
Locanda Confini, cucina contemporanea della Riviera del Brenta
La nuova sfida di Cristian Minchio che punta su un menu che rompe gli schemi e sui giovani. Al via le “Domeniche Culturali”
“Era nell’ordine naturale del divenire”. Schietto, come è nel suo carattere Cristian Minchio, conosciuto e stimato ristoratore della Riviera del Brenta, spiega così la decisione di aprire Locanda Confini, dopo che per anni è stato uno dei “volti noti” di Villa Goetzen a Dolo.
Cristian, proveniente da una famiglia di ristoratori, definisce l’apertura come “un passo necessario del proprio percorso imprenditoriale, orientato a un modello attuale e funzionale”.
Una sfida, iniziata poco più di un anno fa, portata avanti con tenacia e determinazione.
«Ho scelto di sviluppare un’attività che rispecchiasse le esigenze di oggi – afferma – e che potesse essere sostenibile anche per le nuove generazioni». 
Il risultato è un locale accogliente, arredato con grande stile dove Cristian ed i figli Alberto e Filippo, con esperienze diverse, si confrontano ogni giorno con una clientela attenta e pronta a recepire le novità della cucina che Locanda Confini offre.
A partire dal nome del ristorante, scelto da Filippo che sintetizza l’impostazione del progetto.
Non si tratta di superare il confine come gesto simbolico, ma di lavorare sul punto in cui elementi diversi (tecniche, ingredienti, esperienze generazionali) possono incontrarsi in modo coerente. «Il confine, per me, è un luogo di osservazione – spiega Filippo Minchio -.
L’obiettivo è mantenere un’identità chiara e allo stesso tempo lasciare spazio all’evoluzione naturale del ristorante».
Locanda Confini si colloca sulla Riviera del Brenta con un approccio contemporaneo, concentrato sulla qualità della cucina, sulla formazione dei giovani e su un modello di ospitalità essenziale e ben definito.
La cucina e lo staff
Qui si sono rotti gli schemi della cucina tradizionale. Per capirlo basta vedere lo staff, tutto under 25. La sala è coordinata da Alice Rinaldo, con la collaborazione del figlio di Cristian, Filippo diciottenne e studente del quinto anno di alberghiero, e di Thomas Rossi.
Nel corso di quest’anno si aggiungerà alla brigata anche il figlio maggiore, Alberto Minchio, ventiduenne, attualmente impegnato in un percorso di alta formazione.
Il “patron” ha scelto di affidare autonomia operativa completa al giovane team, sostenendo un approccio che unisce responsabilizzazione e crescita professionale: «Il menu – precisa – è definito interamente dallo chef Alessio Coraggio.
Ho deciso di non interferire, perché ritengo che un progetto abbia valore solo se chi lo conduce può esprimersi in modo pieno e consapevole». Cristian è partito con tanta energia puntando su uno stile che si ispira al fine dinning.
La scommessa è impegnativa ma stimolante al tempo stesso.
“Il futuro della Riviera – dice convinto Cristian – non è solo pesce. Per questo punto su un menu identitario ma contemporaneo”.
La proposta gastronomica di Locanda Confini si articola in percorsi vegetali, di carne e di pesce, con una particolare attenzione alla riconoscibilità degli ingredienti.
La cucina attinge alla tradizione veneta, soprattutto marinara, integrando tecniche e prodotti provenienti da altre aree italiane.
L’orto di proprietà fornisce erbe, insalate e alcune verdure stagionali, contribuendo a un rapporto diretto tra ingredienti e costruzione dei piatti.
Tra gli antipasti, i garusoli sono accompagnati da una salsa di lattuga dell’orto, un caramello di cavolfiore e olio al Grana Padano Dop, in un piatto che lavora su contrasti netti e puliti.
Il pesce spada affumicato viene servito con nocciola, uva fragola e semi di senape, mentre la belga è abbinata a zabaglione al rhum, pralinato di mandorle e cipolla agro.
Tra i primi, il risotto con dashi di Go’, foie gras vegetale e olio alla salicornia: un mix di sapori intensi e raffinati.
Quasi un ponte tra la cucina locale e quella giapponese.
Da gustare lo spaghettone Pastai Sanniti completato da una battuta di canocia.
Nei secondi, la zucca Brullini al cucchiaio con Asiago Vecchio Dop e noci pecan, il bisato di Marano Lagunare con cocco riccia e aceto di melograno, la seppia con fegato alla veneziana e salsa di foglia di fico e l’animella fritta accompagnata da salsa carota e zenzero, fondo bruno di pecora e mizuna dell’orto completano la proposta.
I dessert mantengono una linea pulita: millefoglie con caramello e marron glacé, tarte tatin con gelato al latte di capra, tiramisù e un abbinamento di pere e salvia.
“Ogni piatto che portiamo in tavola – chiosa Cristian Minchio – svela la storia di sapori autentici per passione, per gli ingredienti che sono il legame della nostra terra con il mare”.
La carta dei vini, bollicine bianchi e rossi, è completa con etichette di cantine selezionate.
Un salotto di cibo e cultura
Una volta al mese, Locanda Confini organizza l’evento “Domeniche Culturali”.
Il 19 aprile prossimo ospite della giornata sarà Valentina Zocca, che nel presentare “Racconti e fiabe al femminile” (il patrimonio folkloristico su donne vive, astute e fuori dagli schemi) guiderà gli ospiti attraverso storie capaci di nutrire mente e cuore celebrando la voce delle donne nella tradizione veneta.
Ad accompagnare il percorso culturale un menu speciale a tema di fiabe pensato per sorprendere il palato e risvegliare il benessere.
Dall’aperitivo di benvenuto al vassoio fino allo speciale dessert ogni portata diventa un piccolo rituale di gusto e convivialità.
Dopo i finger food (trota marinata, finocchietto, mela verde e gin: cialda di mais, morlacco e sfere di miele allo zafferano;
Asiago croccante, maionese al limone e polvere di timo), seguirà il primo: Canaroli fieno mantecato al burro di nocciola, limone fermentato e polvere di liquirizia, come secondo l’ottimo rombo alla brace, beurre blanc alle erbe e giardinetto di vegetali primaverili.
Un rinfrescante sorbetto agli agrumi prepara a gustare il dessert: cremoso al mascarpone, crumble alle mandorle e fiori di sambuco. Il ristorante, con una quarantina di coperti, si trova all’interno di una villa storica della Riviera del Brenta. Locanda Confini dispone anche otto accoglienti e confortevoli camere al piano superiore. Sempre consigliata la prenotazione al 041/5289449.
Riviera Martiri della Libertà, 27,30031 Dolo VE
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