Ultim'ora

“Nei post due calici per fingere di non essere soli”, sui social la coppia che non c’è

(Adnkronos) – Non ci sono solo piatti ‘instagrammabili’, tavole apparecchiate con cura e mise en place pensate per creare un’atmosfera. E nemmeno soltanto tutorial di skincare, make-up e consigli sull’outfit. Sui social, da Instagram a TikTok fino a Telegram, “anche le immagini della vita privata possono diventare strumenti per costruire e comunicare una precisa identità”. Dietro una fotografia apparentemente spontanea, infatti, può esserci una vera e propria scenografia: l’ambiente, la posizione del corpo, la musica, ciò che viene mostrato e, soprattutto, ciò che viene volutamente lasciato fuori dall’inquadratura.  

 

Tra i fenomeni più curiosi c’è quello della “coppia invisibile”: fotografie “costruite ad arte per far pensare che accanto a chi pubblica ci sia un partner, anche quando non c’è nessuno. Ci sono corsi, non solo rivolti agli influencer o agli aspiranti tali, che spiegano come fotografarsi al meglio e come costruire una scenografia. I contenuti non sono mai del tutto casuali: si studiano l’ambientazione, il contenuto, la musica e anche il modo di porsi”. Lo evidenzia all’Adnkronos Salute Anna Maria Giannini, docente di Psicologia all’Università degli studi di Roma La Sapienza.  

Un esempio? “Un uomo che non vuole mostrare di essere solo può fotografare un paesaggio, una parte del proprio corpo o un momento della serata – spiega – Può pubblicare la foto di un aperitivo o di una cena, magari con due calici di vino, senza però mostrare la persona che dovrebbe essere seduta accanto a lui. Che cosa comunica questa immagine? Può essere costruita proprio per far pensare che si abbia una relazione o per trasmettere un messaggio di ‘non solitudine’ – osserva Giannini – Si fa vedere che si è in compagnia, creando interesse e curiosità, ma in realtà non c’è nessuno accanto”. 

È una differenza sottile, ma importante: “Non viene mostrato esplicitamente un partner, viene piuttosto lasciato un indizio affinché sia chi guarda la fotografia a completare la storia”, aggiunge Giannini. “Al contrario, chi non ha problemi a mostrare la propria solitudine può scegliere immagini molto diverse: un calice di vino accanto a un libro o un tramonto osservato da soli. Chi non vuole mostrarsi in una situazione di solitudine può invece mostrare due bicchieri di vino a tavola, riprendere sé stesso e l’ambiente, ma mai l’altra persona”, sottolinea. 

“Anche sui social, dunque, ciò che non viene mostrato può diventare parte del messaggio. Una fotografia non racconta necessariamente quello che sta accadendo davanti all’obiettivo: può raccontare, soprattutto, l’immagine di sé che si vuole trasmettere agli altri”, conclude. 

 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)


Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.

Redazione

Club olio vino peperoncino editore ha messo on line il giornale quotidiano gestito interamente da giornalisti dell’enogastronomia. EGNEWS significa infatti enogastronomia news. La passione, la voglia di raccontare e di divertirsi ha spinto i giornalisti di varie testate a sposare anche questo progetto, con l’obiettivo di far conoscere la bella realtà italiana.
Pulsante per tornare all'inizio