vigneto di montagna di Maso Togn: una collocazione geografica che permette di esaltare al meglio la finezza e la struttura tipiche del vitigno.

A ritirare il premio per la Fondazione, durante la cerimonia di premiazione a Villa Farsetti è stato il responsabile della Cantina e dell’Azienda agricola dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige Sergio Moser, che ha testimoniato l’impegno di tutti i collaboratori nella gestione dei vigneti aziendali e nella successiva spumantizzazione.

Il prestigioso riconoscimento è stato accolto con grande soddisfazione dal presidente della Fondazione Edmund Mach Francesco Spagnolli e dal giovane enologo lombardo Attilio Rapaccioli. Per lui un battesimo oltremodo lusinghiero.

Il vigneto di Maso Togn a 700 metri sul cocuzzolo del conoide di Faedo

Sergio Moser, responsabile della Cantina e dell’Azienda agricola dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, versa le bollicine Mach Nuar 2019 al presidente Francesco Spagnolli e al giornalista Giuseppe Casagrande.

Il vigneto di Maso Togn è situato a 700 metri sul livello del mare sul cocuzzolo del conoide di Faedo con pendenza del 20-30% ed esposizione a Sud-Ovest.

Il terreno è profondo, morenico, ricco di scheletro e minerali marnoso-calcareo-alcalini con tessitura franco-limosa, argilla 8-10%, con una buona dotazione di sostanza organica.

Accurata e rigorosa la selezione manuale delle uve, eseguita verso la terza decade di settembre. La resa media è di 60/70 quintali per ettaro (un chilogrammo a ceppo).

La vinificazione: una parte in acciaio, una parte in barriques francesi

Le uve, raccolte a mano, vengono poste per una notte in cella frigo a raffreddare. Il cuore della vinificazione è la pressatura intera dei grappoli con il successivo e rigoroso frazionamento delle rese secondo i dettami del metodo classico champenois, il che consente di determinare fin dal principio la stilistica.  

Difficile superare il 50% della resa (cuvée), per preservare sia la fragranza aromatica del mosto, sia una moderata cessione del colore. La fermentazione viene condotta parte in acciaio e parte in barriques di rovere francese, in proporzioni diverse secondo l’esigenza dell’annata. Dopo 6 mesi di affinamento ed oculati batonnages, nella primavera successiva alla vendemmia avviene la presa di spuma. La maturazione e la permanenza sui lieviti supera abbondantemente i 42 mesi, poi si procede alla sboccatura.

Sapido, cremoso, versatile: a tavola si sposa con molti piatti, anche impegnativi

Mach Nuar si presenta nel calice con un bel colore giallo paglierino lucente e riflessi verdognoli. Il perlage è fine e persistente. Al naso spiccano note floreali che ricordano il tiglio con delle sfumature agrumate e delle piacevoli “nuances” speziate di pepe bianco e vaniglia. L’ingresso in bocca è verticale e sapido con una cremosità determinata dal lungo affinamento sui lieviti.

Spumante di grande versatilità, si sposa splendidamente con gli antipasti di mare, i risotti e le paste condite, ma non disdegna alcuni delicati piatti di carni bianche e prodotti affumicati come il salmone e il pesce spada. Tempertura di servizio consigliata: 6-8 gradi.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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