Pasqua, brindiamo con i vini delle AbbazieFigli di una tradizione millenaria, i vini prodotti nei monasteri sono il frutto del lavoro certosino dei monaci e delle monache che nel Medioevo hanno salvato numerosi vitigni destinati all’estinzione. Il progetto benemerito di Gianpaolo Girardi che con Proposta Vini sta valorizzando la viticoltura monastica. ![]() Qualcuno li ha ribattezzati “Vini Paradisiaci”, altri ancora “Vini Celestiali”. Ne abbiamo parlato più volte. Sono i vini, figli di una tradizione millenaria, prodotti nei monasteri grazie al certosino lavoro dei monaci che hanno salvato antichi vitigni destinati all’estinzione e tecniche di vinificazione ancestrali. La peculiarità di questi sta nella loro storia. Con la caduta dell’Impero Romano la coltivazione della vite era stata abbandonata e furono i monaci e le monache dei monasteri e delle abbazie europee a continuare la tradizione vitivinicola salvguardando la produzione del vino. Importante fu all’epoca l’introduzione di nuove tecniche agronomiche come il filare indipendente e l’utilizzo degli innesti. In fondo il vino era strettamente legato alla cultura monastica, come simbolo del sangue di Cristo e raffigurazione del sacrificio e della redenzione. La viticoltura monastica, quindi, ha assunto nel corso degli anni un significato profondamente spirituale. Il progetto di Proposta Vini che ha valorizzato i Vini delle Abbazie![]() La viticoltura dei monasteri ha avuto un impatto rilevante sulla tradizione vitivinicola moderna e oggi i vini delle abbazie sono considerati prodotti di qualità, capaci di interpretare la storia del vino e di essere custodi di antiche tradizioni. ll progetto Vini delle Abbazi nasce da una intuizione di Gianpaolo Girardi, patron di Proposta Vini, con l’intento di mettere in luce il prezioso lavoro vitivinicolo svolto da frati e suore. Un impegno che ha contribuito a custodire un patrimonio unico di vitigni e, al tempo stesso, a sviluppare nuove tecniche di vinificazione. Proposta Vini è stata tra le prime realtà a riconoscere il valore dei vini monastici, impegnandosi concretamente nella loro selezione e nella tutela di una produzione ricca di storia e significato. Il suo progetto è un tributo a luoghi suggestivi, dove storia, spiritualità e tradizione agricola si intrecciano armoniosamente. In occasione della Pasqua, la ricorrenza più solenne della tradizione cristiana, il vino torna a essere protagonista quale simbolo di speranza, rinascita e condivisione. In questo contesto, i vini monastici si distinguono come espressione autentica di spiritualità e tradizione, ideali per accompagnare la tavola delle festività. Per celebrare questo momento, presentiamo una selezione di cinque etichette provenienti da alcune delle abbazie coinvolte nel progetto Vini delle Abbazie, emblema della viticoltura monastica. Il Lagrein dell’Abbazia di Muri-Gries, tenuta e cantina nel cuore di Bolzano![]() Oltre un secolo di storia caratterizza l’Abbazia di Muri-Gries, tenuta e cantina nel cuore di Bolzano. Qui nel 1845 un gruppo di monaci benedettini proveniente da Muri in Svizzera giunse a Gries, alle porte di Bolzano, e da allora produce vini di eccellenza prodotti dai vigneti più pregiati della tenuta. Il Lagrein di Muri-Greis è un vino verace, perfetta simbiosi tra tradizione e modernità. Dal colore rosso rubino intenso presenta note di violetta, cioccolato, prugna matura e spezie. La sua struttura vellutata e avvolgente lo rende perfetto abbinamento per piatti di cacciagione o carne grigliata. Da provare con l’agnello al forno alle erbe, grande classico pasquale italiano. Lo spumante Metodo Classico Extra Brut Te Deum dell’Abbazia di Praglia![]() Situata sui colli Euganei, territorio di origine vulcanica, l’Abbazia di Praglia vanta una storia millenaria di viticoltura. Oggi all’antica cantina si affiancano l’utilizzo di tecnologie avanzate e il massimo rispetto per l’ambiente. Un approccio che fa dei suoi vini prodotti di qualità e valore. Lo spumante metodo classico Extra Brut Te Deum è uno spumante a base Raboso Piave, che permane sui lieviti per 45 mesi. Di colore giallo ambrato, si caratterizza per le bollicine fini e persistenti e una spuma leggerissima. Al naso è intenso, con sentori di arancia candita, in bocca morbido e particolarmente sapido. Ottimo come aperitivo pasquale in abbinamento a degli antipasti a base di pesce. Grance Senesi Coenobium (Sangiovese e Merlot) dell’Abbazia Monte Oliveto Maggiore![]() Oasi di straordinaria bellezza naturale, di pace e spiritualità, l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore si trova lungo il crinale di una collina nel cuore delle “crete senesi” e, nei suoi 8 ettari vitati, è una delle poche cantine a produrre la denominazione Le Grance. Il Grance Senesi Coenobium è un blend di Sangiovese e Merlot, affinato in botti di rovere da 27 ettolitri per circa 6 mesi. Di colore rosso rubino intenso, si caratterizza per sentori di frutta matura, per la sua struttura e il suo equilibrio, risultando un vino armonico ed elegante con un lungo finale. Una struttura che lo rende perfetto abbinamento per il classico agnello pasquale, sia arrosto che scottadito. Il Rosé Coteaux d’Aix Exsulta dell’Abbazia Notre Dame de Fidélité (Provenza)![]() I sette ettari di questa abbazia francese si trovano sull’altopiano che domina la Valle della Durance, vicino ad Aix-en-Provence e sono coltivati da una comunità di monache benedettine insediatesi a Jouques nel 1967. Coteaux D’Aix Rosè Exsulta è un vino rosato provenzale prodotto a partire dalla vendemmia 2020 a base di Granache, Caladoc e Clairette. Dal colore rosa tenue questo vino si caratterizza per le sue note agrumate, di frutta rossa e di spezie leggere e per un gusto rotondo e setoso. Perfetto in abbinamento con piatti leggeri e aromatici, come la torta pasqualina o torte salate a base di verdure o erbe aromatiche. Lo spumante Furmint Jerenina Brut dell’Abbazia di Admont (Slovenia)![]() Jerenina è il Maso vocato alla viticoltura rilevato nel 1.130 dall’Abbazia di Admont, in Slovenia. Da allora il monastero si dedica a questa attività, grazie anche alla riscoperta del Furmint, vitigno autoctono presente in zona da oltre mille anni. Questo spumante Metodo Classico è un’espressione elegante e precisa del Furmint. Dal coloro giallo dorato chiaro ha un perlage fine e persistente. Note di mela verde, fiori bianchi e accenni di lievito e spezie al naso lasciano il posto a sentori di crosta di pane, brioche e nocciole tostate, in bocca. Ideale come aperitivo pasquale abbinato a uova e verdure o alla torta pasqualina. In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE) |
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