Notizie Italiane

Lettera Aperta a Putin e Netanyahu

Lettera Aperta a Putin e Netanyahu Vi voglio raccontare una storia di quando avevo otto anni.

Lettera Aperta a Putin e

Vi voglio raccontare una storia di quando avevo otto anni. Ero figlio di un manovale edile e di una casalinga che lavorava a giornata in campagna. Potete immaginare che la mia fosse una famiglia tutt’altro che agiata; eravamo poveri e vivevamo in una casa a riscatto, di quelle costruite per i contadini negli anni Cinquanta, dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Era l’estate del 1966. Avevo trascorso un mese in colonia ad Albiano, in montagna, perché ero un bambino esile, quasi rachitico. Al mio ritorno ero stanco e svogliato, ma felice di essere finalmente a casa. Mia madre, preoccupata, mi portò dal medico di famiglia il quale, dopo avermi visitato, disse che avevo bisogno di mare. Suggerì una colonia che partiva proprio in quei giorni per Miramare di Rimini tramite l’ECA (Ente Comunale di Assistenza), un ente che a quel tempo aiutava molte famiglie indigenti.

Così mio padre mi caricò sulla canna della bicicletta, usando un cuscino per farmi stare comodo, e mi portò a Comacchio dove partiva il pullman. Non conoscevo nessuno, non c’era nessun altro bambino del mio paese; mi sentivo perso.

A scuola ero bravo in geografia e, non appena arrivammo, guardando la spiaggia iniziai a pianificare la fuga per tornare a casa a piedi. Calcolavo che avrei dovuto attraversare solo tre fiumi per arrivare al Lido delle Nazioni e da lì imboccare la stradina verso la Romea; mi spaventava solo l’idea di attraversare quella strada piena di camion. Nella mia testa il piano era pronto: da Miramare sarei arrivato a Rimini lungo la costa, avrei dormito sui lettini in spiaggia e poi, passando per Cesenatico e Ravenna, sarei giunto ai lidi ferraresi. Sarei stato finalmente a casa.

Pensate: nonostante in colonia avessi cibo e giochi, la mia casa — per quanto misera e spoglia — per me era il posto più bello del mondo. Questo è ciò che passa nella testa dei bambini: non importa quanto una casa sia povera, è lì che vogliono stare.

Ora pensate a quei bambini che ricordano la loro casa mentre voi, ogni notte, li bombardate. Cosa ne pensate? Loro, purtroppo, sanno che la loro casa non esiste più; devono scappare e nascondersi sottoterra. Vi siete mai chiesti cosa passi nelle loro menti?

Tuttavia, qui in Italia è Natale e voglio farvi un regalo virtuale, visto che c’è l’embargo. Vi regalo due bottiglie di Savignone Rosso, un vino “perduto e ritrovato”. È buono a tutte le età: da giovane è fruttato, mentre dopo molti anni in cantina acquisisce una mineralità che lo rende austero e completo, sia al naso che in bocca. Nel pacco dono voglio aggiungere anche due bottiglie di spumante secco fermentato in bottiglia

Così potrete brindare all’ennesima strage.


Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio