
(Adnkronos) – “Michele Santoro sostiene che il mio contratto Rai sarebbe da ‘star’. In realtà, da Enzo Biagi in poi, tutti i conduttori di certo rilievo sono inquadrati nella prestazione Inps exEnpals. Per fare gli ultimi casi, Maggioni, Giletti, Monteleone, Sottile, Sciarelli e altri”. Inizia così il post su Facebook con cui Bruno Vespa replica a Michele Santoro che il 27 maggio scorso, durante un dibattito sulla situazione della Rai pubblicato sull’account di Servizio Pubblico, aveva definito “da star” il contratto del conduttore di ‘Porta a Porta’ e ‘Cinque Minuti’ con la tv di Stato.
“Lo stesso Santoro – sottolinea Vespa – quando andò a lavorare a Mediaset, ebbe un contratto a partita Iva come conduttore e autore televisivo trattato da Enpals come il mio. Santoro legittimamente andò a lavorare per Berlusconi. Nel 2021 e nel 2022, per restare alla Rai, io rifiutai per due volte il raddoppio del compenso propostomi generosamente da Silvio Berlusconi, che mi disse di essersi confrontato con Piersilvio, che a sua volta nel 2023 mi chiese gentilmente di passare a Mediaset. Per il poco che conti, sono l’unico conduttore rimasto nell’azienda in cui è nato”.
“È completamente falsa la storia, poi, che ‘Porta a Porta’ avrebbe un ascolto tale da non giustificare il compenso (che è comprensivo anche dei ‘Cinque minuti’ che vanno in onda in prima serata). Fonti ufficiali parlano di un rendimento pubblicitario triplo del costo della trasmissione. Valutazione a mio giudizio per difetto visto che ogni sera, nonostante l’ora tarda, ‘Porta a Porta’ ospita una ventina di spot pubblicitari”, conclude Vespa.
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