Cantina del giorno

Prosit con i vini della Curazìa Maso San Giorgio di Cimone

Prosit con i vini della Curazìa Maso San Giorgio di Cimone Giovedì prossimo 17 settembre Fulvio Baldo, patron dell'azienda agricola trentina

Prosit con i vini della Curazìa Maso San Giorgio di Cimone

Igor Delaiti, il vignaiolo musicista, maestro di fagotto, che collabora in cantina con Fulvio Baldo

Giovedì prossimo 17 settembre Fulvio Baldo, patron dell’azienda agricola trentina, invita i wine lover a visitare i vigneti della tenuta e a brindare con i vini della tenuta: il Manzoni Bianco Riserva 2023 e il Pinot Nero Riserva 2021 in attesa del Blanc de Noirs, bollicine di montagna in fase di affinamento. Il ruolo dei winemaker Loris Cazzanelli e Igor Delaiti.

Abbiamo parlato più volte, nelle nostre rubriche, di Aldeno la “Champagne d’Italia” e di Cimone la “Piccola Epernay del Trentino”. Era stato Gino Veronelli, uno dei più autorevoli interpreti della cultura del vino, ambasciatore ante litteram del modello del “bien vivre” italiano (prima, molto prima di Slow Food, del Gambero Rosso e di Oscar Farinetti) a riservare tali giudizi, oltremodo lusinghieri, alla viticoltura di questo angolo di Trentino alle pendici del Monte Bondone.

Una fama, peraltro, meritata come ben sapevano i personaggi gaudenti della città del Concilio che negli anni Ottanta-Novanta del secolo scorso  frequentavano le cantine di Aldeno e Cimone per assaggiare le bollicine di alcuni vignaioli, prodotte nel garage di casa con il cosiddetto metodo ancestrale della rifermentazione in bottiglia. 

Un angolo di paradiso: residenza, giardino, vigneto, bosco e azienda agricola

Loris Cazzanelli, laurea in enologia a Udine, è lo chef de cave della Tenuta Maso San Giorgio di Cimone

“Mi basta una bottiglia al giorno” amava ripetere l’amico Ezio Mosna, vignaiolo per passione, parafrasando il famoso detto che una mela al giorno toglie il medico di torno. Lui di bollicine “sur lie” nel garage di casa (vi si accedeva da una scaletta segreta della cucina) ne imbottigliava 365 proprio come i giorni dell’anno. Parte erano per sè e parte (molte) per gli amici che andavano a trovarlo. 

Altri lo seguirono in quegli anni. Tra costoro un posticino importante spetta a Fulvio Baldo, imprenditore appassionato e visionario che sulla strada provinciale che da Aldeno sale a Cimome e porta a Garniga e poi alle Viote, ha realizzato il sogno di una vita: una magione (“mansio” per i latini  e “clos” per i francesi) con residenza, giardino, vigneto a guyot e azienda agricola, protetta dal bosco. 

L’aperitivo di fine vendemmia per brindare con i vini della “Curazìa San Giorgio”

Luigi Gino Veronelli a Cimone con il giovanissimo prof. Francesco Spagnolli, oggi presidente della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige

Giovedì prossimo 17 settembre Fulvio Baldo invita gli amici e i wine lover al Maso per un aperitivo di fine vendemmia per brindare con i vini della “Curazìa San Giorgio”: il Manzoni Bianco Riserva 2023 e il Pinot Nero Riserva 2021 in attesa della Cuvée Blanc de Noirs (Pinot Nero in purezza), bollicine di montagna in fase di affinamento. Poche, anzi pochissime bottiglie, rare e preziose. Sarà anche l’occasione per visitare i vigneti della tenuta. L’appuntamento è a partire dalle ore 17.

Qualche tempo fa ho avuto il piacere di assaggiare l’Incrocio Manzoni Vigneti delle Dolomiti annata 2022, il vino creato dal  prof. Luigi Manzoni, all’epoca preside della Scuola Enologica di Conegliano incrociando il Riesling Renano con il Pinot Bianco. Una piacevole sorpresa. Colore giallo paglierino con riflessi dorati, bouquet elegante con suadenti note agrumate e fruttate (di pesca a polpa gialla) e “nuances” minerali (pietra focaia, in particolare) tipiche del Riesling. Al palato regala una freschezza vibrante, sapida e leggiadra, sorretta da un’ottima struttura e da una lunga persistenza.  

L’ambiente montano di Cimone esalta la purezza e l’identità del vino

Giovedì, in attesa del Blanc de Noirs, assaggerò con piacere l’annata 2023 del Manzoni Riserva e l’annata 2021 del Pinot Nero Riserva. Sicuramente non rimarrò deluso conoscendo la mano fatata dell’enologo Loris Cazzanelli che segue l’azienda con il supporto e la collaborazione di Igor Delaiti in cantina. Alla tenuta Maso San Giorgio, nell’incanto di un ambiente montano che esalta la purezza e l’identità del vino, tradizione,  passione e visione filosofica si fondono nella cura sartoriale di ogni fase produttiva: dalla vigna alla bottiglia. I vini della “Curazia San Giorgio” raccontano il territorio con eleganza, freschezza e autenticità. Sono l’espressione sincera, schietta e genuina della viticoltura eroica del Trentino. Chapeau.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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