Cantina del giorno

Prosit con il Pinot Bianco interpretato da Hofstätter

Prosit con il Pinot Bianco interpretato da Hofstätter Rimasto per anni nell'ombra e confuso con lo Chardonnay,

Prosit con il Pinot Bianco interpretato da Hofstätter

Martin Foradori Hofstätter, titolare della storica azienda (1907) di Termeno

Rimasto per anni nell’ombra e confuso con lo Chardonnay, è stato riscoperto da Martin Foradori e da una nuova generazione di viticoltori consapevoli del suo potenziale espressivo. I suoli calcarei di origine dolomitica conferiscono al vino una straordinaria finezza oltre all’eleganza, alla freschezza e alla versatilità.

Nel cuore dell’Alto Adige, dove l’altitudine scolpisce l’identità dei vini e la viticoltura richiede visione, il Pinot Bianco della tenuta J. Hofstätter di Termeno si distingue come interprete raffinato dell’evoluzione del gusto contemporaneo, grazie alla sua sorprendente versatilità.

La sede della cantina Hofstätter, nel centro storico di Termeno

Una delle curiosità più affascinanti legate al Pinot Bianco riguarda la percezione che i viticoltori ne avevano in passato. Per lungo tempo in Alto Adige si è operata un’unica distinzione, quella tra un Pinot Bianco “verde” e un Pinot Bianco “giallo”. Solo negli anni Ottanta del secolo scorso, si scoprì che quest’ultimo era in realtà Chardonnay. Con il crescente successo dello Chardonnay prima e del Pinot Grigio poi, il Pinot Bianco rimase per anni in sordina, nell’ombra di queste due varietà. Ma non in casa Hofstätter che da sempre propone due diverse interpretazioni di questo vitigno.

 

Martin Foradori Hofstätter nel vigneto di Maso Michei ad Ala

Martin Foradori: “E’ uno dei vitigni più rappresentativi delle nostre montagne”

Negli ultimi decenni il Pinot Bianco è stato oggetto di una vera e propria riscoperta anche da parte di una nuova generazione di viticoltori consapevoli del suo potenziale espressivo. «Questa varietà per noi rappresenta la purezza, la freschezza per la quale l’Alto Adige è apprezzata dagli appassionati, sicuramente tra i vitigni più rappresentativi della nostra zona di montagna», spiega Martin Foradori Hofstätter. 

I suoli calcarei di origine dolomitica conferiscono al vino una straordinaria finezza

La nuova etichetta del Pinot Bianco e la vecchia etichetta Weissburgunder

Il Pinot Bianco firmato Hofstätter nasce da vigneti vocati, posti a quote intermedie, dove l’escursione termica tra la notte e il giorno e i suoli calcarei di origine dolomitica conferiscono al vino una finezza naturale.

Il profilo organolettico è segnato da note di mela verde, fiori di campo e una sottile “nuance” agrumata. Al palato emerge un equilibrio calibrato tra acidità viva, tessitura sapida e una chiusura asciutta, che ne enfatizza la verticalità.

È una versione pura e rigorosa, che rifugge l’eccesso per privilegiare l’autentica freschezza del vitigno.

L’annata 2025 dal bouquet floreale, al palato è morbido, elegante, equilibrato e molto piacevole, caratterizzato da fragranti sentori di frutta e fiori di campo.

In grado di evolvere positivamente in cantina per almeno due anni.

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
Tenuta J. Hofstätter
Rathausplatz 7
39040 Termeno (BZ)
Alto Adige/Italia
https://www.hofstatter.com/it/


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