Vini e Ristorazione

Toblino: la Nosiola da cenerentola a principessa delle Dolomiti

Giuseppe Casagrande consegna la clessidra d'oro al direttore della Cantina Toblino Carlo De Biasi e al responsabile dell'annessa "Hosteria Toblino" Franco Zanella.

Cantina Toblino

Toblino: la Nosiola da cenerentola a principessa delle Dolomiti

La Cantina Toblino chiude il 2021 con un bilancio quanto mai lusinghiero sia per quanto riguarda la  soddisfazione dei soci (690).

Le uve sono state remunerate con la bella cifra di 150 euro a quintale, sia per i numerosi riconoscimenti ricevuti in campo nazionale e internazionale anche sul fronte della sostenibilità ambientale, della biodiversità e dell’etica.  

Per la prima volta l’uva simbolo della Valle dei Laghi, l’umile Nosiola da cenerentola è diventata principessa delle Dolomiti conquistando i mitici Tre Bicchieri del Gambero con il Largiller 2013.

Riconoscimento confermato anche dalla Guida “Il vino per tutti” che ha premiato con la clessidra d’oro l’intera gamma della cantina: dagli spumanti Trentodoc agli eleganti vini bianchi, dai superbi rossi al mitico Vino Santo.

Ma il premio più importante a livello mondiale è quello ricevuto a Londra per la valorizzazione del Distretto Biologico della Valle dei Laghi . (900 gli ettari coltivati dai soci) che ha visto i dirigenti della Cantina protagonisti in prima linea.

Ha ritirato il prestigioso riconoscimento Carlo De Biasi, direttore generale della Cantina Toblino.

«Per noi trovarci da soli a rappresentare a livello mondiale non solo il Trentino, ma tutta l’Italia, ed ottenere una menzione speciale è stato un grande onore, ma anche una grande responsabilità» ha dichiarato.

“Non abbiamo vinto ma siamo stati fra i cinque finalisti in una competizione dove c’erano aziende vitivinicole di tutti i continenti.

Dagli australiani, al Cile, dagli Stati Uniti ai migliori produttori europei”.

Simpaticissimo l’ultimo progetto della Cantina: una scatola di vino dal nome emblematico: “Divinoinvaso”.

Nasce in collaborazione con Beelieve, start-up trentina che produce oggetti di design con il legname proveniente dai boschi flagellati dalla tempesta Vaia nel 2018.

Oggetti realizzati da giovani che vivono situazioni di temporanea difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro della cooperativa Progetto 92 di Trento.

L’obiettivo è quello di permettere un ulteriore uso per la cassetta di legno da vino, trasformandola in un vaso di fiori pensile. 

 

Toblino: la Nosiola da cenerentola a principessa delle Dolomiti

 

“Siamo orgogliosi di questa nuova iniziativa che ci vede collaborare ancora con i ragazzi di Beelieve e di Progetto 92 e che ha come fine ultimo la riciclabilità degli elementi – afferma Carlo De Biasi – perché solo progettando a monte la circolarità di quel che si produce è possibile ridurre l’impatto ambientale. 

Dobbiamo sempre aver presente che abbiamo una grande responsabilità verso chi verrà dopo di noi perché ogni nostra azione lascia un segno”.

Un contenitore versatile perché proprio grazie ai tiranti che poi lo trasformeranno in un porta vaso può contenere bottiglie di diverse dimensioni e tipologie in formato magnum.

Al suo interno infatti possono trovare posto il metodo classico Vent Trento Doc Extra Brut, gli eleganti vini bianchi come Largiller Nosiola Vigneti delle Dolomiti IGT e Foll Chardonnay Trentino Doc o i grandi rossi come Elimarò Rosso Vigneti delle Dolomiti IGT e Baticor Pinot Nero Trentino Doc.


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