
Ostrabora, l’ostrica di Arcadia
L’allevamento nella Sacca di Scardovari, utilizza la tecnica flip farm. Fra le specialità il menu cozzeria
Il nome, Ostrabora, è quando mai appropriato. Ricorda il vento di Bora che nella Sacca di Scardovari (Porto Tolle, Delta Polesano) urla più che soffiare.
“Qui – dicono i pescatori – quando tira, tira forte”.
Con una forza tale che facendo cozzare le ostriche poste nei flip farm ne leviga il guscio. Ostrabora (marchio registrato) è l’ostrica che si gusta all’Osteria Arcadia di Santa Giulia di Porto Tolle.
L’allevamento è della famiglia: vede impegnati nel progetto il giovane e motivato Nicola, il papà David con il fratello Diego Baroni, marito di Pamela Veronese, la vulcanica figlia di Arcadia. Qui non ci sono le alte o le basse maree, la giusta rotazione dell’ostrica fuori e dentro l’acqua, è fatta manualmente.
Il seme dapprima viene messo nelle sacche e dopo 10 – 12 mesi posto nelle flip farm, il sistema innovativo di ostricoltura che utilizza cestelli galleggianti progettati per essere ribaltati (in inglese flip) periodicamente.
Questa tecnica permette alle ostriche di asciugarsi al sole per eliminare il fango e i parassiti, migliorando la qualità del guscio, la forma e la resistenza del mollusco.
Una produzione annua di 12/13 tonnellate, pezzatura calibro tre.
Ostrabora è stata gustata anche in Parlamento, alla Mostra del Cinema, alla Fiera Cavalli di Verona, alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, all’ Acqua Farm Pordenone. Dal 22 al 24 maggio prossimi sarà a La Spezia, all’Oyster Fest.
Osteria Arcadia, è una garanzia per chi vuole mangiare il pesce fresco, quello pescato nella Sacca dei Scardovari, in particolare cozze, vongole o nelle lagune (branzini, orate, cefali).
Qui le ricette sono quelle dei pescatori del Delta del Po. “ Puntiamo sulla nostra identità. Chi si alza dai tavoli – afferma Pamela – deve avere in bocca il gusto del pesce fresco. Il pescato di giornata non ha bisogno di salsine o altre alchimie”.
In cucina oltre ad Arcadia c’è il figlio Mauro che è anche pescatore.
Mentre Alessia, figlia di Pamela e Diego, diploma all’alberghiero di Adria, specializzata in pasticceria, da alcune settimane lavora al ristorante Cracco a Portofino.
Da anni il locale è punto di rifermento dei gourmet, tant’è che è diventato uno dei capisaldi della cultura gastronomica del Delta del Po, aggiudicandosi numerosi premi, tra cui il Vergani-Ballotta vinto per ben 5 anni consecutivi.
Nel 2015 con il broetto di piccole anguille, nel 2014 con il piatto cozze e polenta infasoà, nel 2013 con il pasticcio di cozze, 2011 con le cozze con pomodoro piccante, polpettine al profumo di limone e cozze fritte e nel 2010 gnocchi con cannella (2010).
Il Menu Cozzeria
L’avventura tra i fornelli di Arcadia inizia nel giugno del 2007, quando decide di esaudire un suo grande desiderio: fare da mangiare, come le avevano insegnato la mamma Renza e la nonna Ines che gestiva la trattoria “Da Burgatto” ad Ivica.
Nessuna scuola, ma solo la tradizione delle ricette tramandata da madre in figlia e l’eccellenza di un prodotto: il pesce, quello di giornata, pescato all’alba dal marito, dal figlio Mauro e dal genero Diego Baroni e cucinato a pranzo e a cena.
Quello che era il magazzino del negozio di generi alimentari è diventata la sala da pranzo, capace di una trentina di coperti.
Un ambiente intimo, arredato con gusto accompagnato da un pizzico di originalità, dove Pamela accoglie con simpatia, cordialità e grande professionalità gli ospiti.
Alla sala dal pranzo si è aggiunta l’attigua bottega di Arcadia, con le specialità locali e alcuni tavoli dove sorseggiare l’aperitipico accompagnato da sfiziosità (fritturina) o gustare piatti veloci (lasagnetta, sarde in saor) ma sempre incentrati sulla qualità.
Da maggio a giugno è il periodo delle cozze, quelle Dop (uniche in Europa) della Sacca degli Scardovari.
La Cozzeria, è il menu a tema che rispecchia l’ampia scelta di piatti.
Arcadia e Mauro sono maestri nel preparale in vari modi: con i porri e lo zafferano, al sugo di pomodoro, gratinate, o negli irresistibili spiedini.
La zuppa di cozze con salsa di pomodoro fresco, leggermente piccante, accompagnata da un cartoccio di cozze fritte, ha portato l’osteria Arcadia sul podio al Festival della cucina regionale.
Delicato, quanto buono, anche il pasticcio di cozze (sfoglie di pasta tirate con il mattarello).
Per chi non ama le cozze ci sono i classici piatti (fra gli antipasti il bollito), i risotti di pesce, tra cui quello di gò in stagione, la saporita zuppa di pesce, la ricca grigliata, la delicata e croccante frittura.
In menu anche le caserecce con cannocchie, gnocchetti neri con cappesante, pappardelle con i moscardini, polpette con vellutata di patate e porri.
Speciali i sorbetti alla frutta, alla menta ed i gelati artigianali.
Curata la carta dei vini con le etichette delle migliori cantine dell’Alto Adige, Friuli, Veneto. Con alcuni piatti sono abbinati anche i vini del Polesine dell’azienda Carazzabella.
Il marito di Pamela, Diego, che organizza belle escursioni di ittiturismo, è anche coltivatore di molluschi. Seguirlo in barca regala l’emozione di entrare nel mondo degli scani e dei canneti, approdando su spiagge dove l’unica voce è quella del vento.
Per chi desidera pernottare sono a disposizione accoglienti e confortevoli camere. Telefono 0426/388334.
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