All’Osteria Morelli la cena gourmet con il ristorante Orso Grigio di Cavalese
Giovedì prossino 15 ottobre a Canezza di Pergine il gemellaggio tra due cucine che si ispirano alla filosofia Slow Food: stagionalità, rispetto della mteria prima e sapori del territorio. Protagonisti saranno i funghi, i tartufi, la selvaggina, le castagne, i formaggi e il salmerino alpino in abbinameno con alcune “chicche” di Proposta Vini.

Funghi, tartufi, selvaggina e castagne saranno, assieme ai formaggi e al salmerino alpino, i protagonisti del gemellaggio enogastronomico tra la cucina dell’antica Osteria Morelli e il ristorante Orso Grigio di Cavalese. L’appuntamento è in calendario giovedì prossimo 15 ottobre a Canezza di Pergine.
La cena-gemellaggio sarà ispirata alla filosofia del movimento Slow Food che nei giorni scorsi al Salone del Gusto di Torino ha festeggiato il quarantennale dell’associazione. Stagionalità, rispetto della materia prima e sapori del territorio: ecco la carta vincente.
Le identità delle due cucine si incontreranno in una cena gourmet a quattro mani tra lo chef della Storica Osteria Morelli di Canezza, Fabio Ferro, e l’executive chef del Ristorante Orso Grigio di Cavalese, Luca Caviola.
L’Orso Grigio di Cavalese, nell’Ottocento era famoso per i bagni di fieno

Luca Caviola, giovane chef originario di Cavalese, è il responsabile della cucina dell’Orso Grigio, il ristorante bomboniera dell’omonimo Biohotel, l’elegante quattro stelle della famiglia Vanzo nel cuore del centro storico di Cavalese, a due passi dal palazzo della Magnifica Comunità della Val di Fiemme.
Famoso nell’Ottocento per i bagni di fieno e la cura dell’uva (ospitò anche l’imperatore Francesco Giuseppe), oggi l’Orso Grigio accoglie gli ospiti in 18 eleganti stanze e suite, un piccolo centro benessere e un ristorante segnalato dalla Michelin per l’intelligente e gustosa rilettura delle tradizioni gastronomiche alpine.
Luca Caviola, il ritorno a Cavalese dopo Australia, Copenaghen e Chimpl

Chef talentuoso, Luca Cavaiola è tornato nella sua valle dopo anni di esperienza in ristoranti di eccellenza in Italia e all’estero: da Orphans Kitchen (Auckland, Nuova Zelanda) a Vue de Monde (Melbourne), da Brace (Copenaghen) fino al Chimpl di Vigo di Fassa.
Il suo stile unisce tecnica e sensibilità creativa che esaltano il legame con il territorio. I suoi piatti emozionano e sorprendono senza mai perdere autenticità.
Luca è affiancato in sala da Alessandro Brazzaduro, direttore di sala, maître e sommelier che con le sue proposte enologiche valorizza i piccoli produttori con particolare attenzione ai vini bianchi macerati, ideali per accompagnare la cucina dell’Orso Grigio fatta di intriganti contrasti, erbe spontanee, fermentazioni naturali e cotture alla brace. Ogni bottiglia racconta una storia: tra territorio e scoperta, tradizione e visione.
Si comincia con il rostì autunnale al Casolet e cuore di cervo

Ma veniamo al menu della serata. Aprirà le danze come entrée un rostì autunnale di patate con Casolet della Val di Sole, foglie e cuore di cervo, piatto abbinato alle bollicine ancestrali Massenza Belle dell’azienda Francesco Poli (Santa Massenza). Seguirà un consommè di bosco con ravioli di funghi e Trentingrana che sarà accompagnato dal Vernaza Belle dell’azienda vitivinicola valsuganotta di Franco Ferrai (Telve).
Risotto al bro brusà, speck di salmerino e mozzarella affumicata

Una novità il primo piatto: un risotto al bro brusà della nonna, speck di salmerino alpino, mozzarella di Grigio Alpina affumicata e olio al fico.
Un piatto storico che Gianpaolo Girardi, patron di Proposta Vini, ha pensato bene di abbinare ad un vino altrettanto storico: il Moar della Val di Non e Sole, antico vitigno autoctono a bacca bianca conosciuto con il nome di Groppello Bianco.
Un vitigno prefillossera a rischio di estinzione salvato dalla storica azienda El Zeremia di Revò.
“Per la mia famiglia è un piacere averlo riportato in auge – ha confessato Lorenzo Zadra, figlio del mitico Augusto – ricordando i sacrifici del papà che lo ha custodito come una autentica reliquia.”
Piatto forte della serata la selvaggina con le castagne arrosto

Il piatto forte serata sarà la selvaggina cacciata, selvatica, non sottoposta a pratiche di allevamento, con castagne arrosto e chimichurri dolomitico, una reinterpretazione in chiave trentina della celebre salsa argentina utlizzata tradizionalmente per accompagnare la carne alla brace.
Il piatto sarà abbinato al mitico Teroldigo di Cipriano Fedrizzi, un vino che fa parte del progetto di recupero dei vitigni trentini prefillossera che Gianpaolo Girardi ha ribattezzato “I Vini dell’Angelo”.
Colore rosso rubino intenso, profumi fruttati, piacevolossimo, è la vera essenza del Teroldego che racconta la storia di una famiglia, i Fedrizzi, intimamente legata a questo vitigno, il principe dei vini trentini.
Dessert: tartelletta di Teroldego Granato, sedano rapa, tartufo e miele
Chiusura in bellezza con una tartelletta di Teroldego Granato, sedano rapa, tartufo e miele di tarassaco, un predessert che precede la zucca e le noci nere. Il tutto sarà abbinato al Riesling Dieci Vendemmie della Cantina Pelz di Lisignago. Un vino da meditazione dal colore giallo dorato con riflessi ambrati e un bouquet che ricorda le mandorle, il mallo delle noci, la cera d’api, la vaniglia e la frutta candita. Tutti profumi che si mescolano con la pietra focaia e l’ardesia. Il residuo zuccherino e le note di miele ne esaltano la piacevolezza ed invogliano ad un secondo sorso. In questo vino-ambrosia sono assemblate dieci annate, dieci vendemmie di uve provenienti dai vigneti eroici, in alta quota, dell’azienda cembrana.
Costo della serata: 75 euro. L’abbinamento vino: 25 euro. Per prenotazioni e informazioni: info@osteriastoricamorelli.it o al numero telefonico 0461 509504. Posti limitati.
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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