Curiosità

Nero su bianco, volto inedito della Valpolicella Orientale

Nero su bianco, volto inedito della Valpolicella Orientale I Vignaioli Valle  Mezzane lanciano il progetto per valorizzare territorio e vini

Nero su bianco, volto inedito della Valpolicella Orientale

I Vignaioli Valle  Mezzane lanciano il progetto per valorizzare territorio e vini di freschezza e longevità sorprendenti

Poco conosciuta anche se contigua e, per certi aspetti, sua naturale appendice, la Valle di Mezzane, l’anima più selvaggia ed autentica della Valpolicella Orientale,  è una scoperta turistica oltre che enologica. 

Curati vigneti che ricamano come pizzi i dolci pendii collinari dove spiccano borghi autentici, sontuose ville padronali, corti rurali oggi trasformate in cantine, tecnologicamente all’avanguardia. 

Qui, un gruppo di visionari, motivati e convinti vignaioli hanno dato vita ad un progetto: valorizzare in tutti gli aspetti il territorio ed il vino prodotto. 

“Nero su bianco, il volto inedito della Valpolicella Orientale”, è il percorso avviato per fare conoscere cosa succede quando il fuoco del vulcano incontra la purezza del calcare. Un dualismo geologico unico: terreni vulcanici (nero) e calcari eocenici (bianco). 

Una contrapposizione che non è solo cromatica, ma che definisce il profilo sensoriale dei vini di freschezza e longevità sorprendenti, che ha dato origine al claim “Nero su Bianco” scelto dal Gruppo Vignaioli Valle di Mezzane (acronimo VVM), riferito sì al colore dei suoli, ma soprattutto alla volontà di rendere leggibili le peculiarità della Valle di Mezzane e dei suoi vini.

Dare risalto alla valle e alla sua unicità è il filo conduttore dell’ambizioso, quanto concreto, progetto delle “Vallate della Valpolicella”, future sottozone e per la valorizzazione delle migliori aree di produzione dei Doc Valpolicella e Soave. 

Lo studio è stato affidato al gruppo di lavoro del  professor Maurizio Ugliano dell’Università degli Studi di Verona. 

Il percorso è iniziato circa tre anni fa con la caratterizzazione dei terreni aziendali, curata dal pedologo Giuseppe Benciolini con la ferma convinzione  che disporre di una carta dei suoli sia il primo passo per definire la conduzione del vigneto, orientarla sempre più alla qualità delle uve e, oggi, anche per fronteggiare i cambiamenti climatici. 

Il passo successivo, con la collaborazione di Benciolini, è stato produrre una “Mappa pedologica” dell’intera Valle. 

Oggi “tradotta” in versione tridimensionale per evidenziare alture e dettagli paesaggistici con maggiore realismo rispetto alle mappe tradizionali in 2D, in modo da offrire  una comprensione più profonda e facile per capire immediatamente la dislocazione dei vigneti quanto ad altitudine ed esposizione. 

Lo scopo della ricerca

L’avvio della ricerca sull’identità sensoriale dei vini della Valle di Mezzane, commissionata al Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona da parte dei Vignaioli Valle Mezzane, è stata presentata ai giornalisti della stampa specializzata durante la “camminata fra  le vigne”, allo scopo di fare capire cosa accade quando il fuoco del vulcano incontra la purezza del calcare. 

“Attraverso lo studio di vini Valpolicella di differenti provenienze all’interno del territorio di Mezzane –  spiega Maurizio Ugliano – lo studio si propone di identificare le componenti aromatiche maggiormente distintive di questo territorio e di caratterizzare l’influenza delle differenti condizioni ambientali”. 

E aggiungono i Vignaioli Valle Mezzane: “Ovviamente l’oggetto delle analisi sono i Valpolicella prodotti da uve fresche, perché rappresentano in modo più diretto l’influenza dei suoli e in generale del terroir”. 

I risultati saranno resi noti, probabilmente, entro la fine di quest’anno. Inoltre i campioni sono stati prelevati ad inizio aprile da vasca, prima del passaggio in contenitori differenti previsti dai protocolli delle singole aziende.

I Vignaioli Valle Mezzane

Sono dodici le aziende che aderiscono al gruppo “Vignaioli Valle Mezzane”, che autosostiene economicamente le proprie attività. Comune denominatore l’ubicazione nella Valle ed il fatto di essere aziende agricole che vinificano esclusivamente  uve dei vigneti che coltivano. 

Differenti per storie, origini, obiettivi e conduzione, oltre a voler approfondire insieme la conoscenza del loro territorio e di valorizzarlo, i VVM hanno l’obiettivo di stimolare non la competizione tra le diverse valli delle denominazioni vini Valpolicella, ma la loro caratterizzazione a comporre un quadro più variegato che arricchisca ulteriormente le espressioni dell’intero territorio in cui Amarone, Ripasso, Valpolicella Superiore, Valpolicella e Recioto si producono. 

Sostenendo il Consorzio di Tutela Vini Valpolicella – che ha appena rinnovato il suo consiglio di amministrazione – fin dalla sua nascita la compagine ha sollecitato l’ente consortile nella definizione di sottozone che rispecchino la morfologia del territorio. 

Queste le aziende: Benini Alessandro; Carlo Alberto Negri; Falezze; Grotta del Ninfeo;  I Tamasotti; Il Monte Caro; ILatium Morini; Le Guaite di Noemi;  Massimago; Roccolo Grassi; Talestri; Le Cesete. La degustazioni  di Valpolicella Superiore (annate comprese tra 2019 e 2022) e Soave (2023-2025) hanno confermato la grandi potenzialità dei rossi per struttura, profumi e completezza. 

Vini di carattere che, con il tempo, si consolida. Mentre il Soave ha dimostrato grande equilibrio, freschezza e spiccata vitalità. 

“Alcuni Soavi – è stato il commento dei giornalisti specializzati – possono permettersi di andare ben oltre l’annata”.

 

 


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